|
Il peccato
Quando lo scrittore G.K. Chesterton, scriveva:
"Il peccato è la più dimostrabile tra le dottrine cristiane", intendeva affermare che non abbiamo bisogno di provare la verità del peccato originale: l'evidenza ce lo dimostra continuamente.
La Bibbia parla del peccato a differenti livelli, il peccato originale e quello individuale:
- Il peccato originale rimanda al fatto che, quando Adamo cadde, il suo atto di disubbidienza colpì l'intero genere umano.
Come è facile comprendere, c'è disaccordo sul modo di interpretare adeguatamente il racconto della Genesi.
È la narrazione della caduta di una coppia reale chiamata Adamo ed Eva? O si tratta piuttosto di una grande rappresentazione poetica di quello che è il peccato e la colpa di ogni uomo davanti a Dio?
In ogni caso, il racconto di Adamo ed Eva è una penetrante descrizione della più grande tragedia dell'umanità: la separazione da un Dio buono e santo.
L'essenza del peccato viene chiaramente alla luce ed è costituita da due elementi: incredulità e orgoglio.
Anzitutto, viene rifiutata la Parola di Dio.
La domanda del tentatore:
"Cosa ha detto Dio?" pone in dubbio la chiarezza dell'ordine di Dio.
Poi arriva il secondo elemento del peccato, l'orgoglio:
"Se mangerete (del frutto di quell'albero) voi diventerete come Dio".
Qui, in fondo, si intravede l'ironia della rivolta del genere umano contro Dio.
Desideriamo affrancarci da Dio e dalle sue restrizioni, e finiamo per cadere in una autentica schiavitù, che incatena le nostre volontà, i nostri cuori, le nostre menti.
- Il peccato individuale è un'applicazione nella nostra vita di questo modo di comportarsi.
Il peccato di Adamo si ripete nella nostra incredulità e orgoglio.
E così riviviamo quotidianamente la tragedia del peccato, perché mentre desideriamo diventare migliori non riusciamo poi a realizzare le nostre buone intenzioni. Ancora una volta diciamo: "È così difficile credere in Dio"!
Ma ciò che intendiamo dire la maggior parte delle volte è:
"Non voglio ubbidire a Dio e alle sue leggi che sono fuori del tempo: desidero diventare libero da solo".
- Ma siamo per natura adoratori.
O adoriamo Dio o adoriamo falsi idoli.
I falsi idoli di oggi sono i soldi, il sesso, il benessere, il potere, ecc.
Estendiamo poi la loro influenza creando pseudo-fedi come le umane ideologie materialistiche, il totalitarismo, il nazionalismo; oppure il fanatismo religioso.
Tali, dunque, sono le catene del peccato.
Esse stringono così forte che nessuno può liberarsene da solo.
Come Gesù fece notare, il peccato non è qualcosa di esterno a noi che si possa lavare; sgorga dai nostri cuori e dalle nostre menti.
E l'apostolo Paolo esprime l'angoscia di molti cuori umani, quando dice:
"Che uomo disgraziato sono io! Chi mi libererà da questo corpo di morte?" (Romani 7:24).
Egli però risponde al suo interrogativo con sicurezza e in modo trionfante:
"Gesù Cristo può e vuole liberarci!"
La morte di Gesù è l'unica realtà in cui possiamo trovare il perdono per i nostri peccati e la forza per superarli.
Soltanto la croce può penetrare i sentieri bui e tortuosi della nostra natura e liberarci dalla forza del male.
È facile dimenticare che la battaglia di Gesù contro il peccato, il mondo e il male CONTINUA ANCORA, e che siamo in prima linea a combattere insieme a Lui con la forza della sua croce.
Viviamo in un mondo segnato dal peccato che ne offusca la bellezza e la bontà e qualche volta abbrutisce gravemente. Anche le strutture politiche e sociali molto spesso manifestano la presenza del cancro del peccato.
Questo fatto renderà realisti i cristiani maturi.
Essi non possono negare l'esistenza del male che continua a rovinare le cose migliori che gli esseri umani possono fare.
Ma i cristiani non lasceranno mai l'ultima parola al peccato.
Gesù Cristo ha sconfitto definitivamente il peccato nella sua morte.
|