Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Le ali della colomba

Dal Salmo 55:

"Porgi orecchio alla mia preghiera, o Dio, e non rifiutare di udire la mia supplicazione.
Attendi a me, e rispondimi; io non ho requie nel mio lamento, e gemo, per la voce del nemico, per l'oppressione dell'empio; poiché mi gettano addosso delle iniquità e mi perseguitano con furore.
Il mio cuore spasima dentro di me e spaventi mortali mi sono caduti addosso.
Paura e tremito mi hanno assalito, e il terrore mi ha sopraffatto; onde ho detto: Oh, avessi io delle ali come la colomba! Ecco me ne fuggirei lontano, andrei a dimorare nel deserto; mi affretterei a ripararmi dal vento impetuoso e dalla tempesta.
Quanto a me: io griderò a Dio e l'Eterno mi salverà.
La sera, la mattina e sul mezzodì mi lamenterò e gemerò, ed egli udrà la mia voce. Egli darà pace all'anima mia, riscuotendola dall'assalto che mi è dato, perché sono in molti contro di me."
"GETTA SULL'ETERNO IL TUO PESO ED EGLI TI SOSTERRÀ!"


La preghiera del salmista rivela una sofferenza, ma si tratta prima di tutto di una sofferenza morale.
Egli è vittima di ingiustizie e di soprusi da parte dei suoi amici.
C'è una sofferenza morale non meno penosa di quella fisica.
Quando l'animo è profondamente amareggiato, quando si scorgono "violenza e rissa" nella città, "iniquità e vessazioni" dentro le sue mura, allora si comprende l'invocazione del salmista:

"Oh avess'io delle ali come la colomba! Ecco, me ne fuggirci lontano".

Il sospiro del salmista è simile a quello di molti infermi.
Riuscire ad allontanarci da un mondo che ci rattrista e ci scoraggia: quale liberazione!

Non è sempre facile isolarci e non è neppure sicuro che l'allontanamento sia un bene per noi.
Può anche risolversi in un tentativo di sfuggire alle responsabilità che il Signore ci affida, come cristiani, nella nostra vita quotidiana.

L'evasione o la fuga sono quasi sempre impossibili quando si è sofferenti.
Le "ali della colomba" sono una bella espressione poetica e nulla più, anche se rivelano un profondo desiderio umano.

Ricordiamoci, tuttavia, che se non è possibile fuggire al riparo "dal vento impetuoso e dalla tempesta", è sempre possibile cercare l'aiuto del Signore nella preghiera.
Egli è il nostro rifugio nella tempesta.

Con robusta espressione il salmista dice: "Io griderò a Dio e l'Eterno mi salverà".

La preghiera non è una evasione dal mondo, è invece il segno della nostra comunione con Dio, in ogni circostanza della nostra vita. Gesù ha detto:

"VEGLIATE, PREGANDO IN OGNI TEMPO!"
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