Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

(B) - La morte di Gesù

Non riusciremo mai a comprendere pienamente la morte di Gesù sulla croce.
Ma Dio non ci chiede tanto di comprenderla quanto di sperimentarla, cioè di scoprirne i benefici.

Noi sappiamo che è il modo attraverso cui Dio salva, ed essa ha cambiato la vita di milioni di persone.
Ecco alcuni dei modi molto differenti attraverso cui gli uomini hanno capito la croce.

Primo: GESÙ È IL NOSTRO ESEMPIO.

Per molte persone la morte di Gesù è stata un esempio importante di pazienza e di tacita sofferenza di fronte a ostacoli soverchianti.
Possiamo prenderlo come modello quando stiamo soffrendo ingiustamente.

Negli scritti del Nuovo Testamento l'ubbidienza di Gesù fino alla sua morte è segnalata come esempio del modo con cui i cristiani devono reagire quando sono perseguitati oppure ostacolati.

Secondo: GESÙ È IL NOSTRO LIBERATORE.

Noi oggi sappiamo che Gesù è colui che ha rimosso il peccato del mondo con la sua morte, ma è chiaro che non aveva questo significato per i Romani che occupavano la Palestina quando lo misero a morte. Essi videro in lui soltanto un agitatore politico.

Per gli Ebrei egli era un «messia venuto dal nulla».
Le sue affermazioni sulla venuta del suo regno erano una sfida per la Legge di Mosè. La sua entrata finale in Gerusalemme quando la folla agitava rami di palma e gridava: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» era carica di significato simbolico.
Molte persone che oggi combattono l'oppressione, l'ingiustizia e la povertà hanno preso la croce di Gesù come simbolo di uno che ha combattuto contro le forze del male e ha vinto.

Terzo: GESÙ È IL NOSTRO RAPPRESENTANTE.

Un rappresentante è una persona messa in posizione di potere e di influenza per esprimere il nostro punto di vista.
Così Gesù è l'uomo perfetto che sta davanti a Dio al nostro posto e ci rappresenta.
Questa idea è stata colta molto bene da un inno di Newman: «È venuto un secondo Adamo per la battaglia e il riscatto».

Quarto: GESÙ È COLUI CHE PORTA I NOSTRI PECCATI.

Una visione che domina il Nuovo Testamento è che Gesù è morto per i nostri peccati. Molti hanno esteso questo concetto fino a significare che Gesù è morto come «mio sostituto».
In altre parole la sua morte era la morte che io avevo meritato; egli ha preso su di sé la mia colpa e il mio peccato e li ha inchiodati alla croce in modo che potessi essere perdonato e risorgere a nuova vita attraverso di lui.

QUESTI E ALTRI SONO I MODI con cui la morte di Gesù è stata interpretata nel nostro tempo.

Se la risurrezione "È IL BATTITO" che anima la fede cristiana, è il caso di dire che la morte di Gesù ne costituisce "IL CUORE".

UN CRISTIANESIMO SENZA CROCE È UN CRISTIANESIMO SENZA PREZZO, DESTINATO A DIVENTARE ANEMICO E INSIPIDO.

UN VANGELO EFFICACE OGGI DEVE PRESENTARE LA MORTE DI GESÙ CON FIDUCIA E CHIAREZZA. ESSA È SEMPRE UNA VIA DI SPERANZA DI PACE E DI VITA ETERNA!

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