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Aldilà dell'uomo
Nota introduttiva.
Un uomo è morto. Che una lunga vecchiaia lo abbia reso incapace di vita, o una implacabile malattia
lo abbia logorato o sia stato schiantato da un male fulmineo, o che un infortunio lo abbia improvvisamente lasciato esanime
sulla via, oggetto dell'effimera curiosità dei passanti, poco importa.
Quello che conta è che non è più un essere vivente, ma un cadavere. Il suo sguardo non baléna
più di intelligenza, il suo corpo non è più caldo e forte. Non è più un uomo, è un
"resto".
Quale sia poi l'autentico valore di questo "resto", si vedrà qualche giorno dopo.
Davanti a questo spettacolo ci sarebbe da disperarsi se molte perplessità non ci spingessero a chiederci: Tutto finisce
qui? Ma come cristiani sappiamo che non tutto finisce lì.
Davanti a noi giace un corpo in disfacimento che segue il suo destino, ma che oltre il corpo, l'uomo
è spirito, e lo spirito è immortale.
Se il corpo si dissolve, per l'anima incomincia un'altra vita, misteriosa per noi, MA CERTA. Certa, quanto è certo che
l'uomo è un essere intelligente, ossia che l'uomo è uomo.
CON LA MORTE, CESSA VERAMENTE LA VITA?
OPPURE LA MORTE NON È ALTRO CHE UNA TAPPA OBBLIGATORIA VERSO L'EVOLUZIONE DELLA VITA STESSA PER UNO STATO MIGLIORE?
COSA INSEGNA LA PAROLA DI DIO A RIGUARDO?
La Bibbia risponde:
Nel Nuovo Testamento l'essere umano viene presentato distinto in tre elementi costitutivi:
- CORPO (greco: "sòma"; lingua in cui il Nuovo Testamento è scritto); ed è l'organo delle funzioni
fisiche;
- ANIMA (greco: "psyké"), sede della vita psichica, cioè dei sentimenti, dei pensieri e della volontà;
- SPIRITO (greco: "pnéuma"), sede della vita spirituale, religiosa.
Infatti l'apostolo Paolo scrivendo ai cristiani della città di Tessalonica, nella sua 1a lettera
(5:23), afferma:
L'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo, sia conservato irreprensibile ... .
Nel Nuovo Testamento i termini "anima e spirito" vengono usati talvolta scambievolmente (come
"psyké" al posto di "pneuma" nei passi di Matteo 11:29; 16:26; Giacomo 1:21).
Tenendo conto di quanto sopra, notiamo la seguente documentazione biblica:
- Il corpo fisico o naturale è destinato a scomparire:
2Corinzi 5:1-10
Noi sappiamo infatti che se questa tenda ch'è la nostra dimora terrena viene disfatta, noi abbiamo da Dio
un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna nei cieli. Poiché in questa tenda noi gemiamo, desiderando di
essere sopravvestiti della nostra abitazione che è celeste, se pur saremo trovati vestiti e non ignudi.
Poiché noi che stiamo in questa tenda, gemiamo, aggravati; e perciò desideriamo non già di essere
spogliati, ma di essere sopravvestiti, onde ciò che è mortale sia assorbito dalla vita.
Or Colui che ci ha formati per questo è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito.
Noi siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo, siamo assenti dal Signore (poiché
camminiamo per fede e non per visione); ma siamo pieni di fiducia e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e di
abitare col Signore.
Ed è perciò che ci studiamo d'essergli grati, sia che abitiamo nel corpo, sia che ne partiamo.
Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione della
cose fatte quand'era nel corpo, secondo quello che avrà operato, o bene, o male.
- L'uomo "interiore" o corpo spirituale, si rinnova:
2Corinzi 4:16-18
Perciò noi non veniamo meno nell'animo; ma quantunque il nostro uomo esterno si disfaccia, pure il nostro uomo interno
si rinnova di giorno in giorno. Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande,
smisurato peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono;
poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne.
- Il corpo "pneumatico" o spirituale và nell'Ades (vedi nota):
Luca 16:19-31
Ora c'era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; e c'era un
pover'uomo chiamato Lazzaro, che giaceva alla porta di lui, pieno d'ulceri, desideroso di sfamarsi con le briciole che cadevano
dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri.
Ora avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d'Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito.
E nell'Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abramo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò:
Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua,
perché sono tormentato in questa fiamma.
Ma Abramo disse: Figliuolo, ricordati che tu ricevesti i tuoi beni in vita tua, e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma
ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato. E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine,
perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi.
Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché
attesti loro queste cose, onde non abbiano anch'essi a venire in questo luogo di tormento.
Abramo disse: Hanno Mosè e i profeti; ascoltin quelli.
Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno và a loro dai morti, si ravvedranno.
Ma Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti
risuscitasse.
- Il corpo, in tutto il suo assieme, sarà redento:
Romani 8:18-23
Perché io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha
da essere manifestata a nostro riguardo.
Ma quant'è a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati, perché la creazione è stata
sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a cagione di colui che ve l'ha sottoposta, non senza
speranza però che la creazione stessa sarà anch'essa liberata dalla servitù della corruzione, per entrare
nella libertà della gloria dei figliuoli di Dio. Poiché sappiamo che fino ad ora tutta la creazione geme insieme
ed è in travaglio; non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, anche noi stessi gemiamo in noi
medesimi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo.
Filippesi 3:20-21
Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, d'onde anche aspettiamo come Salvatore il Signor
Gesù Cristo, il quale trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua
gloria, in virtù della potenza per la quale egli può anche sottoporsi ogni cosa.
- Come sarà il "nuovo" corpo?
1Corinzi 15:35-50
Ma qualcuno dirà: come risuscitano i morti? E con quale corpo tornano essi?
Insensato, quello che tu semini non è vivificato, se prima non muore; e quanto a quello che tu semini, non semini il
corpo che ha deve nascere, ma un granello ignudo, come capita, di frumento, o di qualche altro seme; e Dio gli dà un
corpo secondo che l'ha stabilito; e ad ogni seme, il proprio corpo.
Non ogni carne è la stessa carne; ma altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra quella
degli uccelli, altra quella dei pesci. Ci sono anche dei corpi celesti e dei corpi terrestri; ma altra è la gloria dei
celesti, e altra quella dei terrestri. Altra è la gloria del sole, altra la gloria della luna, e altra la gloria delle
stelle; perché un astro è differente dall'altro in gloria.
Così pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile, e risuscita incorruttibile; è
seminato ignobile, e risuscita glorioso; è seminato debole, e risuscita potente; è seminato corpo naturale, e
risuscita corpo spirituale. Se c'è un corpo naturale, c'è anche un corpo spirituale.
Così anche sta scritto: il primo uomo, Adamo, fu fatto anima vivente; l'ultimo Adamo è spirito vivificante.
Però, ciò che è spirituale non viene prima; ma prima, ciò che è naturale; poi viene
ciò che è spirituale.
Il primo uomo, tratto dalla terra, è terreno; il secondo uomo è dal cielo.
Quale è il terreno, tali sono anche i terreni; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. E come abbiamo
portato l'immagine del terreno, così porteremo anche l'immagine del celeste.
Or questo dico, fratelli, che carne e sangue non possono eredare il regno di Dio né la corruzione può eredare la
incorruttibilità."
Nota:
Non due "corpi" susseguenti, ma lo stesso corpo "seminato" corruttibile, risuscita incorruttibile.
- Quando avverrà questo?
1Corinzi 15:51-58
Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati, in un momento, in un batter d'occhio, al
suon dell'ultima tromba. Perché la tromba suonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo mutati.
Poiché bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità, e che questo mortale rivesta immortalità.
E quando questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità, e questo mortale avrà rivestito
immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: La morte è stata sommersa nella
vittoria.
O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?
Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci
dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.
Perciò, fratelli miei diletti, state saldi, incrollabili, abbondanti sempre nell'opera del Signore, sapendo che la
vostra fatica non è vana nel Signore.
- Il corpo glorificato non sarà più sottoposto ad umilianti soggezioni:
Apocalisse 21:1-4
Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il
mare non era più.
E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere giù dal cielo d'appresso a Dio, pronta come una sposa
adorna per il suo sposo.
E udii una gran voce dal trono, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini; ed Egli abiterà con loro, ed essi
saranno suoi popoli, e Dio stesso sarà con loro e sarà loro Dio; e asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro
e la morte non sarà più; né ci saranno più cordoglio, né grido, né dolore,
poiché le cose di prima sono passate.
Apocalisse 22:1-5
Poi mi mostrò il fiume dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che procedeva dal trono di Dio e
dell'Agnello. In mezzo alla piazza della città e d'ambo i lati del fiume stava l'albero della vita che dà dodici
raccolti, e porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni.
E non ci sarà più alcuna cosa maledetta; e in essa sarà il trono di Dio e dell'Agnello; i suoi servitori
gli serviranno ed essi vedranno la sua faccia e avranno in fronte il suo nome.
E non ci sarà più notte; ed essi non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché
li illuminerà il Signore Iddio, ed essi regneranno nei secoli dei secoli.
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