Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Lo Stato

"Non avresti nessun potere su di me se non ti fosse dato da Dio", dice Gesù a Pilato (Giovanni 19:11).

Sotto processo per la sua vita e davanti al rappresentante della più grande potenza della terra, Gesù offre la prospettiva di fondo in cui collocare l'intero problema del governo e dell'autorità.
"Le autorità che esistono sono state stabilite da Dio", scriveva l'apostolo Paolo, ma il potere reale appartiene a Dio soltanto.
Dio ha potere e autorità superiori ad ogni Stato.

Questa verità può interessare noi che viviamo sotto il dominio di governi che vanno, oggi come ai tempi della Bibbia, da quello democratico a quello oppressivo.
La Bibbia dice che ogni Stato sarà chiamato a rendere conto a Dio.

Erano le leggi di Dio che delineavano l'esistenza di Israele e regolavano la sua vita nazionale. E questo spiega perché la nazione veniva contestata dai profeti non appena veniva meno alla sua vocazione.

Ma Dio non è una divinità locale.
Gli Stati che non conoscevano pressoché niente della sua Legge, erano condannati alle atrocità della guerra: non contro Israele o Giuda, ma contro le stesse nazioni pagane.

Non potrebbe esserci una illustrazione più drammatica della verità che il potere è delegato dal Dio di tutta la terra.

Allo stesso modo, nella Bibbia, Dio è pronto a usare gli Stati stranieri e i loro capi per i Suoi Scopi, per punire il suo popolo o per liberarlo. In ogni caso, lo Stato è sempre soggetto al potere del Signore.

I canti di scherno contro Ninive e Babilonia sono alcuni dei più impressionanti pezzi letterari dell'Antico Testamento. I cristiani devono rispettare i loro governanti.

Anche secondo il Nuovo Testamento lo Stato esercita il suo potere con il permesso di Dio e, in gran parte, lo esercita responsabilmente.

L'apostolo Paolo è impressionato da una struttura sociale fondata sulla legge e sull'ordine che sancisce il premio a ciò che è giusto e la punizione a ciò che è malvagio.

L'evangelista Luca, autore degli Atti Apostolici, è attento a evidenziare le volte in cui le autorità romane sono giuste e mostrano simpatia per la causa cristiana.

L'apostolo Pietro così riflette: "chi ti può fare del male se tu sei desideroso di fare il bene?".

E così dei cristiani si dice che sono sottomessi allo Stato, che rispettano i loro governanti e pregano per loro; pagano le tasse e usano delle sue strutture nel servizio del Vangelo.

Gesù non accettò la strada della resistenza violenta e ricordò che molti servizi erano dovuti a Cesare, per indicare l'autorità dello Stato.

Eppure, malgrado ciò, la fedeltà primaria dei cristiani è quella verso Dio.
Con freddo realismo la Bibbia percepisce che il potere corrompe e che ogni Stato può cominciare a pretendere ciò che appartiene esclusivamente a Dio.
I governanti possono camminare con sussiego e posare come se fossero divinità.
Possono opprimere gli innocenti schiacciare i deboli, soffocare le voci di protesta e perseguitare la Comunità dei credenti.

Era un re denominato "Il grande" colui che ordinò la strage dei bambini a Betlemme ed era uno dei "capi di questo mondo" colui che fece crocifiggere il Signore della gloria.

Nei momenti più terribili i cristiani sono chiamati a "ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini", a essere testimoni della loro fede, a resistere sino alla fine e, se necessario, siglare la loro testimonianza con il sangue.

Con questo, il problema non è tuttavia risolto in ogni caso.

Anche il Nuovo Testamento riporta canti di condanna nel libro dell'Apocalisse, scritto quando lo Stato romano aveva iniziato una crudele persecuzione dei cristiani. L'autore descrive in una terribile visione la caduta di Babilonia nel suo ultimo giorno.
Le forze del male alla fine vengono schiacciate.
Soltanto Gesù è il Re dei re e il Signore dei signori!

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati