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Origine della vita: Dio oppure il caso?

Nota introduttiva.

Prima o poi, ogni persona si pone la domanda: "Da dove viene la vita? Qual è la sua origine?"

La teoria secondo cui la vita si riproduce e si sviluppa da sé stessa qualora sussistano una serie di circostanze favorevoli, ormai non viene più sostenuta.

Tale teoria meglio conosciuta come "la generazione spontanea" è seguita soltanto da pochi.

Costoro pensano che, in un modo o nell'altro, la prima manifestazione di vita si generò spontaneamente, da sé stessa, ed ogni manifestazione successiva di vita venne prodotta a seguito di una lenta ma costante evoluzione.

Ma se noi consideriamo che la cosiddetta "generazione spontanea" operò una sola volta per produrre la prima manifestazione di vita, o se essa opera regolarmente anche oggi nel produrre mosche dalla carne putrefatta o api da carcasse di animali, le dichiarazioni fatte da alcuni scienziati ci aiutano a comprendere le difficoltą che sorgono nell'accettare o sostenere la teoria secondo cui la "vita" può essere prodotta dalla "non vita", ossia dalla materia inanimata.

Il fisico inglese Lord Kelvin, nel suo libro intitolato "Evoluzione", afferma chiaramente quanto segue: "Io sono pronto ad adottare come un articolo di fede scientifica, perciò vero nello spazio e nel tempo, che la vita procede dalla vita e non dal nulla".

Lo stesso Kelvin in un articolo apparso sul "Diciannovesimo Secolo", dichiara: "Se voi riflettete bene, sarete costretti dalla stessa scienza a credere in Dio".

Oppure, come disse il famoso scienziato Robert Jastrow: "Per lo scienziato che ha fatto poggiare la propria fede nel potere della ragione, la storia si conclude come un brutto sogno".

Sulla teoria scientifica detta "Biogenesi", l'Enciclopedia Americana, così scrive: "Dalle parole greche "bios"="vita", e "ghenesis"="origine-sorgente", atto creativo è il termine biologico che serve ad indicare la dottrina secondo cui gli organismi viventi sono prodotti solo da altri organismi viventi.

I biologi attualmente non solo sono sostanzialmente concordi nel ritenere che tutta la vita deriva da una vita precedente, ma che l'organismo del genitore e della propria prole sono della stessa specie".

Questa teoria scientifica ci conferma che non c'è vita sulla terra, sia a livello vegetale che animale, che non provenga da una vita precedente, da un genitore completo e maturo.

Poiché questa legge della Biogenesi dichiara che la vita può provenire solo da una vita precedente, questa dev'essere stata una vita preesistente che originò tutte le altre forme di vita.

E poiché la vita non può essersi formata da se stessa, è chiaro che la fonte della vita non può essere che Dio, come afferma il Salmista, quando dice:

"O Eterno, la tua benignitą vą fino al cielo, e la tua fedeltą fino alle nuvole ... Poiché in te Č LA FONTE della vita, e per la tua luce noi vediamo la luce" (Salmo 36:5,9).

Albert Einstein, nel suo libro intitolato "Il Mondo come io lo vedo", afferma che "il sentimento religioso degli scienziati è colto da una specie di estatica meraviglia di fronte all'armonia della legge naturale, la quale rivela la presenza di un'intelligenza di tale superioritą che, di fronte ad essa, tutte le sistematiche opinioni ed azioni degli esseri umani rappresentano riflessioni completamente insignificanti".

In un suo scritto intitolato "Scienza della Mente", lo scienziato Max Planck, dice: "Non c'è spiegazione per un universo separato dall'attivitą creativa di una Suprema Intelligenza".

Circa l'origine della vita,
cosa insegnano le Sacre Scritture?

La Bibbia risponde:

  1. Nel Salmo 19:1-6, si afferma quanto segue:
    "I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani. Un giorno sgorga parole all'altro, una notte comunica conoscenza all'altra. Non hanno favella, né parole; la loro voce non si ode. Ma il loro suono esce fuori per tutta la terra, e i loro accenti vanno fino all'estremitą del mondo. Quivi Iddio ha posto una tenda per il sole, ed egli è simile a uno sposo ch'esce dalla sua camera nuziale; gioisce come un prode a correre l'arringo. La sua uscita è da una estremitą dei cieli, e il suo giro arriva fino all'altra estremitą; e niente è nascosto al suo calore".

  2. In Romani 1:19-21, l'apostolo Paolo fa notare che:
    " ... quello che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Iddio loro manifestato; poiché le perfezioni invisibili di lui, la sua eterna potenza e divinitą, si vedono chiaramente sin dalla creazione del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue; ond'è che essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Iddio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti, e l'insensato loro cuore si è ottenebrato".

  3. Il Profeta Isaia (40:26-29) invita alla riflessione, ponendo degli interrogativi:
    "Alzate gli occhi in alto, e guardate: Chi ha create queste cose? Colui che fa uscire fuori, (le stelle n.d.r.) e conta il loro esercito, che le chiama tutte per nome; e per la grandezza del suo potere e per la potenza della sua forza, non una manca. Perché dici tu, o Giacobbe, e perché parli così, o Israele:"La mia via è occulta all'Eterno e al mio diritto non bada il mio Dio?" Non lo sai tu? non l'hai tu udito? L'Eterno è l'Iddio d'eternitą, il creatore degli estremi confini della terra. Egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile. Egli dą forza allo stanco, e accresce vigore a colui che è spossato".

  4. Gli fa eco GIOBBE (38:4-21):
    "Dov'eri tu quand'io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. Chi ne fissò le dimensioni? Giacché tu lo sai! Chi tirò sopra di essa la corda da misurare? Su cosa furono poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare quando le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio davano in gridi di giubilo? Chi chiuse con porte il mare balzante fuori dal seno materno, quando gli detti le nubi per vestimento e per fasce l'oscuritą, quando gli tracciai dei confini, gli misi sbarre e porte, e dissi: "Fin qui tu verrai, e non oltre; qui si fermerą l'orgoglio dei tuoi flutti?" Hai tu mai, in vita tua, comandato al mattino? o insegnato il suo luogo all'aurora, perch'ella afferri i lembi della terra, e ne scuota via i malvagi? La terra si trasfigura come creta sotto il sigillo, e appare come vestita di un ricco manto; i malfattori sono privati della luce loro, e il braccio, alzato gią, è spezzato. Sei tu penetrato fino alle sorgenti del mare? hai tu passeggiato in fondo all'abisso? Le porte della morte ti sono state scoperte? Hai tu veduto le porte dell'ombra di morte? Hai tu abbracciato con lo sguardo l'ampiezza della terra? Parla, se la conosci tutta! Dov'è la via che guida al soggiorno della luce? E la tenebra dov'è la sua dimora? Le puoi tu condurre verso i loro domini, e sai tu bene i sentieri per ricondurle a casa? Lo sai di sicuro! ché tu eri, allora, gią nato, e il numero dei tuoi giorni è grande!"

  5. GIOBBE 11:7-9.
    IMPOTENZA DELL'UOMO A POTER CONOSCERE L'ESSENZA DI DIO:
    "Puoi tu scandagliare le profonditą di Dio? Arrivare a conoscere appieno l'Onnipotente? Si tratta di cose più alte del cielo.......e tu che faresti? Le cose più profonde del soggiorno dei morti ... come le conosceresti? La loro misura è più lunga della terra, più larga del mare"!
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