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Guida nel traffico

"Se uno ti costringe ad accompagnarlo per un chilometro, tu và con lui per due chilometri"

Molti di noi hanno avuto esperienza di contese ed esacerbate discussioni tra automobilisti nelle ore di maggiore traffico. Qualcuno deve affrontare con questa situazione quotidianamente.

Quando uffici e fabbriche riversano un'interminabile ondata di veicoli nelle nostre strade, succede un manicomio. La confusione aumenta se un incidente o lavori stradali in corso costringono le auto a convergere da più corsie a una sola corsia di marcia.
È un momento propizio per studiare i vari caratteri degli autisti.

Scopriamo così un'intera gamma di reazioni, alcune positive, la maggior parte poco edificanti.
C'è chi si è adattato a quell'andatura. Sembrano consapevoli dell'inconveniente causato dalla marea di auto che li intrappolano. Molti autisti, tuttavia, diventano oltremodo impazienti.

Si assiste allora a un crescendo di suoni, dai brevi colpetti di clacson a prolungati e assordanti squilli che rovinano il sistema nervoso di chi è costretto a subire quella situazione. Alla generale confusione contribuiscono auto e autocarri che fanno manovra in spazi limitati.

Stupisce come il comportamento dell'uomo possa cambiare quando è alla guida di un'auto.
Conosciamo persone che normalmente sono simili a tutte le altre: gentili, comprensive e sollecite per gli altri; ma che si arrabbiano improvvisamente e pronunciano insulti quando guidano nel traffico.
Fanno acrobazie in mezzo ad altre auto semplicemente per guadagnare qualche metro di strada.

Un marciapiede lungo la strada affollata offre un punto di osservazione privilegiato per studiare le personalità di quanti sono alla guida di auto o di altri veicoli.

Una volta sostavo in attesa davanti a un edificio riservato agli uffici. Una donna stazionava in seconda fila con l'auto il cui motore si era spento. Aveva difficoltà a ripartire; il motore faceva resistenza nonostante i tentativi di avviarlo.
L'automobilista che stava dietro a lei, immusonito, spalancò lo sportello per gridare ad alta voce la propria impazienza e il disappunto per essere stato costretto a sostare.
Sono sicuro che quell'uomo si sarebbe mostrato molto cortese se avesse incontrato quella donna in altre circostanze; ma in quella situazione egli ruggiva come un leone in gabbia.

Molte persone hanno un'impressione di potenza quando l'auto risponde bene a un leggero tocco dell'acceleratore. Sono le stesse che ingaggiano battaglia quando sono messi in causa i loro supposti diritti.

In quella occasione fu la donna a mantenersi calma.
Uscì dall'auto, andò verso lo strimpellante, impaziente e vociferante autista, e disse in tutta compostezza: "Signore, pare che ci siano difficoltà ad avviare il motore della mia auto. Se lei vuole essere così gentile da tentare di metterla in moto per me, io sto qui a suonare il clacson per lei".

Sovente mi domando se Gesù non avesse presenti casi del genere e simili esplosioni di collera quando ci ammonì dicendo: "Se uno ti costringe ad accompagnarlo per un chilometro, tu vai con lui per due chilometri" (Matteo 5:41).

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