Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Incongruenze

Che direste se vi si raccontassi che molti contadini seminarono i loro campi con del seme preso da una sacca comune e raccolsero: chi cotone, chi tabacco, chi grano, chi riso?
Indubbiamente respingereste il racconto o tutt'al più lo accettereste come un rompicapo.

Il fatto sarebbe améno se si trattasse di uno scherzoso passatempo, ma costituisce una preoccupante realtà trattandosi della situazione presente nel campo religioso. Si và a "seminare" la Parola di Dio, unica e inconfondibile, per ottenere il più eterogeneo dei prodotti.

Come ci si può soddisfacentemente spiegare che Pentecostali, Metodisti, Luterani, Cattolici, Battisti, Presbiteriani, Valdesi, Avventisti, e chi più né ha più né metta, siano il raccolto derivato da una pura ed obbiettiva predicazione dell'Evangelo?

Non possiamo, pur nella più ottimistica delle ipotesi, accettare che Cristo Gesù si compiaccia di tale caotico stato di cose. Se non si intravedesse in tutto ciò il sottile lavorio del demonio, saremmo costretti a concludere che Gesù si diletta in bizzarri arabeschi spirituali.
Ma la croce, con il suo tremendo significato, stà ad indicare che l'arbitrio e l'ignoranza non possono più essere oggetto di tolleranza e di giustificazione da parte divina.

Ad un solo seme deve corrispondere un solo prodotto. Se accade il contrario, del resto abbondantemente previsto dalla Sacra Scrittura, non si vadano a raccontare storielle, lasciando l'illusione che il colpevole ne sia proprio Gesù, data l'enigmaticità della sua rivelazione! Gesù ha parlato chiaro in ogni questione spirituale.

Una volta gli si accostarono alcuni chiedendogli: "Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente. Gesù rispose loro: "Ve l'ho detto e non lo credete; ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce ed io le conosco, ed esse mi seguono" (Giovanni 10:24-27).

Oggi, se fosse possibile avere Gesù in carne ed ossa davanti a noi, lo assedieremmo tempestandolo di domande: "Qual è la tua Chiesa? Qual è il vero battesimo? Quale sarà la condizione di chi ignora l'Evangelo?" ecc., ecc.

Ma Gesù non cambierebbe di una virgola la sua risposta: "Ve l'ho detto e non lo credete perché non siete miei discepoli che ascoltano la mia Parola".
E probabilmente ci sarebbe di nuovo chi raccatterebbe delle pietre per lapidarlo!

Una legge divina e nello stesso tempo umana pretende che "ciò che l'uomo avrà seminato quello pure mieterà" (Galati 6:7).

La specie del raccolto sarà, allora, corrispondente alla specie del seme. Se hai seminato Valdo "raccoglierai" Valdesi; se hai predicato Lutero "otterrai" Luterani; se hai annunziato Cristo, e Cristo soltanto, raccoglierai Cristiani, e Cristiani soltanto.

Questo era il prodotto che gli apostoli ottenevano, come risultato, dal "seme" della loro predicazione (Atti 11:26; 26:28).

L'apostolo Pietro raccomandò la pazienza nelle prove, esortando i fedeli a non vergognarsi di soffrire come "Cristiani", ma a glorificare Dio "portando questo nome" (1Pietro 4:16).

Oggi, a chi ci chiede di quale religione siamo seguaci non è sufficiente rispondere "Cristiana", ma occorre specificare se Cristiana-Cattolica o Cristiana-Battista o Cristiana-Evangelica! 20 secoli fa, quando uno si professava "Cristiano", era compreso, e come!

Gli storici più antichi, giudaici e pagani, anteriori ad ogni denominazione, conoscevano e scrivevano solo di "Cristiani".

GIUSEPPE FLAVIO, nelle "Antichità Giudaiche" (183/3) nella seconda metà del 1 secolo, racconta: "Ancora oggi sussiste la setta che da lui ha preso il nome di CRISTIANI".

TACITO, negli "Annali" (L.15 c.44), narrando l'incendio di Roma, che la voce popolare attribuiva all'imperatore, scrive: "Per far tacere questa dicerìa, Nerone inventò dei colpevoli ed inflisse le più raffinate torture ad uomini, odiati a causa delle loro abominazioni che il volgo chiamava "CRISTIANI".

SVETONIO, nella "Vita di Nerone" menziona la persecuzione contro i Cristiani, dicendo: "Colpiti da torture i CRISTIANI, una razza di uomini di una nuova e malefica superstizione".

Qualcuno potrebbe obbiettare che il nome è di secondaria importanza, contando soltanto l'essere "una nuova creatura". Noi rispondiamo che un nome può non essere un trascurabilissimo elemento.
Il nome di Cristo apre le porte dei cieli e inoltra le preghiere al Padre Celeste (Colossesi 3:17; Atti 4:12; Efesini 1:21).

Ma oltre al nome vi sono molte dottrine che non sono per nulla trascurabili, senza un fondamento scritturale, che fanno violenza alla Parola di Dio.
Teniamoci nei limiti della Parola, essendo facitori e non soltanto uditori, dando a Dio quello che è di Dio, parlando: "non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali" (1Corinzi 2:13).

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati