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Sul giudicare

Domanda:

"Spesso mi capita di osservare persone che non si comportano bene. Chiedo:
Come si può dire a qualcuno che ciò che stà facendo è male, senza esprimere un giudizio?"
G.A. - Forlì.

Risposta:

Prima di tutto la Sacra Scrittura fa differenza fra "giudicare" ed "esprimere disappunto" in qualcosa che è stato fatto o detto.
"Giudicare" significa dare un verdetto finale sul comportamento di una persona, e questo è qualcosa che spetta solo a Dio.

La Parola di Dio dice:

"Non giudicate affinché non siate giudicati; perché col criterio col quale giudicate, sarete giudicati"
(Matteo 7:1-2).

Coloro che giudicano sono spesso duri ed impulsivi nelle loro azioni.

Senza alcun senso di incoraggiamento, essi si presentano critici e "farisaici". Sono mossi non dal desiderio di aiutare, ma, come gli ipocriti, hanno l'atteggiamento di dire: "Ti ringrazio, o Dio, che non sono come gli altri" (Luca 18:11).

La Sacra Scrittura ammonisce i credenti: "riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo" (2Timoteo 4:2).

"Riprendere" significa far notare l'errore confrontandolo con ciò che la Parola di Dio richiede, e "sgridare" vuol dire disapprovare ed esprimere questa disapprovazione.

Oltre ad una grande pazienza, il rimprovero richiede anche un'accurata istruzione. La gente vuole sapere la ragione del perché il proprio comportamento è sbagliato.

Un cristiano dovrebbe essere: Un "... operaio che non abbia ad essere confuso, che dispensa rettamente la parola della verità" (2Timoteo 2:15).

La Parola di Dio non promette che così facendo si attirerà l'amore del prossimo.
Verrà il tempo quando la tua riprensione non sarà accettata; nonostante ciò, fai in modo da essere guidato dallo Spirito Santo, con amore e con pazienza e quando è necessario intervenire per correggere il male.
Saluti.

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