Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Solo il Vangelo

Ci definiamo cristiani seguaci del Vangelo (Nuovo Testamento), perché crediamo solo in tutto quello che è insegnato nel Vangelo.
RIFIUTIAMO, quindi, quelle dottrine che provengono dalla tradizioni umane, ma non hanno chiaramente la loro ragion d'essere nell'insegnamento biblico.

Noi constatiamo che Gesù ci ha indicato una via semplice, chiara, per vivere la fede, e crediamo che Dio ci concede, per seguire quella via, un aiuto valido mediante l'opera dello Spirito Santo.

Il Vangelo presuppone una decisione personale non l'ubbidienza passiva ad una istituzione ecclesiastica.

Per noi Gesù Cristo, "via, verità e vita", è il fondamento della nostra esistenza e la guida del nostro comportamento.

Crediamo che Gesù Cristo è l'unico mediatore tra Dio e gli uomini (2Timoteo 2:5), non riconosciamo quindi altri mediatori, specie se IMPOSTI da un qualsiasi "Magistero Ecclesiastico".

Cristo, è il Signore risorto e vivente che intercede sempre per noi (Romani 8:34); Egli è l'unico Capo della Chiesa ed è (secondo la Sua promessa), sempre presente in mezzo a noi; pertanto riteniamo "non scritturale" la necessità di "un vicario" di Cristo. (Vedi: Colossesi 1:18: Matteo 18:20).

L'unico fondamento della nostra fede è la Parola di Dio, le Sacre Scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento.

La Parola di Dio ci rivela, però, che l'uomo è salvato "per grazia mediante la fede".
La salvezza è dunque il dono gratuito che ci viene da Dio e che solo mediante la fede diventa realtà per ciascuno di noi.
Perciò la certezza della salvezza personale non dipende dalle nostre opere o dai nostri meriti, ma solo dalla grazia di Dio (Efesini 2:8-9; Tito 3:5).

Davanti a Dio, come afferma la Sacra Scrittura, non vi � distinzione tra gli uomini, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio e non possono salvarsi da sé (Romani 3:23).

Le opere che devono essere abbondanti e spontanee nella vita di ogni credente sono dunque la conseguenza della salvezza ricevuta, i "frutti della fede", il segno visibile della riconoscenza a Dio (Efesini 2:10).

Infatti, vivendo nella fede, noi scopriamo la gioia dell'ubbidienza ai comandamenti di Dio, e attuiamo una ubbidienza libera e responsabile che non è dettata, né dalla paura dell'inferno, né dalla sottomissione ad un autorità ecclesiastica, né dall'ambizione di meritare qualcosa.

La vita del cristiano vissuta nell'ubbidienza della fede è per noi essenzialmente un segno di amore in risposta all'amore infinito di Dio (Giovanni 14:15).
Il credente vive gioiosamente la propria fede in attesa del giorno in cui Cristo ritornerà per risuscitare i morti e dare ai salvati la vita eterna nella gloriosa comunione con Dio (Apocalisse 22:20).


A chi desidera controllare i passi biblici citati invieremo - gratuitamente - una copia del Nuovo Testamento. Richiedetela!

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