Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

La risurrezione

L'augurio dell'antica Pasqua riassume il Vangelo in una breve espressione: "Il Signore è risorto";
"Egli è davvero risorto"!
Senza l'evento della risurrezione, la croce sarebbe rimasta una sconfitta senza rimedio.
Se Cristo non fosse risorto da morte, allora la fede cristiana sarebbe vana e Gesù soltanto un fallito in più. I racconti della risurrezione insistono sull'importanza della testimonianza.

I discepoli hanno visto la tomba vuota, la pietra sepolcrale rotolata da una parte, il sudario piegato.
Essi poi hanno incontrato Gesù nella stanza a porte chiuse, sulla riva del lago, sulla via di Emmaus, nel giardino.
I racconti non sembrano fare alcuna distinzione tra le due serie di esperienze.
La risurrezione è presentata come un fatto, come qualcosa che è accaduto, indipendentemente dai sentimenti interiori di chiunque.

CI SI BASAVA FORSE SULLA TOMBA TROVATA VUOTA?
Nessuno ha supposto che una tomba vuota fosse una prova della risurrezione, come è naturale.

Inoltre la «risurrezione» include molto più che un corpo morto che torna in vita. E non è tutto. La "risurrezione", così come viene intesa nel Nuovo Testamento, non permette che il corpo di Gesù sia nella tomba nello stesso tempo in cui i discepoli sperimentavano le «apparizioni del risorto».

IN EFFETTI, SI INTUISCE CHE GLI AUTORI DEI VANGELI AVVERTONO QUESTO PROBLEMA.
Sono sicuri di aver incontrato lo stesso Gesù che avevano ben conosciuto prima della morte.
Egli non è uno spirito, il suo corpo porta i segni della crocifissione, mangia perfino pesce arrostito e prepara da mangiare.

Ma sono anche sicuri che non si tratta proprio dello stesso Gesù, una sorta di super-Lazzaro, ritornato in vita, ma condannato a morire di nuovo nel tempo.

Certe volte sembra che non siano capaci di riconoscerlo, fino a che i loro occhi non si aprono; egli viene in mezzo a loro sebbene le porte siano chiuse.
Siamo sollecitati a concludere che Gesù è passato oltre la morte, in un altro genere di esistenza in cui il suo corpo è stato trasformato.
QUESTO CI AIUTA A COMPRENDERE IL SIGNIFICATO DELLA RISURREZIONE.

Per gli Ebrei del primo secolo la risurrezione poteva solo significare la fine di un'epoca e l'inizio di un nuovo mondo. Le risurrezioni non accadono dentro la storia; esse segnano la fine della storia.
Di fatto i cristiani si resero conto che era accaduto qualcosa che letteralmente dava inizio a un'epoca. D'ora in poi, il tempo poteva essere diviso in due, con Gesù in mezzo come punto di divisione.

LA RISURREZIONE HA PERTANTO QUALCOSA DA DIRE CIRCA IL PASSATO, IL PRESENTE E IL FUTURO:

1º) - GUARDANDO AL PASSATO, LA RISURREZIONE CONFERISCE AUTORITÀ A TUTTO IL MINISTERO DI GESÙ.

Tutta la sua vita acquista una singolare autorità.
La gente poteva chiedersi: "Gesù ha insegnato la verità? Era proprio chi diceva di essere?".
La risurrezione ha risposto alle domande con un netto "SI".
In particolare poi ha spinto a dare un senso a una morte che altrimenti non sarebbe stata che una delle tante esecuzioni capitali dei Romani.

2º) - LA RISURREZIONE RIGUARDA POI IL PRESENTE, PERCHÉ IL CRISTO CHE È RISORTO VIVE ANCORA OGGI.

I cristiani sono risorti con il Cristo. Molti dei racconti della risurrezione hanno un significato, oggi come allora.

Di fatto essi riguardano i primi discepoli. Ma riguardano anche i cristiani oggi, i quali possono ancora camminare con Cristo sulla strada di Emmaus, riconoscerlo nello spezzare il pane, rivolgersi a lui nel proprio dolore o nel proprio rimorso.
La risurrezione è la garanzia che niente può separarci dal suo amore.

3º) - E LA RISURREZIONE CI PROIETTA NEL FUTURO, COME PAOLO INDICA BENE CON L'IMMAGINE DELLE "PRIMIZIE".

Gesù è il primo frutto di un grande raccolto. Dato che egli ha fatto prigioniera la morte, ognuno in Cristo sarà restituito alla vita.

Questa verità è alla base di tutto il lavoro di evangelizzazione dell'apostolo Paolo.
Nessuno poteva dirgli: "La vita è destinata a finire. Siamo condannati a morire. Qualunque cosa faccia andrà perduta e del tutto dimenticata".

PAOLO AVREBBE RISPOSTO CON FORZA CHE GESÙ ERA RISORTO E I CRISTIANI UN GIORNO SAREBBERO RISORTI, E QUINDI NIENTE DI CIÒ CHE VENIVA FATTO "NEL SIGNORE" SAREBBE STATO VANO!!!!

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