Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio
NOTA: Per correttezza avvertiamo che il sottostante articolo non ha alcun fine polemico. Esso è frutto di una indagine storica in risposta ad una domanda postaci a riguardo.

Acqua ... "santa"

Presso l'ingresso di tutti i templi cattolici si trovano vaschette che contengono dell'acqua, nelle quali i devoti usano intingervi le dita, per poi farsi il segno della croce. Tale acqua è detta "santa" o "benedetta", resa tale dal prete e ritenuta dotata, per questo, di virtù meravigliose.

Infatti, c'è chi ne conserva in casa un'ampolla come protezione contro il fulmine, contro le epidemie e contro le tentazioni del diavolo. Il prete se ne serve per aspergere il popolo, per guarire gli ossessi e per benedire le case, i talami, i cimiteri, i campi e gli animali e perfino le automobili!
Recentemente abbiamo visto un allenatore di calcio che, furtivamente, versava in terra simile acqua, per accattivare un esito positivo alla sua squadra ... ma invano!

L'uso dell'acqua, cosiddetta "santa", è di origine prettamente pagana e anticamente si trovava appunto all'ingresso degli edifici pubblici e delle case private, onde permettere a chi entrava di compiere le purificazioni richieste dal rispetto dovuto al luogo.

Nel IV secolo dopo Cristo, i pagani furono costretti ad entrare in massa nella chiesa dominata dal Cesaropapismo, cioè dall'autorità dell'imperatore, e si trascinarono dietro, tra le tante altre loro usanze, anche la superstiziosa pratica dell'acqua alla quale si attribuiva virtù "purificatrice". Infatti risale a quell'epoca l'uso di dotare gli ingressi dei luoghi di culto, di vaschette contenenti l'acqua in oggetto.

Si iniziò dapprima a considerare quest'acqua come simbolo di purificazione spirituale. Poi si cominciò a guardarla con particolare rispetto e ad impartirle una "benedizione", per giungere poi al secolo IX, quando papa Alessandro I emise un decreto con il quale si prescrive la venerazione e i vari usi dell'acqua benedetta, mista a un po' di sale.

Cosa dice il Vangelo riguardo l'uso dell'acqua, cosiddetta "benedetta" di origine e uso chiaramente pagana?

Non solo il Vangelo non autorizza simile pratica superstiziosa, ma la condanna recisamente, perché essa, prima di tutto, nuoce alla vera santificazione.
Nel Vangelo di Marco, capitolo 7, nei versetti 7 e 8 è detto:

"I Farisei e gli Scribi gli domandarono: Perché i tuoi discepoli non seguono la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure? Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com'è scritto: questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini".

In secondo luogo, nuoce allo sviluppo della vera etica cristiana.
L'apostolo Paolo scrivendo ai cristiani della Galazia (6:15), dice:

"Poiché tanto la circoncisione che l'incirconcisione non sono nulla; quello che importa è l'essere una nuova creatura."

In altre parole l'apostolo qui afferma che non sarà mai un'opera esteriore, alla quale si attribuiscono poteri speciali, a purificarci spiritualmente.

Infine, in terzo luogo, l'uso dell'acqua cosiddetta "santa" o "benedetta" è inutile per la salvezza dell'anima.
L'apostolo Paolo insegnava ai cristiani della città di Filippi (3:2-3), dicendo:

"I veri adoratori siamo noi, che offriamo il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio e non ci confidiamo nelle opere della carne".

Si convinca, dunque, ogni buon cattolico che l'uso dell'acqua, definita "benedetta", non solo non è tale, ma non ha neppure tutte le virtù che le si attribuiscono.

Il Cristiano, quello vero, non ha bisogno di cose materiali e magiche per la propria purificazione, perché possiede lo Spirito del Signore nel proprio cuore, ed è questo Santo Spirito che lo purifica, lo benedice e lo protegge.

Chiesa di Cristo - Ferrara © , Diritti Riservati