Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"Seme" oggi, "albero" domani

Gesù disse:

"A che cosa paragoneremo il regno di Dio e con quale figura lo rappresenteremo? È simile a un chicco di senape che, quando viene seminato nel terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra, ma appena seminato si sviluppa, diventa più grande degli altri legumi e produce grandi rami, tanto che gli uccelli del cielo vi nidificano". (Marco 4:30-32).

È bene mettere in rilievo un aspetto davvero molto incoraggiante del Cristianesimo: Dio permette all'uomo, sia sul piano ideologico che su quello pratico, di ricominciare tutto da capo nella vita. Non importa quale sia il nostro passato o la nostra situazione attuale. Come un seme che viene piantato e coltivato, noi possiamo crescere mirando a nuovi orizzonti finora sconosciuti.

La parabola del granello di senape sottolinea questa verità. Il più piccolo di tutti i semi, grazie alla scintilla vitale che Dio gli ha messo dentro, può crescere finché si realizzi completamente: in questo caso per fare nidificare gli uccelli. Ebbene, Dio vuole che anche noi abbiamo la "visione" di quella che dovrebbe essere la nostra crescita.
Praticamente ciò significa che nel presente che stiamo vivendo ci possiamo guardare allo specchio e sognare ... Sognare come Dio può trasformare e far diventare veramente nostra un'esistenza che non si accontenta di un andazzo insipido e privo di senso, ma che ben mira ad una vita "abbondante", completa e piena.
Tutto questo può accadere se siamo disposti a permettere che quella scintilla divina che dorme nel cuore di ciascuno di noi si riaccenda.

La vita cristiana è descritta nel Nuovo Testamento con una "nuova nascita".
Gesù dice a Nicodemo che si deve "rinascere" per entrare nel Regno di Dio (Giovanni cap. 3).

L'apostolo Pietro si rifà alla stessa immagine quando ci esorta ad essere "come bambini appena nati, bramosi del puro latte spirituale, affinché per suo mezzo possiate crescere a salvezza".
L'apostolo Paolo afferma che in Cristo "le vecchie realtà sono passate, ecco sono diventate nuove" (2Corinzi:5).

Questa esperienza si può avverare in qualsiasi momento della nostra vita.
Non ci sono limiti di nessun genere per chi vuole diventare una nuova creatura.

Ma che cos'è questa maturità a cui dobbiamo mirare?
Che vuol dire, per riferirsi alla parabola del granello di senape, "diventare albero"?
Vuol dire scoprire e sperimentare in prima persona la vita che il nostro Creatore ha ideato per noi.
In altre parole, questo significa essere veramente felici nella vita di ogni giorno, saper cogliere quei fiori profumati che crescono anche sui terreni aridi e pietrosi.

Il segreto consiste nel conoscere Dio personalmente, come un amico intimo, e non come una dottrina sterile, una prassi vuota, un'istituzione fredda! ... È in questo contesto che la preghiera e la lettura del Vangelo cambiano radicalmente veste! Così sapremo in quale direzione navigare nella nostra vita, sicuri della rotta tracciata che al momento giusto il vento ci darà la forza necessaria per arrivare a destinazione.

E non pensiamo che tutto ciò possa annullare la nostra identità personale.
Al contrario, è l'unica cosa che può dare un valido senso alla nostra esistenza, è l'unica salvezza da quella via inutile che questo mondo vorrebbe farci vivere.

In conclusione, sembrano più che appropriate le seguenti parole dell'apostolo Paolo, sulle quali sarebbe bene che ognuno di noi riflettesse:

"Fratelli, non reputo di avere raggiunto la méta, ma dimenticando quello che mi stà dietro e protendendomi verso ciò che mi sta dinanzi corro verso di essa, verso il premio al quale Dio ci ha chiamati dall'alto in Cristo Gesù. Quanti dunque siamo maturi, così dobbiamo pensare". (dall'Epistola ai Filippesi, cap. 3).
Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati