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La Confessione "auricolare"

Nota introduttiva

Durante i primi quattro secoli del Cristianesimo la confessione cosiddetta "auricolare" (cioè: "fatta all'orecchio"), fu sconosciuta nella chiesa.

LA PRIMA VOLTA che nella Chiesa Antica si parla di una confessione dei peccati fatta ad un uomo, fu verso la fine del III secolo, quando si trattò di riammettere nella chiesa i cosiddetti "làpsi", cioè quei cristiani i quali avevano defezionato dalla fede durante la persecuzione.

Passata la persecuzione, costoro chiedevano di essere riammessi nella comunione fraterna.

Si stabilì che un fratello anziano avesse un colloquio con ognuno di essi per sentire quali sentimenti li animavano; si trattava solo di UN COLLOQUIO a cui non seguiva alcuna formula assolutoria! Dopo di che l'anziano ne parlava con gli altri anziani e si decideva la riammissione o meno, nella comunione fraterna.

Passato il periodo dei "làpsi", l'istituzione rimase, specie per quelle persone che si erano macchiate di peccati gravi.

Ma ecco che un secolo più tardi la cosa aveva degenerato. Infatti nell'anno 383 cominciano ad affiorare gravi inconvenienti.
A Costantinopoli, una signora confessa all'anziano di avere commesso adulterio con un diacono. L'anziano divulgò la cosa e scoppiò uno scandalo clamorosissimo, per cui il "colloquio" venne abolito!

Più tardi, sotto la spinta di Leone I (Anno 452), l'uso della confessione "privata" viene ripreso in Occidente, in modo facoltativo, finché nel 1215, al IV Concilio Lateranense, Innocenzo III fa votare la confessione "auricolare" come "decreto disciplinare".

Sarà poi il Concilio di Trento a ribadire e perfezionare la dottrina della confessione auricolare, con l'affermazione del potere giudiziale da parte del sacerdote, il quale "anche se reo di peccato mortale" (sic!), mantiene il suo potere di assoluzione o meno.

CIRCA LA CONFESSIONE DEI PECCATI, COSA INSEGNA LA BIBBIA?

Il Vangelo ... risponde:

  1. Giacomo 5:16
    Confessate dunque i falli gli uni agli altri, e pregate gli uni per gli altri onde siate guariti; molto può la supplicazione del giusto, fatta con efficacia.

    Nota:
    Qui si consiglia una confessione reciproca ("gli uni per gli altri"), allo scopo di ripristinare un rapporto fraterno messo in pericolo da eventuali manchevolezze.

  2. Atti 8:18-23
    Or Simone, vedendo che per l'imposizione delle mani degli apostoli era dato lo Spirito Santo, offerse loro del danaro, dicendo: 'Date anche a me questa possibilità, che colui al quale io imponga le mani riceva lo Spirito Santo'. Ma Pietro gli disse: 'Vada il tuo danaro con te in perdizione, poiché hai stimato che il dono di Dio si acquisti con danaro. Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto dinanzi a Dio.
    Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se possibile, ti sia perdonato il pensiero del tuo cuore. Poiché io ti vedo in fiele amaro e in legami di iniquità. E Simone, rispondendo, disse: Pregate voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi venga addosso.

    Nota:
    Questa circostanza è bene documentato il fatto che gli apostoli non avevano il "potere personale" Dl ASSOLVERE dai peccati; mentre è altrettanto chiaro che essi sanno bene a chi indirizzare i peccatori per l'assoluzione!

  3. Romani 3:9-18

    L'apostolo Paolo dice:

    Che dunque? Abbiamo noi qualche superiorità? Affatto; perché abbiamo dinanzi provato che tutti, Giudei e Greci, sono sotto il peccato, siccome è scritto: 'Non vi è alcun giusto, neppure uno. Non vi è alcuno che abbia intendimento, non vi è alcuno che ricerchi Dio. Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili. Non vi è alcuno che pratichi la bontà, no, neppure uno. La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; vi è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. La loro bocca è piena di maledizione e di amarezza. I loro piedi sono veloci a spargere il sangue. Sulle loro vie è rovina e calamità, e non hanno conosciuto la via della pace. Non c'è timore di Dio dinanzi agli occhi loro. Non esiste sulla terra un solo "giusto" che possa perdonare i peccati al posto di Dio!

  4. Marco 2:5-12
    E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: 'Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi'. Ora alcuni degli scribi che erano presenti, così ragionavano in cuor loro: 'Perché parla costui in questa maniera? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non uno solo, cioè Dio?' E Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che ragionavano così dentro di sé, disse loro: Perché fate voi questi ragionamenti nei vostri cuori? Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppure dirgli: Rialzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell'uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati: io ti dico ('disse al paralitico'), alzati, prendi il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. E colui si alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai.

    Nota:
    Solo Dio "può rimettere" i peccati!

  5. 1Giovanni 1:8-10; 2:1-2
    Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli - (Gesù) - è fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi. Figliuoletti miei, io vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto; ed egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

    Nota:
    Qui l'apostolo Giovanni non indirizza i peccatori "ai sacerdoti" per ottenere una assoluzione, ma esorta i cristiani a rivolgersi direttamente e con fiducia verso Dio!

  6. Ebrei 4:14-16
    Avendo noi dunque un gran Sommo Sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figliuolo di Dio, riteniamo fermamente la professione della nostra fede. Perché non abbiamo un Sommo Sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre infermità; ma ne abbiamo uno che in ogni cosa è stato tentato come noi, però senza peccare. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per essere soccorsi al momento opportuno.

    Nota:
    È chiaro che si può ottenere misericordia e perdono rivolgendoci direttamente presso il Trono della Grazia Divina!

Conclusione

Esaminando la Storia della Chiesa dei primi secoli, si nota che verso la fine del IV secolo CRISOSTOMO insegnava quanto segue:

"Ti esorto e scongiuro di confessare a Dio i tuoi peccati; NON TI DICO Dl SCOPRIRLI ALL'UOMO. DIO SOLO VEDA LA TUA CONFESSIONE! (Hom. De Inc. Dei).

All'inizio del V secolo, il maggiore dei "Padri" della chiesa d'Occidente, AGOSTINO, polemizzando con la setta dei "donatisti" che praticava la confessione auricolare, afferma:

"Perché esporre agli uomini le piaghe della mia anima? È lo Spirito Santo che rimette i peccati; L'UOMO NON LO PUÒ FARE, perché ha bisogno di medico al pari di chi cerca in lui il rimedio. E se mi dici: 'Come si adempie la promessa di Cristo fatta agli apostoli: 'Tutto quello che scioglierete in terra sarà sciolto nel cielo', rispondo che il Signore prometteva di mandare il Suo Spirito DAL QUALE dovevano essere rimessi i peccati. Or dunque è lo Spirito di Dio che rimette i peccati, E NON VOI!" (Serm. 99; De Verb. Evang. Luca 7).

(A complemento si veda la seguente scheda che tratta il tema: "La Remissione dei Peccati").

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