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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

Un banchetto nuziale

Giovanni 2:1-12:

"Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù. E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze.
E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non hanno più vino.
E Gesù le disse: Che v'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta.
Sua madre disse ai servitori: Fate tutto quello che vi dirà.
Or c'erano quivi sei pile di pietra, destinate alla purificazione dei Giudei, le quali contenevano ciascuna due o tre misure. Gesù disse loro: Riempite d'acqua le pile. Ed essi le empirono fino all'orlo. Poi disse loro: Ora attingete, e portatene al maestro di tavola. Ed essi gliene portarono.
E quando il maestro di tavola ebbe assaggiata l'acqua ch'era diventata vino (or egli non sapeva donde venisse, ma ben lo sapevano i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto largamente, il meno buono; tu, invece, hai serbato il vino buono fino ad ora.
Gesù fece questo primo dei suoi miracoli in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria; e i suoi discepoli credettero in lui".

Cronologicamente, il primo miracolo compiuto da Gesù è quello in occasione di una festa di nozze in Cana di Galilea, al quale Egli era stato invitato con Maria, sua madre, e con i suoi primi discepoli.
È un miracolo il cui racconto ci è stato tramandato da uno solo degli evangelisti, Giovanni. Ed è anche un miracolo che ha delle motivazioni diverse da quelle che riscontriamo negli altri di cui gli Evangeli ci hanno tramandato la narrazione.
Qui non si tratta di guarire degli infermi, di cacciare dei demoni, di placare una tempesta, ma semplicemente di togliere dall'imbarazzo due sposi ed il maestro di casa in occasione di una festa nuziale.
Si trattava di una di quelle feste che, secondo la tradizione giudaica, potevano durare anche sette giorni durante i quali parenti ed amici andavano e venivano per dimostrare la loro partecipazione alla gioia degli sposi. Nessuna meraviglia quindi che, ad un certo momento, il vino sia venuto a mancare e che Gesù compia il miracolo facendo riempire d'acqua ben sei pile di pietra le quali contenevano due o tre metrete, cioè circa un ettolitro.

In questo primo miracolo, anche se di natura diversa dagli altri, già affiorano alcune caratteristiche che ritroveremo costantemente in tutti i miracoli di cui gli Evangeli ci hanno tramandato la narrazione.

Innanzitutto il miracolo avviene in risposta ad una richiesta. Narra l'Evangelo: "E venuto a mancare il vino la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino"." (Giovanni 2:3). La risposta di Gesù: "Che vi è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora venuta" (Giovanni 2:4), avrebbe dovuto scoraggiare Maria e farla desistere dalla sua richiesta. Invece essa dice ai servitori: "Fate tutto quello che vi dirà." (Giovanni 2:5). Il che testimonia della sua fede senza incertezze, e questa fede senza incertezze riceve il suo esaudimento.
E anche questo miracolo è compiuto nel segreto: Gesù non compie nessun gesto, non pronuncia neppure una parola, ed il vino, migliore di quello che era stato servito sino ad allora, viene accolto dagli invitati come un dono generoso dello sposo.

UNA POTENZA CHE TRASFORMA

E il miracolo compiuto alle nozze di Cana ci dice, fin dall'inizio del suo ministerio, che Gesù non è un asceta che si separa dal mondo, ma il Figliuol di Dio che interviene nella vita degli uomini con la sua potenza trasformatrice.
Ci dice, questo miracolo, che Colui Ci dice, questo miracolo, che Colui che trasformò l'acqua in vino, può mutare molte cose e che Egli può operare radicali trasformazioni perché il poi sia migliore del prima.

Per questo, dal miracolo compiuto da Gesù in Cana di Galilea, viene sino a noi un annuncio di speranza.

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