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La Chiesa è la sposa di Cristo
Questa metafora, che si ritrova negli scritti di Paolo e nell'Apocalisse, guarda verso il futuro quando - alla venuta di Cristo - la Chiesa verrà presentata allo sposo come sposa gloriosa e pura. In quel giorno tutte le sue imperfezioni saranno rimosse per essere una sposa degna di Dio.
Dovunque si trovi, la Chiesa vive con la tensione dinamica tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere.
Il "popolo di Dio" deve vivere maggiormente come vuole lui; il "corpo" deve continuare a crescere, il "tempio" deve essere continuamente costruito e la "sposa" attendere la chiamata dello sposo.
TRE PERICOLI continuano a insidiare la Chiesa lungo la storia.
Un primo pericolo è l'esclusivismo: "la mia Chiesa è l'unica vera Chiesa" (?).
Ma la Chiesa non appartiene a noi; essa appartiene a Gesù Cristo, e coloro che lo confessano vi appartengono al di là delle diverse etichette e denominazioni.
Un altro pericolo è il tradizionalismo umano.
La tradizione storica della Chiesa è normalmente una grande benedizione, ma può anche inquinare il canale della grazia di Dio se il suo valore viene posto al di sopra del messaggio della croce.
E un terzo pericolo è l'istituzionalismo.
La Chiesa è cominciata come un "organismo", come una pianta che si adatta all'ambiente e alle nuove situazioni. Inevitabilmente l'organizzazione ha cominciato a condizionare e orientare i ministeri che erano nati in modo spontaneo.
Ma quando una Chiesa è troppo istituzionalizzata, il lavoro creativo dello Spirito Santo può essere soffocato e i suoi doni non trovare espressione.
Soltanto una Chiesa animata dallo Spirito Santo esprimerà la gioia della risurrezione.
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