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Le parole di un ateo

Un ateo così scrisse:
"Se io fermamente credessi, come milioni persone dicono di credere, che la religione accettata e vissuta in questa vita potrebbe influire sul mio destino in un nuovo mondo, questa religione sarebbe per me tutto.

Allontanerei, come si fa con la spazzatura, tutti i piaceri terreni, gli affetti e le follie di questo secolo; perché sarebbero null'altro che vanità.
La religione sarebbe il mio primo pensiero al mattino e l'ultima evocazione prima del sonno notturno.

Lavorerei solo per essa, mi preoccuperei solo per il domani eterno. E se dovessi guadagnare all'Eterno una sola anima in tutta la vita, considererei questa ben spesa, anche se le peggiori sofferenze avessero accompagnato ogni mio passo.

Le sollecitudini terrene non arresterebbero l'opera mia, né serrerebbero le mie labbra. Il mondo, con tutto il suo piacere e la sua tristezza, non mi occuperebbe un solo momento la mente.

Guarderei solo all'immortalità, mi adoprerei solo per le anime immortali di quelli che mi sono vicini, i quali giorno per giorno si avvicinano alle eterne dimore nel tormento o nella felicità.

Andrei dovunque e predicherei a tempo e fuor di tempo e il testo della mia predicazione sarebbe: "Che giova all'uomo se guadagna tutto il mondo e perde poi l'anima sua".".

C. T. STUDD, il grande giocatore inglese di cricket, lesse quelle parole ed esse gli fecero tale impressione che lasciò la sua carriera di avvocato e se ne andò missionario nelle più oscure parti del mondo. Egli raccontò:
"Quella dichiarazione mi decise a vivere soltanto e completamente per Cristo".

Dopo aver letto l'episodio evangelico del giovane ricco, applicò a sé stesso le parole dette da Gesù e donò la sua intera sostanza finanziaria (più di trecento milioni di lire), per seguire Gesù in completa povertà. Non voleva che il suo benessere potesse impedirgli il suo lavoro per il Signore.

Dopo tredici estenuanti anni di predicazione nel cuore dell'Africa, tornò in Inghilterra. Di lui ci restano queste righe piene di significati:

"Non cercate una lunga vita! - Quella di Cristo fu breve".

"Non vivete nell'abbondanza! - Cristo visse e morì povero".

"Non vivete nel piacere! - Cristo non visse per sé".

"Non vivete da superbi! - Cristo annichilì sé stesso".

"Non vivete da oziosi! - Cristo subì per voi la vergogna e la frusta".

Che faremo noi?

Ogni cristiano dovrebbe sentirsi colpito dalle parole di quell'ateo.
Noi sappiamo che esiste un cielo e un inferno.
Sappiamo pure che tutti viaggiamo verso uno dei due luoghi eterni.

Sopra ogni membro della chiesa poggia la responsabilità di annunciare l'Evangelo della salvezza.
Non compito unicamente del predicatore è quello di salvare il proprio fratello.

Accettiamo la sfida dell'ateo e viviamo per Cristo, e meditiamo che "a nulla ci gioverebbe guadagnare tutto il mondo e poi perdere l'anima nostra"!

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