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La Legge

"Legge" non è certo una parola di moda oggi.

In tutte le società "legge" e "ordine" vengono attaccati, e molti sembrano credere che se fossimo completamente liberi le cose andrebbero meglio.

Eppure Dio crede proprio nella Legge!

Nell'Antico Testamento vediamo che, dopo l'alleanza fatta con Mosè, la Sua Legge (Toràh), venne data agli Israeliti in modo che la loro vita potesse esprimere e dimostrare che erano davvero i figli di Dio.

È importante ricordare che all'inizio la Toràh non era intesa semplicemente come una lista di cose possibili o no.

La parola ebraica "toràh" significa "istruzione", e veniva intesa come un programma di vita, un dono gratuito, in modo che Israele potesse tradurre in pratica ciò che ormai era diventato come popolo di Dio.

Sfortunatamente, la nostra natura è tale che siamo capaci di cambiare un beneficio in un ostacolo, e questo è accaduto anche per la Legge.

Al tempo di Gesù, i farisei avevano circondato l'alleanza con una barriera di 613 leggi che tutti dovevano rispettare.

Gesù condannò il legalismo che aveva fatto diventare un campo di prigionia la Legge di Dio. Egli disse: "I maestri della Legge e i farisei hanno l'incarico di spiegare la Legge di Mosè. Preparano pesi impossibili da portare e poi li mettono sulle spalle degli altri" (Matteo 23:1-4).

L'atteggiamento di Gesù verso la Legge è interessante.

Da una parte, è portato a ignorarla e a criticarla. Eppure, d'altra parte, raccomanda di ubbidirle in quanto ha un'autorità divina. Questa contraddizione apparente è risolta quando ricordiamo che Gesù afferma di essere venuto al mondo non per condannare o per abolire la Legge, ma per portarla a compimento.
Gesù completa la Legge anzitutto con il mostrare che l'amore è la pienezza della Legge. In effetti proclama il duplice comandamento: "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze, ... e ama il prossimo tuo come te stesso" (Luca 10:27), come il sommario perfetto dell'intera Legge.

E, in secondo luogo, Gesù ha mostrato, attraverso tutta la vita spesa in ubbidienza al Padre, come deve essere vissuta in modo genuino la vita umana.
La sua morte in croce ci ha introdotti nella nuova alleanza, e così la via della salvezza ora non è da ricercare nell'osservanza delle leggi, ma nell'accoglienza del perdono di Dio attraverso Gesù.

Egli, e non la Legge, riapre la strada tra Dio e noi.

Che importanza ha per noi la Legge oggi?

  • La Legge si è compiuta in Gesù Cristo, ma questo non vuol dire che possiamo dimenticarla.
    Le sue inadeguatezze sono note a sufficienza.
    Non può guidare una persona a Dio, e il suo appello a modelli che sono al di là della nostra portata finisce per accrescere la nostra colpevolezza. Noi non siamo schiavi delle 613 leggi della vecchia tradizione ebraica, e la legge rituale dell'Antico Testamento si è compiuta nella nuova alleanza, ma l'essenza della Legge morale come è espressa nei dieci comandamenti deve essere osservata anche da noi.
    Naturalmente non siamo diventati cristiani perché osserviamo i comandamenti, ma li osserviamo perché siamo cristiani e desideriamo vivere secondo Dio.
  • Il Vangelo non può essere compreso come un lieto messaggio senza l'insegnamento della Legge.
    Le sue indicazioni su ciò che Dio richiede sono l'abito vecchio a confronto con il quale il Vangelo acquista senso.
    La Comunità dei veri cristiani sbaglierebbe se dimenticasse i modelli di santità, giustizia e amore offerti da Dio.
  • L'apostolo Paolo parla della legge "naturale" scritta nei nostri cuori.
    Egli intende dire che quanti non hanno avuto la possibilità di conoscere e vivere il Vangelo in questa vita non sono condannati automaticamente da Dio.
    Egli è il Dio della grazia e dell'amore, e giudica le persone per quello che hanno fatto osservando la legge della coscienza.
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