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La Bibbia (si interpreta da sé)

Nota introduttiva.

Gli uomini del nostro tempo non si preoccupano di leggere e studiare la Bibbia, ritenendola un libro "oscuro" e "difficile" da comprendere; quasi fosse un "enigma" da sciogliere, un "codice" che richiede giudici specializzati, un "mistero" di cui solo pochi hanno "la chiave".

E per questo si affidano ciecamente alla guida di una casta sacerdotale, autoproclamatasi detentrice della "autentica interpretazione" della Parola di Dio, privandosi così non solo delle grandi benedizioni connesse a tale studio, ma anche dell'unico mezzo divino "che può salvare le anime nostre" (Giacomo 1:21).

LA BIBBIA È PAROLA DI DIO.

Se Dio ha parlato all'uomo, lo ha fatto con lo scopo e l'intenzione di essere dall'uomo ascoltato e compreso.

Quando poi si pensi che tale Sua Divina Parola doveva essere la norma sicura ed infallibile per tutte le generazioni umane, sino alla fine del mondo, non vi è chi non veda che Egli NON PUÒ AVERLA RESA COSÌ DIFFICILE la cui lettura e significato per le intelligenze umane, fosse incomprensibile.

Pertanto l'uomo deve avvicinarsi alla Bibbia come a un Vangelo integrale, che contiene la dottrina della salvezza che tutti gli uomini possono e debbono conoscere e comprendere, facendo uso di quelle "leggi comuni", che sovrintendono alla retta comprensione di qualsiasi libro di una certa antichità.

Ci limitiamo ad indicare solo una di tali leggi, cioè quella pertinente all'argomento di questa scheda:

Ogni parte della Bibbia deve essere compresa IN ARMONIA CON LE ALTRE PARTI e, in tutti i casi, non si deve mai dimenticare che "LA BIBBIA SPIEGA SÉ STESSA", perché essendo la "rivelazione" di Dio, È PERFETTAMENTE COERENTE in tutte le Sue pagine.

È POSSIBILE DIMOSTRARE
CHE LA BIBBIA SI INTERPRETA DA SÉ?

Il Vangelo ... risponde:

Alcuni esempi.

1) - Matteo 26:26-28

Ora mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe, e dandolo ai suoi discepoli, disse: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo. Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati.

La Chiesa Cattolica, interpretando "letteralmente" questo testo è arrivata ad imporre nel 1215, al Concilio Lateranense, il dogma della "Transustanziazione", secondo cui i fedeli, nella comunione, ingeriscono il corpo e la carne di Gesù Cristo!

Ma le parole "questo e il mio corpo" e "questo e il mio sangue" devono essere intese in senso "letterale" o in senso "simbolico"?

L'esatta interpretazione si trova in 1Corinzi 10:14-17, dove si dice chiaramente che "il pane" NON È il corpo, bensì "la comunione" CON IL corpo di Cristo.

Infatti l'apostolo Paolo dice:

Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi di quello che dico. Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è esso la comunione col sangue di Cristo?
Il pane, che noi rompiamo, non è esso la comunione col corpo di Cristo?
Siccome viè un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell'unico pane.

(Vale a dire che il pane non si trasforma nella "carne" di Gesù, ma ne "simboleggia" il corpo).


2) - Giovanni 6:41-58

I Giudei perciò mormoravano di lui perché aveva detto: Io sono il pane che è disceso dal cielo. E dicevano: Non è costui Gesù, il figlio di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai egli dice ora: Io sono disceso dal cielo?
Gesù rispose dicendo: Non mormorate fra voi. Nessuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. È scritto nei profeti: "E saranno tutti ammaestrati da Dio". Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui viene a me. Non che alcuno abbia veduto il Padre, se non colui che è da Dio; egli ha veduto il Padre.
In verità, in verità io vi dico: Chi crede ha vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo.
I Giudei dunque disputavano fra loro, dicendo Come mai può costui darci da mangiare la sua carne? Perciò Gesù disse loro: In verità, in verità io vi dico che se non mangiate la carne del Figliuol dell'uomo, e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Chi mangia e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, ed io in lui.
Come il vivente mio Padre mi ha mandato e io vivo a cagione del Padre, così chi mi mangia vivrà anch'egli a cagione di me.
Questo è il pane che è disceso dal cielo; non qual era quello che i padri mangiarono e morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno.

Anche in questo caso la Chiesa Cattolica adotta una interpretazione "letterale", dimenticando che la Bibbia s'interpreta con la Bibbia.


3) - Giovanni 6:59-63

Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga di Capernaum. Onde molti dei suoi discepoli, udite che l'ebbero, dissero: Questo parlare è duro; chi lo può ascoltare?
Ma Gesù, conoscendo in sé stesso che i suoi discepoli mormoravan di ciò, disse loro: Questo vi scandalizza? E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell'uomo ascendere dov'era prima? È lo spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.

Si noti come è lo stesso Gesù il quale, - concludendo il Suo discorso sul "pane disceso dal cielo" -, mette in guardia i Suoi interlocutori dal dare un senso "letterale" e materiale alle Sue parole che "sono spirito e vita".


4) - Matteo 16:18

E io altresì ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere.

In questo caso, la Chiesa Cattolica sceglie una interpretazione simbolica, affermando che "la pietra" sulla quale Cristo dice che avrebbe edificato la Sua Chiesa SIMBOLEGGIA ed indica la persona dell'apostolo Pietro.

Eppure lo stesso apostolo Pietro, pur dando un significato simbolico alle parole di Gesù, dice chiaramente chi è la persona adombrata nel simbolo della "pietra":
Atti 4:8-12

Allora Pietro, ripieno dello Spirito Santo, disse loro: Rettori del popolo ed anziani, se siamo oggi esaminati circa un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com'è che quest'uomo è stato guarito, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù d'esso quest'uomo comparisce guarito, in presenza vostra. Egli (Gesù Cristo-n.d.r.) è la pietra che è stata da voi edificatori sprezzata, ed è divenuta la pietra angolare. E in nessun altro è la salvezza; poiché non vi è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi possiamo ad essere salvati.

5) - Giovanni 20:23

A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti.

In questo testo si parla di una prerogativa "personale", oppure di un annuncio da comunicare?
L'interpretazione è data in Luca 24:45-47

Allora aprì loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remissione dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme.

La "remissione" dei peccati era il tema della predicazione che gli Apostoli dovevano effettuare E NON un potere personale da esercitare.

INFATTI si veda: Atti 10:42-43

Ed egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare che egli è quello che da Dio è stato costituito Giudice dei vivi e dei morti. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante suo nome. (Idem in Atti 26:18).

Che Gesù amava esprimersi spesso in senso simbolico, è abbondantemente dimostrato e - chi desidera visionare personalmente ulteriori esempi, può consultare - fra i tanti - i seguenti contesti evangelici:

  1. a) - Giovanni 10:7-9: Gesù era letteralmente una "porta"?
  2. b) - Giovanni 10:11-16: Gesù era letteralmente un "pecoraio"?
  3. c) - Giovanni 14:6: Gesù era letteralmente una "strada"?
  4. d) - Giovanni 15:1-5: Gesù era letteralmente una "vite"?

NOTA.

Ignoranza, inganno e presunzione: ecco i tre grandi nemici da combattere, perché fino a quando esse regneranno nel cuore umano, renderanno impossibile la giusta comprensione della Parola di Dio.

"Investigate le Scritture!" aveva esortato Gesù (Giovanni 5:39).

E i primi cristiani; facendo tesoro di questo insegnamento del Maestro:

esaminavano tutti i giorni le Scritture, per vedere se le cose stavano così (Atti 17:11).

Perciò essi erano attenti "a praticare il non oltre quello che è scritto" (1Corinzi 4:6) e "... a non credere ad ogni spirito, ma a provare gli spiriti per sapere se sono da Dio" (1Giovanni 4:1).

Mediante la fedeltà a tali principi e la profonda conoscenza delle Sacre Scritture essi erano in grado di "interpretare" rettamente la Bibbia per meglio metterla in pratica!

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