Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Trova il tempo per pensare!

Un grave inconveniente della nostra epoca: non si ha più il tempo di rimanere soli con se stessi per riflettere.

L'agitazione sul lavoro, in famiglia, a scuola, I'inquietudine dell'oggi e l'ansietà per il domani, sono stati d'animo malefici e negativi che ci impediscono di entrare in noi stessi e riflettere in modo ponderato sulla nostra vita fisica e spirituale.

E cosa dire del cosidetto "tempo libero"? Si è sempre fuori, presi dai divertimenti e dalle più svariate distrazioni. Sia a casa che fuori si corre come trottole in continuo movimento. Cosa fare?

Bisogna avere il coraggio di fermarsi, per meditare sulla vita presente e passata; ma anche per pensare a quella futura, quella a cui nessuno può sfuggire e che prima o poi ci raggiungerà: la vita "dopo la morte".

Una domanda: Dove ci sta portando la nostra vita?
Desideriamo avere una risposta dalla Bibbia? Eccola:
"Larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa"? (Matteo 7:13). Che terribile prospettiva!
Non diamo la colpa agli altri, alle circostanze, o addirittura a Dio stesso. Riconosciamo la nostra colpa.

Il "figliuol prodigo", il giovane della parabola che abbandona la ricca casa paterna e si ridusse alla miseria più squallida, a un certo momento, "rientrato in sé disse: Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te" (Luca 15:17-18).

Questo è il primo passo per un ravvedimento secondo il pensiero di Dio: rientrare in sé stesso, fermarsi, far parlare la propria coscienza.

L'apostolo Pietro diceva: "Ravvedetevi dunque e convertitevi" (Atti 3:19). Ecco, questo è ciò che Dio ordina di fare anche oggi. Il ravvedimento, secondo la Parola di Dio, non è il fare delle penitenze o delle buone opere per guadagnarsi il favore divino; è invece il riconoscere il proprio fallimento davanti al Signore Iddio.

Il profeta Isaia dice: "Tutto il capo è malato, tutto il cuore è languente. Dalla pianta del piede fino alla testa non vi è nulla di sano in esso" (Isaia 1:5-6).
Ecco, questa è la nostra radiografia alla "luce" della Bibbia! Ecco come Dio ci vede!
Se consideriamo seriamente ciò che siamo, illuminati dal pensiero divino, veniamo colti da spavento e da tristezza; ma è una tristezza salutare, "poiché la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che conduce alla salvezza" (2Corinzi 7:10).

Il "figliuol prodigo" di cui sopra, "rientrato in sé" considerò le cose e subito si alzò per tornare da suo padre, senza "ma" e senza "se"; senza preoccuparsi di cosa avrebbero detto i suoi amici, senza curarsi delle eventuali derisioni.

Nel libro dell'Apocalisse (2:8) in testa all'elenco di quelli che saranno giudicati negativamente vi sono "i codardi". Perciò, coraggio!

Quando dovremo rendere conto delle nostre opere, i nostri amici e i nostri parenti non potranno esserci d'aiuto; anzi, essi pure dovranno rispondere di loro stessi davanti a Dio.
"Il figliuol prodigo" ha sperimentato, così, l'amore infinito del padre: l'ha trovato con le braccia aperte, pronto ad accoglierlo.
La stessa esperienza la possiamo fare anche noi. Dopo esserci pentiti, Dio ci offrirà il suo grande dono: la vita eterna! Non dobbiamo fare altro che accettarlo.

L'apostolo Paolo afferma: "Poiché è per grazia che voi siete salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio" (Efesini 2:8).
"Poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 6:23).

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