Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Agnese

All'inizio del IV secolo, imperversò la feroce persecuzione di Diocleziano.
Il prefetto di Roma, Sinfronio, nei numerosi processi contro i cristiani, nemici degli déi, si trova ora a dover giudicare una nobile ragazza di dodici anni. Si chiama Agnese.

La lusinga con promesse. Inutilmente.
La invita a sacrificare a Vesta, déa romana della fecondità. Inutilmente.

La minaccia di morte, per farla recedere dal suo smisurato amore per Cristo. Ma Agnese è irremovibile nel suo proposito: è innamorata solo di Gesù.
Continua a rispondere: "Sono cristiana. Gesù è l'unico mio Signore. Lui solo mi avrà!"

Purtroppo il prefetto Sinfronio non può far altro che emettere la condanna a morte.

Agnese prega. Quindi china la testa sotto la spada.

Vergine e martire suggella per sempre il suo patto di amore. Le sue labbra, bellissime anche nel bacio della morte, sembrano sussurrare:
"Gesù! Ti ho tanto cercato e ora contemplo il tuo volto. Ti ho tanto desiderato, e ora sei mio. Ti ho amato senza misura: ora in cielo sono tua per sempre!"


LA VITTORIA DELLA CROCE

Eusebio di Cesarea nella sua "storia" racconta:
"Mentre l'imperatore Costantino pregava, perché il Dio dei cristiani lo aiutasse nella battaglia contro Massenzio, al Ponte Milvio di Roma, il 28 ottobre 312, gli apparve un segno divino affatto incredibile, se non me l'avesse confermato l'imperatore stesso, con giuramento.
Verso l'ora del mezzogiorno, quando il sole incominciava il suo declino, egli vide con i propri occhi, su in cielo, sopra il sole, il segno vittorioso della Croce, fatto di luce, e sotto, le parole: "Con questo segno vincerai!".
Lo stupore s'impadronì di lui e di tutta la sua armata.

Ottenuta così la vittoria, Costantino emanò il seguente editto per la libertà di religiosa:
"A noi piace rimuovere le prescrizioni contro i cristiani, odiose e aliene dalla nostra clemenza. Perciò quanti vogliono seguire la religione di Cristo, attendano pure a farlo con ogni libertà e franchezza, senza più alcuna inquietudine e molestia. Diamo quindi assoluta e libera facoltà ai cristiani di praticare la loro religione. I luoghi di culto requisiti, siano restituiti gratuitamente ai cristiani.
Da ciò avvenga che il favore divino a nostro riguardo, che abbiamo già sperimentato, perseveri prosperamente in ogni tempo!"

(EUSEBIO, "Vita di Costantino", 1,28 s.; Storia ecclesiastica, 10, 5).

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