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La Salvezza

Oggi il termine "salvezza" ha un significato soprattutto religioso.
Per avere un'idea completa del suo significato nella Bibbia possiamo servirci di tre parole:
liberazione, rivoluzione, pienezza di vita.

  • Liberazione.
    Nell'Antico Testamento la Pasqua veniva celebrata come ricordo della liberazione operata da Dio a favore del Suo popolo schiavo in Egitto.
    Anche oggi la Pasqua per gli Ebrei significa "libertà", perchè Dio li salvò da una situazione disperata quando nessun altro avrebbe potuto aiutarli. Molte volte, lungo i secoli, Israele abbandonò il suo Dio e cadde nella schiavitù. Allora il popolo gridò a Lui per riavere la libertà.
    Al tempo di Gesù il grande desiderio era la liberazione dal potere di Roma, e probabilmente era questo che intendevano i Giudei quando acclamarono Gesù la domenica delle palme con le parole: "Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore".
    Non c'è dubbio che alcuni videro in Gesù l'atteso liberatore di Israele dal punto di vista politico. Gesù respinse questa interpretazione perché troppo limitata. Egli era venuto per liberare il popolo da tutto ciò che lo disumanizzava e per riportarlo a Dio.
  • Rivoluzione.
    Gesù predicò la "conversione" e il "regno di Dio". Conversione significa "cambiare direzione", oppure "girarsi su se stessi per volgersi verso una direzione completamente nuova".
    L'invito di Gesù era quindi radicale. Chiese ai Suoi primi discepoli di abbandonare case, occupazioni e famiglie. Quando disse a Zaccheo: "Oggi la salvezza è entrata in casa tua", Egli aveva in mente un'autentica rivoluzione.
    Gesù chiama ancora la gente a superarsi per seguire un Dio che pretende ubbidienza e fedeltà. Dire che Egli è "Signore" significa che ora sono Suo servo desideroso di compiacerLo.
    I cristiani, pertanto, sono dei "convertiti". Stanno sempre in atteggiamento di conversione, perché si sforzano di seguire il loro Signore Gesù, o, in altre parole, stanno entrando sempre di più nella loro "salvezza".
  • Pienezza di vita.
    Il termine "salvare" nel Nuovo Testamento significa anche "guarire". Così, quando la gente chiedeva a Gesù di guarirla, in realtà gridava: "Signore, desidero raggiungere la pienezza di vita". Questo grido costituisce il vero cuore della salvezza. Dio non si interessa solo delle nostre anime, ma desidera che raggiungiamo la pienezza di vita nel corpo, nella mente e nello spirito: pienamente umani, perché fummo creati per essere tali.
    Oggi molti cristiani riscoprono il senso delle guarigioni per fede e pregano per l'integrità del corpo e della mente.
    Ma dobbiamo riconoscere che anche le più spettacolari guarigioni moderne sono di gran lunga inferiori alle portentose opere che segnarono il ministero di Gesù.
    È importante ricordare tre cose quando oggi preghiamo per guarire. Anzitutto, le guarigioni di Gesù erano segni del regno, manifestavano che Dio è intervenuto in questo mondo mediante l'azione di Gesù.
    Le moderne guarigioni non possono essere segni in questo senso particolare.
    In secondo luogo, non dobbiamo mai separare la guarigione medica da quella spirituale. Le medicine e le cure ospedaliere sono parte del piano di Dio per la nostra pienezza di vita.
    In terzo luogo, un'equilibrata comprensione del ministero delle guarigioni dovrà comprendere che la salvezza non è mai completa in questa vita. Essa rimanda al futuro, quando Dio ci introdurrà nel Suo regno e assumerà il Suo potere. Nel frattempo viviamo in un mondo decaduto in cui peccato, malattia e morte sono sempre presenti.
    Applicando questi tre grandi principi alla nostra vita possiamo capire che la "salvezza" deve operare a molti e differenti livelli dell'esperienza umana.
    Ne abbiamo un'idea deformata se la limitiamo ad una sola area di vita. La salvezza riguarda la nostra vita spirituale. Essa è profondamente personale.
    Quando Gesù morì e poi risuscitò, questa grande liberazione ha aperto a noi un nuovo modo di stare con Dio. Sono molte le immagini che il Nuovo Testamento utilizza in proposito: una persona è "nata di nuovo", è diventata un nuovo essere, resa libera, "giustificata", ossia resa giusta davanti a Dio.
    Tutte queste dense espressioni mettono in luce il profondo cambiamento avvenuto nella vita del nuovo cristiano.
    Secondo il Nuovo Testamento, questa salvezza deve poter permeare ogni area della vita personale attraverso l'azione dello Spirito Santo in modo che si diventi uomo in senso pieno con la trasformazione del cuore e della mente. Questo incontro spirituale con il Dio vivente è una rivoluzione che deve condurre alla conversione.

Ma la salvezza riguarda anche la vita sociale e politica. Gesù predicava un regno che riguardava i poveri, gli oppressi e gli emarginati.

Il lieto messaggio del Vangelo non può limitarsi alla dimensione individuale o essere collocata in un mondo futuro. I Cristiani, quando combattono per la giustizia, predicano la "salvezza". Il Vangelo non può essere vissuto con gioia in condizioni di vita che incatenano o schiacciano le persone fatte ad immagine di Dio.

La salvezza, allora, abbraccia tutta la vita. Essa viene da Dio, il cui amore desidera la totale pienezza della nostra vita e la nostra completa libertà.

Essa viene a noi mediante Gesù, il cui nome significa: "Colui che salva".

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