Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Per non aver paura della morte!

Nella Bibbia si leggono queste parole:

"L'uomo muore e perde ogni forza; il mortale "trapassa" e ora dov'è?" (Giobbe 14:10).

L'apostolo Paolo disse:

"Per me il vivere è Cristo, e il morire guadagno ... Partire ed essere con Cristo è cosa di gran lunga migliore" (Filippesi 1:21).

Il giovane non pensa alla morte; ha ancora tanti anni davanti ... L'adulto che ha buona salute non ci pensa, perché stà bene ... L'anziano vede altri che hanno raggiunto un'età molto avanzata e si tranquillizza ...
Il malato spera sempre di guarire e, anche se è molto grave, parenti e amici alimentano la sua speranza, il più delle volte sapendo di ingannarlo ...

La morte è definita dalla Bibbia "il re degli spaventi" (Giobbe 18:14).
Essa è una conseguenza del peccato.
La morte spezza i legami affettivi, ci spoglia dei nostri beni, si impadronisce dei nostri corpi.
"Il fiato dell'uomo se ne và" � è scritto in un Salmo - "ed egli torna alla terra; in quel giorno periscono i suoi disegni" (Salmo 146:4).

Ma l'anima dell'uomo è vivente, e incontrerà Dio col carico della sua responsabilità.

La vera paura che fa la morte non è tanto il timore di soffrire, ma è l'intima consapevolezza di essere colpevoli davanti a Dio e di dovere rendere conto a Lui della nostra vita.

Infatti stà scritto: "È stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio" (Ebrei 9:27).

Che spettacolo allucinante è stata la morte di tanti increduli! Che angosce, che grida, che tormento!
A pochi passi dalla tomba, tanta presunzione, tanto orgoglio, tante apparenti sicurezze, svaniscono in un attimo ...!

Eppure Dio dice: "Io non ho alcun piacere nella morte di colui che muore" (Ezechiele 18:32).

La morte non rientrava nei Suoi piani quando Egli creò l'uomo.
Fu la disubbidienza degli uomini a renderla inevitabile; il peccato legato alla nostra natura e i peccati commessi nella nostra vita, hanno la morte come ricompensa perché, come afferma l'apostolo Paolo: "II salario del peccato è la morte" (Romani 6:23).

Dio ha un messaggio di vita da darti, Lettrice o Lettore, e te lo fa conoscere oggi, con le seguenti parole:

"Il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù" - "Convertitevi, dunque, e vivete". (Romani 6:23 - Ezechiele 18:32).

Gesù Cristo ha vinto la morte. Lui, il Figlio di Dio, è entrato nella morte col peso di tutti i nostri peccati per liberarci dalle loro conseguenze eterne. LO CREDI TU?

Solo se credi e ubbidisci alla Sua Parola sarai liberato dalla condanna che i tuoi peccati meritano; sarai lavato dal Suo sangue e reso adatto a vivere eternamente vicino a Dio.
Egli: "A tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figliolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna" (Giovanni 3:l6).

Gesù ha dato la sua vita affinché, con la sua morte redentrice liberasse tutti quelli che per il timore della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù. (Ebrei 9:14-15).
Amica o amico che leggi: sei tu liberato da questo timore?
Per chi crede e ubbidisce alla Parola di Dio, dopo la morte non c'è più il giudizio.
Nel Vangelo troviamo questa assicurazione:
"Dio non ha mandato il Suo Figlio nel mondo per giudicarlo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui. Chi crede in Lui non è giudicato" (Giovanni 3:17-18).

La morte, per chi ha il Signore Gesù come suo Salvatore, non è più "il re degli spaventi".

Rimane, certo, un momento solenne per i legami d'affetto che si rompono e per il dolore di quelli che lasciamo.
Ma la fede nella promessa di Dio porta gli sguardi al di là della morte, e dice, con l'apostolo Paolo:

"Partire ed essere con Cristo è cosa di gran lunga migliore".
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