Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Eutanasia: Si o No?

Parte prima: CHE COSA PENSARE DELL'EUTANASIA?

La medicina è straordinaria! Non potremmo certo farne a meno. Tuttavia, per quanto vi siano medicine "miracolose" e nuove tecnologie chirurgiche, la gente continua a morire.
Anche se in generale cerchiamo di non concentrare morbosamente il nostro pensiero su quel momento, sappiamo che un giorno o l�altro dovremo morire.

E quando viene quel giorno, ovviamente, SPERIAMO CHE LA NOSTRA MORTE SIA FACILE E CHE CI FACCIA SOFFRIRE IL MENO POSSIBILE.

In questo senso siamo tutti a favore dell�eutanasia, perché questa parola significa semplicemente: il "MORIRE BENE".

Con il passare degli anni, tuttavia, la definizione dei dizionari è lentamente cambiata fino ad assumere il significato di: "UCCIDERE PER PIETÀ" o di "SUICIDIO AGEVOLATO".

Ci siamo abituati a questa idea in veterinaria.
Quando il gatto si ammala in modo incurabile, chiediamo al veterinario di mettere fine alla sua sofferenza, perché questa ci sembra la cosa più misericordiosa che possiamo fare.

Così, se un�iniezione è la cosa migliore per un animale che amiamo, perché non lo sarebbe anche per una persona cara?

Quando è ormai evidente che la vita di una persona è alla fine, quella di accelerarne la morte senza dolore non è forse la soluzione dettata dall'amore più grande (e quindi la più Cristiana)?

Per trovare una risposta sarà utile distinguere due forme diverse di eutanasia:


1) - SENZA IL CONSENSO DEL PAZIENTE.

Quando un�anziana signora viene travolta da una automobile, o un motociclista viene gravemente ferito in uno scontro, di solito i medici cercano di tenerli in vita il più possibile per potersi rendere conto esattamente del loro stato.

Può accadere che il cervello risulti clinicamente morto; il paziente non recupererà mai più la coscienza, ma le complesse apparecchiature dell'ospedale saranno in grado di far funzionare a tempo indeterminato cuore e polmoni.
In tale situazione (una volta che la diagnosi sia stata stabilita con certezza) i medici possono "girare la chiavetta" e fermare senza rimorsi le apparecchiature che li tengono in vita, nella consapevolezza di non uccidere il paziente, ma semplicemente di prendere atto del fatto che è già morto.

Per quanto i resoconti televisivi e giornalistici possano far pensare diversamente, spegnere le apparecchiature, in casi di questo genere, non è vera eutanasia.

Ma ci sono casi più complessi che possono presentarsi al principio e alla fine dell'esistenza.

Un bambino può nascere con una grave lesione cardiaca e l'unità pediatrica deve decidere se correre il rischio di operarlo.

Un uomo anziano con una forma avanzata di cancro ai polmoni può buscarsi una polmonite mettendo il medico nella difficile situazione di decidere se somministrare antibiotici oppure no.
I parenti possono collaborare nel prendere una decisione, ma quasi sempre il paziente NON PUÒ FARLO.

La maggior parte dei medici sosterrebbe che interrompere le cure in un caso come questo NON è eutanasia. Il loro primo dovere è promuovere soprattutto il benessere del paziente e, se la morte stà avanzando inesorabilmente, qualsiasi tentativo di rinviarla può essere il peggior servizio da rendere al paziente.

Tutto questo, naturalmente, non ha nulla a che vedere con quelle forme di sterminio collettivo praticate durante la seconda guerra mondiale con l�invio nelle camere a gas e impropriamente chiamate anch�esse "eutanasia".

Per l'etica Cristiana, eliminare degli individui contro la loro volontà in nome dell�eugenetica (o di qualsiasi altra dottrina sociale) è sfacciatamente immorale.


2) - CON IL CONSENSO DEL PAZIENTE.

I contrasti sull'eutanasia riguardano soprattutto l'eutanasia VOLONTARIA o ATTIVA.

In molti paesi si sono costituiti dei gruppi che esercitano forti pressioni perché si modifichino le leggi onde consentire alle persone di decidere della loro vita in caso di malattia o di grave incidente.
Uno degli argomenti a favore è quello dell�esigenza di compassione.

Quando un uomo desidera che la morte lo sollevi da un�esistenza dolorosa e inutile, sembra eccessivamente rigido e poco caritatevole costringerlo a vivere.

Qualche volta motivazioni tra le più elevate sembrano ispirare quel forte desiderio di una rapida fine.

Il filosofo David Hume scrisse una volta:
"Supponete che io non sia più in grado di occuparmi degli interessi della società; supponete anche che io le sia diventato un peso e che la mia vita impedisca ad un'altra persona di essere molto più utile ad essa. In tali casi la mia rinunzia alla vita non sarà solo innocente, ma addirittura lodevole".

Non è necessario essere un brillante filosofo per pensare così!
I benefici visibili dell�eutanasia si allargano come i cerchi concentrici delle onde quando si getta una pietra nell�acqua.

Le lotte temprano il carattere e per questo motivo nessuna persona che soffre DEVE PENSARE CHE LA PROPRIA VITA SIA INUTILE a sé e a quelli che lo circondano!

Coloro che si occupano dei sofferenti e dei morenti si rendono conto di quale contributo vitale i morenti POSSONO DARE AI VIVI.

Anche per quello che riguarda la società, le cure ai morenti danno la possibilità a coloro che sono in salute, Dl MANIFESTARE un amore non egoistico per gli ammalati.

Il sacrificio finanziario che ne deriva può non essere soddisfacente dal punto di vista strettamente economico, ma la compassione che stimola và incontro PIÙ RADICALMENTE ALLE ESIGENZE UMANE che la facile via d'uscita dell'eutanasia.

Nella Bibbia, i profeti dell'Antico Testamento ripetono con insistenza che lo stato di salute di una società si deve giudicare DAL MODO in cui tratta i suoi membri più deboli.

Grazie all�eutanasia, la compassione può diventare un ombrello sotto cui trovano riparo motivazioni complesse.

Le case per anziani, ad esempio, sono la risposta compassionevole della società alla solitudine e alla debolezza della vecchiaia, ma "mettere la nonna all'asilo dei vecchi" può essere espressione più di egoismo che di amore da parte della famiglia.

Ci sarebbe solo un breve passo da questo a pensare: "mettiamo a dormire la nonna" (per compassione, naturalmente) se l�eutanasia dovesse mai un giorno venire legalizzata.

Parte seconda: IL VALORE DELLA VITA.

Quelli che sono a favore dell'eutanasia sostengono che il pregio della vita stà nella sua qualità.

Quando (per malattia o inabilità) la qualità della vita di una persona và sotto zero, si dovrebbe concederle la possibilità di accettare la morte con dignità. Il controllo della morte - essi sostengono - è solo l'altra faccia della medaglia del controllo delle nascite.

Se pensiamo che controllare le nascite non è prendere il posto di Dio, perché dovremmo pensare che sia contrario alla Sua volontà pianificare la morte?

Usiamo le medicine per interferire nella natura quando una malattia curabile minaccia la vita; perché allora dovremmo insistere che la natura deve seguire il suo corso quando è una malattia incurabile a colpire?

Qualche volta vengono citati i 10 Comandamenti ("non uccidere") come la risposta della Bibbia a questo problema, ma la parola che il comandamento usa per "uccidere" in realtà vuol dire: "non assassinare".
Vuole indicare il togliere la vita ingiustamente per odio o per avidità, e questo non sembra avere nulla a vedere con l'uccidere per compassione.

Il vero problema di questa discussione sull'eutanasia attiva, DAL PUNTO Dl VISTA CRISTIANO, è che misura il valore della vita con un metro sub-umano.

Se le persone sono solo animali un pò più complessi, l�eutanasia è un modo logico di uscirne, quando la forza fisica e mentale di una persona si è deteriorata fino ad annullarsi.

Ma la Bibbia PARLA Dl UN ALTRA DIMENSIONE della vita umana che indica con il termine: "FATTO AD IMMAGINE Dl DIO".

Fra l'altro ciò significa che ogni uomo e ogni donna può mettersi in rapporto con Dio COME NESSUN'ALTRA CREATURA PUÒ FARE.

Implica che non possiamo cancellare un essere umano solo perché è in coma profondo con poche speranze di ripresa.

E significa che l'eutanasia applicata alle persone è qualcosa di diverso dall'iniezione per mettere fine alle sofferenze del nostro animale preferito.

L'eutanasia non è la soluzione Cristiana a una malattia mortale.
Tuttavia, un'affermazione di principio non risolve i problemi umani.

Se uccidere per compassione è sbagliato, si deve trovare una soluzione migliore a questo problema.

In Inghilterra esiste un movimento che si prefigge di dare un�assistenza adeguata nell�ultimo periodo della vita ed offre realmente questa alternativa.

I pazienti vengono curati come persone di riguardo; in quasi tutti i casi si riesce a tenere sotto controllo la sofferenza con una somministrazione di calmanti equilibrata e adattata alle singole persone.

Psicologicamente e spiritualmente essi vengono preparati alla morte che è "passaggio" verso una nuova vita.
Si insegna loro che la morte metterà fine alla loro malattia, ma non al loro essere.

Si và incontro alle esigenze di compassione a livello profondo e si mantiene alto il valore di una vita creata ad immagine di Dio.

È QUESTO GENERE Dl CURA INTENSA CHE RIDUCE LE RICHIESTE Dl EUTANASIA FACENDO COMPRENDERE QUANTO ESSA SIA POCO NECESSARIA.

L'ALTERNATIVA ALL'EUTANASIA:
PRENDERSI CURA DELL'AMMALATO!

JOHN HINTON, professore di psichiatria alla "Middlesex Hospital Medical School" di Londra, AFFERMA:
"Se le persone che stanno per morire provano un'acuta sofferenza fisica, sono prive di compagnia, non si sentono comprese o temono di non ricevere cure adeguate, saranno in molte a chiedere spontaneamente "l�eutanasia".

CECIL SAUNDERS, direttore sanitario dell'Ospedale per incurabili St. Christopher di Londra, DICHIARA:
"Pochissimi pazienti hanno voluto discutere con noi l'eutanasia.
Nessuno è ritornato a presentare la richiesta, dopo avere riflettuto, di portare avanti la cosa. Non lo hanno più chiesto una volta che dolore e senso di isolamento sono stati alleviati.
Che si possa far credere ad un ammalato grave o molto vecchio che nella sua vita non c�è più nulla per cui valga la pena di vivere, dovremmo considerarlo un grave impoverimento per tutta la società".

COSA INSEGNÒ GESÙ SU ...

1) - IL VALORE DELLA VITA UMANA:

Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure non uno di essi è dimenticato dinanzi a Dio; anzi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque, voi siete da più di molti passeri.
(Luca 12:6-7).

2) - IL VALORE DI UNA SINGOLA VITA UMANA:

Che vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di queste si smarrisce, non lascerà egli le novantanove sui monti per andare in cerca della smarrita? E se gli riesce di ritrovarla, in verità vi dico che egli si rallegra più di questa che delle novantanove che non si erano smarrite. Così è volere del Padre vostro che è nei cieli, che neppure uno solo di questi piccoli perisca.
(Matteo 18:12-14).

E l'apostolo Paolo aggiunge:

La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio, il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me.
(Galati 2:20).

3) - I VALORI RELATIVI DELLA VITA FISICA E SPIRITUALE:

Chi vorrà salvare la sua vita, la perderà ma chi perderà la sua vita per amor di me e dell'Evangelo, la salverà E che vantaggio avrà l'uomo se guadagna tutto il mondo e perde l'anima sua?
(Marco 8:35-37).

E l'apostolo Paolo aggiunge:

Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi ... ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile.
(1Corinzi 3:16-17; 1Tessalonicesi 4:4 e 5:23).
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