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Il valore dei Vangeli

Domanda:
Ci scrive un giovane studente di Argenta:

"Sulla vostra rivista, di cui un numero mi è capitato accidentalmente in mano, ho letto una risposta data a un signore che vi domandava se la Figliolanza Divina di Cristo fosse frutto di leggenda sviluppatasi dopo la morte di Cristo oppure no.
Nella risposta è stato affermato che i documenti dei Vangeli e degli scritti apostolici sono di indubitato valore storico.
Mi piacerebbe sapere su quali argomenti basate questa affermazione.
Grazie per la vostra risposta."
A.S. - Argenta

RISPOSTA:

Un libro o documento si ritiene di valore storico indubitato se è "autentico", cioè se è di quell'autore o di quel tempo a cui viene attribuito; "genuino", se è, almeno nella sostanza, tale e quale lo compose l'autore; "veridico", se l'autore non ha mentito né per essere stato ingannato né per ingannare.

1�) Circa l'autenticità dei Vangeli è da tenere presente che essi sono stati scritti durante il tempo della predicazione apostolica, e cioè i primi tre fra gli anni 49 e 66 d.C., il quarto verso la fine del primo secolo, da Matteo e Giovanni, apostoli di Gesù, da Marco e Luca rispettivamente discepoli di Pietro e di Paolo.

Inoltre, numerosi documenti antichi testimoniano, alcuni fin dall'età apostolica, della loro autenticità così:
La «Dottrina dei Dodici Apostoli o Didachè», scritto risalente tra il 90 e il 115; Papìa che scrisse verso il 115, Clemente romano, morto tra il 101 e il 107; Policarpo, discepolo di Giovanni, morto nel 155; Erma nel libro del «Pastore» (scritto tra il 139 e il 154).

Nel secondo secolo vi sono le testimonianze di Giustino (+168), Ireneo (+202), Origene (+254), Tertulliano (+245), l'autore del "Canone dei Libri Ispirati", detto "Muratoriano", risalente al 160-170.

Scrittori eretici ,come Cerinto (1� sec.) e Marcione (2� sec.) parlano dei Vangeli. Ne parlano perfino alcuni pagani, come Celso (2� sec.), Porfirio (2� sec.).

Da notare che questi Vangeli contengono tracce evidenti del tempo in cui sono stati scritti, come la lingua originale, le notizie storiche etnografiche e geografiche, il modo drammatico e circostanziato della narrazione che corrisponde al tempo e luogo in cui il fatto è avvenuto.

Gli stessi documenti antichi confermano l'autenticità del libro degli Atti degli Apostoli e delle Lettere di Paolo, Pietro, Giovanni, Giacomo e Giuda e della stessa Apocalisse.

LA GENUINITÀ DI TUTTI QUESTI LIBRI è provata dal fatto che alterazioni gravi sono state impossibili in ogni tempo: dapprima gli stessi apostoli non le avrebbero permesse, poi non le avrebbero permesse i cristiani e le Chiese più antiche.

LA LORO VERACITÀ non ammette dubbi.

Gli scrittori sacri non furono ingannati da Gesù né da altri perché l'inganno sarebbe stato scoperto, non essendo durevole; non avrebbero potuto ingannare, perché sarebbero stati smentiti dai molti testimoni; non vollero ingannare, perché hanno vissuto essi per primi le cose scritte con coraggio, abnegazione e testimonianza fino al sacrificio, al carcere, e alla morte.

Certamente, solo a "volo d'aquila" abbiamo riferite queste cose che provano il valore storico dei libri del Nuovo Testamento. Ma riteniamo che siano sufficienti ad accertare, il nostro amico di Argenta, che la nostra fede in Cristo, Figlio di Dio, non è fondata su basi fragili e instabili.

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