Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Il ravvedimento
Non sempre si miete quello che si è seminato

Le persone non restano bloccate dagli errori e dai peccati commessi nel passato.
Non sono intrappolate e condannate al male, perché possono pentirsi, ravvedersi.
E quando la gente si ravvede dimostra che il passato non determina necessariamente il futuro.

La Bibbia afferma che anche Dio cambia il Suo modo di procedere, come risposta a un cambiamento del cuore. Ovviamente questo è un modo di esprimersi per immagini, ma sono immagini che portano speranza e possibilità inedite all'interno di situazioni disperate.

"Ravvedersi" è, essenzialmente, "cambiare senso di marcia": tornare indietro dalle nostre strade e ritornare a Dio. Questo era il grande grido dei profeti in Israele.

Quando il popolo di Dio si allontanava dal retto sentiero, mormorava contro Dio e i Suoi servitori, andava dietro agli dèi stranieri, rompeva l'alleanza opprimendo il fratello israelita, firmava alleanze politiche a dispetto della sua vocazione e si ribellava contro la luce.
Allora i profeti, uno dopo l'altro, lo richiamavano perché tornasse indietro e si rivolgesse al Signore.

Alcune volte il ravvedimento era falso e di comodo, e i profeti lottavano in nome di Dio contro la superficialità della nazione.

Altre volte la gente non voleva proprio ravvedersi e i profeti minacciavano castighi.

A volte, infine, il rifiuto di ravvedersi sembrava del tutto inspiegabile, una disubbidienza aperta.
Non era poi il complicato sistema di sacrifici, ma il vero ravvedimento "che cancellava" le punizioni. Quando il peccatore riconosceva di avere sbagliato, Dio stesso ne aveva compassione senza esigere alcun sacrificio.
Nel periodo a cavallo tra l'Antico e il Nuovo Testamento, questa verità divenne un principio fondamentale del Giudaismo.

In base a questa visione delle cose Giovanni il "Battezzatore" chiedeva al popolo di tornare a Dio, e battezzava i penitenti per prepararli al giudizio del Messia che stava per venire.

La conversione era anche il cuore della prima predicazione di Gesù.
Quando annunciava: "Il regno di Dio è vicino", esprimeva la stessa nota di urgenza e di crisi, cioè: "Cambiate vita e credete in questo lieto messaggio!".

Il figliuol prodigo tocca il fondo, quando "ritorna in sé stesso" e si pente, mentre torna a casa da suo padre.
La prima predicazione cristiana richiedeva agli ascoltatori di ravvedersi e di credere in Cristo.

IL RAVVEDIMENTO DEVE SEMPRE ESSERE GENUINO.

L'apostolo Paolo distingueva tra dolore umano e dolore divino, cioè tra rimorso e pentimento.

Una persona dimostra un vero ravvedimento quando cambia il modo di vivere.

Agli esattori delle tasse viene detto di non esigere più di quello che è stabilito, ai soldati di non abbandonarsi al saccheggio.

Zaccheo davanti a tutti promette di restituire quattro volte tanto quanto aveva rubato alla gente.

È QUI CHE SI INCONTRA LA REALTÀ SALUTARE DEL RAVVEDIMENTO.

A prima vista può sembrare che si tratti di una faccenda che riguarda soltanto la decisione umana. Ma gli autori della Bibbia in ogni occasione riconoscono che nessuno ha il potere di convertirsi se Dio non lo converte.

È DIO CHE CREA UN CUORE RINNOVATO.
È Dio che prende l'iniziativa, sia nell'accoglienza cordiale e scandalosa di Zaccheo, il disprezzato esattore delle tasse, sia nelle dolci ma penetranti richieste rivolte al discepolo infedele Pietro. L'apostolo Paolo scrive: "La bontà di Dio ci conduce al ravvedimento".

È SBAGLIATO INVITARE LA GENTE A RAVVEDERSI IN UN CONTESTO DI GIUDIZIO, CONDANNA O PAURA.

A SCIOGLIERE IL CUORE E A COMPIERE IL MIRACOLO, SPESSO SONO IMMAGINI DI BONTÀ:
IL FIGLIUOL PRODIGO CHE SI RICORDA CON NOSTALGIA DELLA CASA DI SUO PADRE,
IL PASTORE CHE VA' ALLA RICERCA DELLA SUA PECORA,
LO SGUARDO RIVOLTO DA CRISTO A PIETRO CHE LO HA RINNEGATO ...
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