Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Talento... e talenti!

Non è giusto attendere che tutto ci venga dal cielo. Occorre che anche noi, secondo le nostre capacità, produciamo in giusta misura per quanto ci è stato dato di fare. Infatti, in Matteo 25:14-19 leggiamo:
"Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servitori ... e all'uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno. A ciascuno secondo la sua capacità e partì ... Or dopo molto tempo ecco il padrone di quei servitori a fare i conti con loro".

E rallegratosi con il primo ed il secondo per aver messo a buon profitto i talenti consegnati, promise, dato che erano stati fedeli in poca cosa, di compensarli con molte cose nella gioia delle sue gioie.

Ma altrettanto non avvenne col servitore che si era preoccupato solo di riconsegnare il talento tale e quale gli era stato consegnato, cioè senza frutto.

L'infingardia di quest'ultimo fece adirare il padrone, poiché il servitore non ricorse neanche al mezzo più elementare per fare fruttare il suo talento. Per questo anche quell'unico gli venne tolto per essere donato a colui che più degli altri aveva saputo far fruttare i doni ricevuti, poiché: "a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha"!

Anche noi siamo tutti servitori di Dio, sia che abbiamo molte capacità, o talenti, sia che possediamo meno degli altri, fosse pure un solo talento. Ricordiamoci che essi ci sono stati donati affinché fruttifichino; e dell'uso che ne faremo, un giorno dovremo rendere conto al Signore.
Egli ci ha vagliati misurando le nostre capacità, le nostre forze, e, nel far questo, ha dato a ciascuno di noi dei talenti. Quanti? Nessuno di noi può saperlo con sicurezza, ma è nostro dovere saperli riconoscere man mano che viviamo la vita cristiana ed essere fedeli, onesti nell'adoperarli con scrupolosità e soprattutto con verità e giustizia, con carità ed amore, facendoli fruttare il più possibile alla maggior gloria del Regno di Dio.

Prendiamo a due mani la nostra responsabilità, rendiamoci coraggiosi e forti e, se è anche umano sbagliare, preghiamo Dio nel nome di Cristo, affinché operi in noi quel rinnovamento spirituale di cui necessitiamo per affrontare la vita volenterosamente, onde accumulare, giorno per giorno, dei piccoli frutti da aggiungere ai talenti ricevuti in modo da far si che una gioia grande, infinita, ci pervada allorché ci sentiremo dire: "Và bene, buono e fedele servitore, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose: entra nella gioia del tuo Signore" (Matteo 25:21).

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