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Lo Spirito Santo

"Non vi lascerò orfani ... Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore che starà sempre con voi".
Queste parole di Gesù, dette proprio prima di morire, sono una significativa introduzione all'Essere Divino che chiamiamo lo Spirito Santo. Egli viene a noi mediante Cristo Gesù e dimora in noi per sempre.

Prima che venisse Gesù, lo Spirito non era stato percepito in forma evidente e chiara.
Il termine preferito nell'Antico Testamento per indicare lo Spirito è "soffio", che probabilmente si riferisce alla potente energia di Dio nel mondo.
In quanto "soffio" di Dio, egli crea, ispira, dà il potere, assegna compiti, rivela la parola di Dio e dona abilità creative.
I profeti annunziano la venuta del Messìa, il quale verrà "unto" con lo Spirito di Dio, in un tempo in cui tutto il popolo di Dio sarà visitato dallo Spirito di Dio.
Ma durante l'Antico Testamento lo Spirito scese su alcune persone per sostenerle in compiti specifici e in periodi limitati. Non abitò in loro in modo permanente.

Durante la predicazione di Gesù lo Spirito ha operato con grande forza. Era presente in Gesù in forma piena, e la sua vita ne manifestava i doni e le grazie al massimo livello. Ma l'età "dello Spirito" cominciò propriamente quando Gesù portò a termine la sua opera mediante la sua morte, risurrezione e ascensione.

Gesù, pieno di Spirito, a quel punto divenne il dispensatore dello Spirito.
Disse ai discepoli che non li avrebbe lasciati soli: "Il Padre vi darà un altro consolatore che starà sempre con voi".
Lo Spirito discese con potenza nel giorno della Pentecoste, dando alla Chiesa la forza di proclamare il lieto messaggio del regno.

Almeno quattro importanti verità sullo Spirito Santo vanno sottolineate:

Prima verità: È lo Spirito di Gesù.

Quantunque lo Spirito sia un Essere distinto, il suo ruolo non è mai quello di mettere in luce sé stesso, bensì quello di glorificare il Cristo e illuminare con la sua luce l'azione di Gesù.
Lo Spirito è soddisfatto soltanto quando la bellezza e la gloria di Gesù vengono inondate dalla sua luce. Non sorprende, perciò, che nel Nuovo Testamento ci sia una certa sovrapposizione tra l'azione dello Spirito e quella del Figlio: Si dice che Gesù abita nel cuore dei cristiani, ma così è anche per lo Spirito.
Questa sovrapposizione, in ogni caso, mette in risalto proprio l'aspetto principale del discorso: lo Spirito vuole aiutarci a diventare come Cristo.

Seconda verità: È lo Spirito della missione.

Nel libro degli Atti degli Apostoli vediamo lo Spirito Santo costantemente in azione nel guidare la Chiesa, inondare della sua potenza gli apostoli e abitare in tutti i credenti sinceri. Si prende cura di allargare i confini della famiglia cristiana e fare nuovi discepoli. Egli continua ad applicare l'opera di Gesù Cristo alle diverse situazioni ed epoche.

Terza verità: È lo Spirito della Chiesa.

Senza lo Spirito non c'è Chiesa. Egli che era il segno distintivo dell'opera di evangelizzazione di Gesù, ora riempie la comunità di Gesù.
Nessuno può nascere alla famiglia di Dio senza di lui. Dimora in ogni cristiano ed è il centro dell'unità della Chiesa, principale sorgente della sua vita.

Quarta verità: È lo Spirito della forza.

La parola "dynamis" spesso usata per caratterizzare lo Spirito nel Nuovo Testamento richiama il nostro termine "dinamite".
Questa forza esplosiva di Dio si constata nel libro degli Atti quando gli apostoli testimoniano con coraggio la risurrezione di Gesù. La stessa forza viene espressa attraverso i doni dati dallo Spirito al suo popolo.

Dove si manifesta oggi questa forza?
Oggi, in verità ci troviamo di fronte a segni evidenti, in tutto il mondo della sorprendente azione dello Spirito in mezzo al suo popolo Eppure ci sono anche molte Chiese indebolite e molti cristiani senza forza alcuna.

Sono due "i punti chiave" da tenere a mente.
Anzitutto, lo Spirito può essere rattristato dalla durezza di cuore, dalla mancanza di fede e dall'opposizione, e la sua azione può venire spenta oppure bloccata. Quando la Chiesa cerca di operare con le sue forze, allora è più debole che mai.
In secondo luogo, bisogna ricordare che l'incarnazione e la croce di Cristo appaiono come manifestazioni di debolezza.

Lo Spirito non ci conduce sempre lungo sentieri di benedizione e di forza.
Alcune volte ci conduce lungo le valli della sofferenza, dell'opposizione e della lotta.
Dobbiamo sempre ricordare che il Calvario è stato un "segno" di forza non meno della Pentecoste.

Mentre non si trova alcun chiaro insegnamento sulla personalità dello Spirito Santo nell'Antico Testamento, nel Nuovo Testamento egli è ritratto in modo nitido come essere divino al servizio di Dio.

Nel libro degli Atti degli Apostoli lo Spirito evidenzia la sua personalità in vari modi come guida della Chiesa. Egli progetta, parla, prende parte direttamente all'azione.

Nel Vangelo di Giovanni la peculiarità dello Spirito raggiunge il suo apice quando si dice che procede dal Padre ed è mandato a nome del Figlio.
Il nome specifico con cui Giovanni definisce lo Spirito è "Paracléto", che significa: "uno che dà incoraggiamento e conforto".
Questo titolo riassume molto bene la sua natura.
Non dovremmo dimenticarci mai dello Spirito.

Una Chiesa senza lo Spirito è peggio che senza forza: essa è morta. D'altra parte, non dobbiamo esagerarne l'importanza al punto da mettere in ombra il Padre e il Figlio.

Lo Spirito esiste per dare gloria al Figlio; ne consegue che una fede cristiana matura verrà a fondarsi su tutta la Deità di Dio che si esprime sia nell'azione del Figlio che in quella dello Spirito Santo.
Abbiamo certamente bisogno di fare spazio in noi allo Spirito per diventare sempre più simili a Cristo, e fare spazio allo Spirito nelle Comunità di cui facciamo parte per portare nuova linfa vitale, cambiamento nelle coscienze e sviluppo della maturità spirituale.

EGLI È SEMPRE IN MOVIMENTO E NON DOBBIAMO AVER PAURA DI CAMMINARE NELLA SUA LUCE!

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