Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Un falso storico: La Sindone di Torino

I sostenitori della autenticità della reliquia "sindonica" che avrebbe avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro, hanno cercato nelle seguenti citazioni di testi biblici una documentazione a favore della loro tesi.

  1. Matteo 27:57-66:

    "Poi, fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era divenuto anche egli discepolo di Gesù. Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse rilasciato. E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un panno lino netto, e lo pose nella propria tomba nuova, che aveva fatta scavare nella roccia, e dopo avere rotolata una gran pietra contro l'apertura del sepolcro, se ne andò. Or Maria Maddalena e l'altra Maria eran quivi, sedute dirimpetto al sepolcro. E l'indomani, che era il giorno successivo alla Preparazione, i capi sacerdoti ed i Farisei si radunarono presso Pilato, dicendo: 'Signore, ci siamo ricordati che quel seduttore, mentre viveva ancora, disse: Dopo tre giorni, risusciterò. Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente custodito fino al terzo giorno; che talora i suoi discepoli non vengano a rubarlo e dicano al popolo: E' risuscitato dai morti; così l'ultimo inganno sarebbe peggiore del primo'. Pilato disse loro: 'Avete una guardia: andate, assicuratevi come credete'. Ed essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra, e mettendovi la guardia."

  2. Giovanni 20:1-7:

    "Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr'era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro. Allora corse e venne da Simon Pietro e dall'altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: Hanno tolto il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove l'abbiano posto. Pietro dunque e l'altro discepolo uscirono e si avviarono al sepolcro. Correvano ambedue assieme; ma l'altro discepolo corse innanzi più presto di Pietro, e giunse primo al sepolcro; e chinatosi, vide i pannilini giacenti, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide i pannilini giacenti, e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non giacente coi pannilini, ma rivoltato in un luogo a parte."

Matteo parla di una "sindon", cioè un lenzuolo, in cui venne avvolto il corpo di Gesù; Giovanni dice che Pietro e lui stesso, giunti al sepolcro dopo la resurrezione, vedono i panni di lino per terra, ed il sudario, piegato per conto suo.

Secondo la Chiesa Cattolica il lenzuolo, per miracolo o per processi naturali che hanno avuto luogo nel momento della resurrezione, è rimasto impresso con le fattezze di Cristo. Tale lenzuolo, o "sindone", è stato preservato nel tempo; dopo varie peripezìe è giunto a Torino e, periodicamente, viene esposto alla venerazione dei fedeli.

A riguardo ci sono sempre state contestazioni.
Molti, sia studiosi di scienze bibliche che scienziati, hanno messo in dubbio l'autenticità del reperto.

D'altra parte, gli studiosi cattolici hanno sempre fornito prove, a dir poco "INOPPUGNABILI", che effettivamente la Sindone in oggetto riproduce le fattezze di Cristo.

La controversia è stata risolta solo recentemente, dopo che la Chiesa Cattolica ha finalmente data l'autorizzazione per sottoporre la Sindone ad un esame scientifico qualificato per fissare una data abbastanza sicura circa l'origine della reliquia.

Questa relativa precisione cronologica è oggi possibile grazie al metodo del "radio-carbonio", cioè dell'isotopo del carbonio di peso atomico 14 (14/C).
Si è infatti trovato che questo carbonio, per via delle sue emanazioni radioattive, si trasforma per metà in azoto (14/N) nello spazio di circa 5.600 anni.

Siccome il carbonio radioattivo si trova in proporzione costante nell'atmosfera e negli organismi ancora viventi che lo assorbono nell'atmosfera, quando in un antico avanzo di materia organica (nel nostro caso un tessuto) si riesce a calcolare la proporzione di carbonio contenuto, non solo la si trova sempre inferiore alla proporzione dell'atmosfera, in seguito alla perdita dovuta all'emanazione radioattiva, ma si arriva a stabilire DA QUANTO TEMPO È INCOMINCIATA TALE EMANAZIONE, e cioè qual'è l'età dell'oggetto (Tratto da "Secoli sul mondo", pag.93).

I risultati dell'analisi effettuata sul telo di Torino sono noti a tutti: è certo che il pezzo di stoffa della Sindone non risale al 1° secolo, ma è stato tessuto fra il 1.260 ed il 1.390!


I dati forniti dall'esame al radiocarbonio C/14 sono estremamente concordi con le testimonianze storiche.

Infatti la Sindone di Torino apparve misteriosamente, per la prima volta, in Francia, nel 1.356.

È bene specificare "la Sindone di Torino", perché di Sindoni ne sono state mostrate molte.
Per esempio, nel 1.204 a Costantinopoli si esponeva una Sindone, che fu poi trasportata nella città francese di Besancon, dove bruciò nell'incendio della Cattedrale nel 1.349. Allora i preti di Besancon ne dipinsero una copia, che fu poi ritenuta dal popolo autentica, e finalmente distrutta durante la rivoluzione francese.

Tutte queste sindoni invasero l'Europa ai tempi delle Crociate. I nobili cavalieri Italiani, Francesi, Tedeschi andavano in Terra Santa per liberare il Sepolcro di nostro Signore, combattevano cruente battaglie, a volte trucidavano inermi popolazioni.
Spesso però cadevano vittima dei furbi del tempo, che ingannavano i creduli cavalieri, cosiddetti cristiani, ai quali appioppavano, dietro lauti pagamenti, delle "patacche" che spacciavano per autentiche reliquie: "sindoni", "chiodi" della croce, "lance" che trafissero il costato di Gesù, "legno" della croce, "gocce" del latte di Maria cadute quando allattava il bambino Gesù, il "prepuzio" di Gesù conservatosi fin da quando nostro Signore fu circonciso ... e così via!

Molto probabilmente, quella che segue è l'origine della Sindone di Torino.
Un piccolo feudatario francese, Goffredo de Charnu, parte per le Crociate e combatte all'assedio di Smirne. Tornato in patria fa costruire una piccola chiesa e chiede alle autorità ecclesiastiche varie concessioni per il culto, senza però fare menzioni direliquie.
Nel 1.356 Goffredo muore nella battaglia di Poitiers, combattendo contro gli Inglesi.
È solo allora, dopo la sua morte, che compare la Sindone: Il figlio di Goffredo dice che la sindone era stata donata a suo padre, e la nipote Margherita afferma che fu conquistata dal nonno in una spedizione militare.
È chiaro che Goffredo, consapevole dell'origine del lenzuolo, non vi ha mai attribuito un'importanza religiosa; molto probabilmente conservò la Sindone nel suo castello come un "souvenir" della Crociata.
Dopo la sua morte, però, ad opera degli eredi avidi e dei preti, avidi di guadagni, la Sindone comincia a venire esposta al pubblico, oggetto della venerazione del popolo, ed ecco subito le controversie.
Il Vescovo Pietro d'Arcis conduce un'indagine, e nel 1.389 ne comunica i risultati: I preti della chiesa dove era conservata la Sindone, "accesi dal fuoco dell'avarizia e della cupidigia, non a fini devozionali ma per raccogliere denaro", sfruttano il pezzo di stoffa ai danni del popolo ignorante e credulone.
Moltissime fonti storiche dimostrano che FIN DA ALLORA le autorità ecclesiastiche, ed anche il Papa Clemente VII, sapevano benissimo che la Sindone non era il sudario originale del Signore, ma solo una rappresentazione, una pittura, un'opera umana. Ma gli interessi economici in gioco sono forti, e la nipote di Goffredo, Margherita, riesce a tornare in possesso della Sindone ed organizza"ostensioni private" A PAGAMENTO.
I canonici, legittimi possessori della Sindone, organizzando cause su cause, ottengono sentenze favorevoli dai tribunali; ma Margherita si rifiuta di restituire il PREZIOSO cimelio. Infine "regala" la Sindone ai duchi di Savoia, ricevendone in cambio il possesso del castello e della città di Flumet, con tutte le campagne circostanti. I Savoia si stabiliscono poi in Piemonte, diventano Re d'ltalia ed ecco perché la Sindone si trova tutt'oggi a Torino.


È evidente che la datazione risultata recentemente dall'esame del radiocarbonio C/14 coincide perfettamente con la storia della Sindone. Gli esperti hanno dimostrato che il lenzuolo risale ad una data compresa fra il 1.260 ed il 1.390, e la storia ci dice che per la prima volta la Sindone è stata esposta nel 1.356. Era stata appena fabbricata!

È quindi chiaro, anche dai dati storici e dalle recentissime analisi, che la Sindone di Torino non riproduce le fattezze di Gesù né tanto meno risale al primo secolo, ma è un'opera medievale.


Nota

Il fatto che la Sindone sia autentica o meno, per i veri Cristiani, non cambia niente.
Infatti la Sacra Scrittura, DA SEMPRE, ha vietato di venerare immagini, di pregare di fronte a statue, di adorare figure!

A riguardo citiamo specifici testi della Bibbia nei quali emerge severa la condanna di tale culto:

  1. 1 - ESODO 20:1-6:
    "Allora Iddio pronunziò tutte queste parole, dicendo: "Io sono l'Eterno, l'Iddio tuo, che ti ho tratto dal paese d'Egitto, dalla casa di servitù. Non avere altri dii nel mio cospetto. Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servire loro, perché io, l'Eterno, l'Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l'iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti".

  2. 2 - ISAIA 44:12-20:
    "Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco, forma l'idolo a colpi di martello, e lo lavora con braccio vigoroso; soffre perfino la fame, e la forza gli viene meno; non beve acqua, e si spossa. Il falegname stende la sua corda, disegna l'idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura col compasso, e ne fa una figura umana, una bella forma d'uomo, perché abiti in una casa. Si tagliano dei cedri, si prendono degli elci, delle querci, si fa la scelta fra gli alberi della foresta, si piantano dei pini che la pioggia fa crescere. Poi tutto questo serve all'uomo per fare del fuoco, ed egli né prende per riscaldarsi, né accende anche il forno per cuocere il pane; e né fa pure un dio e l'adora, né scolpisce un'immagine, dinanzi alla quale si prostra. Ne brucia la metà nel fuoco, con l'altra metà allestisce la carne, né cuoce l'arrosto, e si sazia. Ed anche si scalda e dice: "Ah! mi riscaldo, godo di vedere questa fiamma!" E con l'avanzo si fa un dio, il suo idolo, gli si prostra davanti, l'adora, lo prega e gli dice: "Salvami, poiché tu sei il mio dio!"
    Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno impiastrato loro gli occhi perché non veggano, e il cuore perché non comprendano.Nessuno rientra in se stesso, ed ha conoscimento e intelletto per dire: "Ne ho bruciata la metà nel fuoco, sui suoi carboni ho fatto cuocere il pane, vi ho arrostito la carne che ho mangiata, e farò col resto un'abominazione? e mi prostrerò davanti ad un pezzo di legno?" Un tal uomo si pasce di cenere, il suo cuore sedotto lo travia, sì ch'egli non può liberare l'anima sua e dire: "Questo che tengo nella mia destra non è una menzogna?".

  3. 3 - DEUTERONOMIO 27:15:
    "Maledetto l'uomo che fa un'immagine scolpita o di getto, cosa abominevole per l'Eterno, opera di mano d'artefice; e la pone in luogo occulto!".

  4. 4 - GIOVANNI 4:24:
    "Iddio è spirito, e quelli che lo adorano, bisogna che l'adorino in ispirito e verità".


Malgrado la severa condanna biblica di qualsiasi forma cultuale verso le statue, immagini o reliquie, l'ottusità umana sembra non avere limiti. Infatti, pur avendo accettato la scientificità dell'esame effettuato sulla Sindone di Torino, vari esperti della Chiesa Cattolica "rilanciano" il culto della Sindone.

Fra le tante affermazioni, citiamo solo quella riferita dal giornale "La Repubblica del 14/10/1988.
Monsignor Giulio Ricci, organizzatore di una mostra sulla Sindone, dichiara: "Ho una grande richiesta della mia mostra e da tutte le parti ... Questa bella IMMAGINE di Cristo sarà sempre oggetto di grande devozione".

Ci si rende conto?
Hanno accertato in modo inequivocabile che la Sindone e un "falso"; eppure continueranno a venerarla. Diceva bene il profeta Isaia: "Un tal uomo si pasce di cenere, il suo cuore sedotto lo travia, sì che egli non può liberare l'anima sua e dire: 'Questo che tengo nella mia destra non è una menzogna?' ".

Un sacerdote cattolico, che certo non può essere accusato di essere conservatore o un discepolo di Lefreve, nostalgico del passato, Giovanni Baget Bozzo, sempre sulla "Repubblica" ha scritto: "La Sindone era un punto di contatto visibile con il mondo della fede, che visibile non è, un segno che era quasi una realtà".


Riusciamo a comprendere l'assurdità di queste posizioni?
La Bibbia insegna che la fede, la VERA fede, non può essere fondata su simboli, su segni, su immagini, su simulacri. Se gli uomini hanno bisogno di una sindone che aiuti le loro CREDENZE, QUELLA CHE HANNO NON È FEDE!

Nel Nuovo Testamento stà scritto:
" ... affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell'oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo: il quale, benché non l'abbiate veduto, voi amate; nel quale credendo, benché ora non lo vediate, voi gioite di un'allegrezza ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza della anime". (1Pietro 1:7-9).

Se davanti agli occhi c'è una sindone, nel cuore NON PUÒ ESSERCI FEDE.
Stà scritto: ".....poiché camminiamo per fede e non per visione" (2Corinzi 5:7).

Se davanti agli occhi c'è una sindone, nel cuore NON PUÒ ESSERCI FEDE.
Stà scritto: "Abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono" (2Corinzi 4:18).

Se davanti agli occhi c'è una sindone, nel cuore NON PUÒ ESSERCI FEDE.
Stà scritto: "Noi siamo stati salvati in isperanza. Ora, la speranza di quello che si vede, non è speranza" (Romani 8:24).

Se davanti agli occhi c'è una sindone, NEL CUORE NON PUÒ ESSERCI FEDE.
Stà scritto: "La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono" (Ebrei 11:11).

Se davanti agli occhi c'è una sindone, NEL CUORE NON PUÒ ESSERCI FEDE.
Stà scritto: "Or Toma, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. Gli altri discepoli dunque gli dissero: Abbiamo veduto il Signore! Ma egli disse loro: Se io non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò. E otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Toma era con loro. Venne Gesù, a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: Pace a voi! Poi disse a Toma: Porgi qua il dito, e vedi le mie mani; e porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente. Toma gli rispose e disse: Signor mio e Dio mio! Gesù gli disse: Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno veduto, e hanno creduto!" (Giovanni 20:24-29).

Gesù dice a Tommaso che LA FEDE PRENDERÀ IL POSTO DELLA VISTA; CHE LE VERITÀ SPIRITUALI NON DOVRANNO ESSERE CONTROLLATE CON GLI OCCHI UMANI.

La Sindone, pur essendo un "falso" riconosciuto scientificamente, continuerà ad essere oggetto di venerazione, adorazione e culto.

MA SE DAVANTI AGLI OCCHI C'E' UNA SINDONE, NEL CUORE NON PUÒ ESSERCI FEDE!

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati