Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Paolo battezzò i leoni?

Uno dei numerosi racconti apocrifi intorno all'apostolo Paolo, narra come egli fosse condotto in uno stadio di Efeso per essere dato in pasto alle fiere.

Il governatore Geronimo volle che Paolo fosse riservato ad un leone di proporzioni gigantesche e di forza senza pari. La terribile belva viene sciolta e sospinta verso l'apostolo, che attende in preghiera nel centro dell'arena. Il leone corre verso Paolo, ma, giuntogli vicino, si inginocchia ai suoi piedi.

Narra la leggenda che l'apostolo e la belva aprirono allora una conversazione.
Il leone informò Paolo di essere stato da lui battezzato e, perciò, non doveva temerlo che lui stesso lo avrebbe soccorso in quel momento di pericolo.
Così i due uscirono dall'arena, mentre Dio faceva scendere una violenta grandinata sugli empi spettatori che gremivano le tribune.
Il leone si ritirò sui monti e l'apostolo tornò, libero, alla sua predicazione.

Questa storia fantastica, scritta nel 160 d.C. da un presbitero dell'Asia, che fu deposto dal suo ufficio per le sue molte imposture, mostra quanto fantasioso l'uomo possa divenire nelle relazioni con le cose di Dio. Immaginatevi un apostolo come Paolo che battezza i leoni!

Eppure alcuni bene intenzionati vescovi collegarono il fatto a quel passaggio della Scrittura in cui Paolo riferisce di aver "lottato con le fiere in Efeso".

È sorprendente che non vi sia una qualche "setta" che insista sull'opportunità di battezzare le belve. Qualche analogia può ritrovarsi con le "benedizioni" impartite dai Cattolici a cose: come automobili, bandiere, navi e persino cavalli.

Eppure nessuno si erge a difensore del battesimo degli animali feroci.
Supponiamo che voi aveste a trovarvi nella necessità di provare con la Scrittura che il battesimo non è per i leoni, come fareste? Andreste senz'altro al testo di Marco 16:16 per mostrare che chi "crede" ed è battezzato può essere salvato, indicando la fede come un requisito che precede il battesimo; e pertanto i leoni, non potendo aver fede, sarebbero da escludersi.

Oppure andreste al testo di Atti 2:38 per mostrare che il ravvedimento deve anch'esso precedere il battesimo, escludendo ancora una volta i poveri leoni.

Oppure andreste a prendere i vari casi di conversione registrati nel libro degli Atti e osservereste che in tutti i casi i battezzati dovevano aver udito, creduto ed essersi ravveduti togliendo ai leoni, incapaci di udire e di intendere, ogni possibilità di battesimo.

Potreste, infine, prendere l'intero Nuovo Testamento e far vedere che si è sempre trattato di persone qualificate a ricevere il battesimo dalle condizioni su esposte. In tal modo potreste sicuramente e senza ombra di dubbio sostenere l'antiscritturalità del battesimo degli animali, riducendo la storiella del presbitero asiatico al prodotto di una pura e ridicola immaginazione.

Cari amici, non è la stessa cosa per quanto riguarda il battesimo dei bambini?
Ci sono forse, per questa pratica, più prove che non per quella di battezzare i leoni?
I bambini, come i leoni, non possono udire ed intendere, non possono credere in Cristo, né ravvedersi per peccati non ancora commessi.
Le stesse argomentazioni usate contro una cerimonia battesimale al locale zoo valgono contro il portare un pargolo alla fonte battesimale della cattedrale.

Abbiamo bisogno di imparare la grande lezione di "camminare per fede". L'apostolo Paolo disse: "Noi camminiamo per fede e non per visione" (2Corinzi 5:7).

Camminare "per visione" è seguire la propria opinione o quella di altri umani mortali, "credere vedendo".

Camminare "per fede" è farsi dirigere dalla Parola di Dio, perché "la fede viene dall'udire e l'udire si ha per mezzo della Parola di Cristo" (Romani 10:17).

Se per ogni cosa che noi facciamo prendiamo la Bibbia quale unica norma, allora il nostro cammino sarà per fede, altrimenti sarà solo un arbitrario camminare dietro fallaci e personali opinioni.

Il presbitero asiatico non aveva ragioni bibliche per sostenere il battesimo dei leoni, proprio come i moderni ecclesiastici non ne hanno per sostenere quello dei bambini.

Tra i due casi però c'è una piccola differenza:
il presbitero d'Asia, del 2° secolo, ritrattò la sua storiella riconoscendola come un puro frutto della sua fantasia, mentre il fiero ministro del ventesimo secolo, riceverà, per l'assurda cerimonia, un premio in danaro e andrà dicendo che egli fà la volontà di ... Dio!

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati