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Barnaba

La vita moderna molto spesso crea delle barriere tra gli esseri umani.
Queste barriere, e il conseguente isolamento che sempre vi si accompagna, creano problemi alle chiese come anche alle altre comunità e gruppi sociali. Molti programmi sono stati varati per attenuare la gravità del problema.
Siano benvenuti i comitati, le riunioni in cui ci si sforza di sperimentare la comunione fraterna e tutte le altre attività volte alla specifica edificazione delle nuove generazioni, ma spesso tutto fallisce e non si riesce a superare le difficoltà. È a volte possibile partecipare alle attività della chiesa con un sorriso forzato sulle labbra e con un doloroso vuoto nel cuore.
I credenti hanno a volte bisogno di qualcosa di più personale ed intimo come espressione di una profonda comunione fraterna.

Le caratteristiche di Barnaba, così come sono riportate nel libro degli Atti degli Apostoli, possono ben servire come guida per quei credenti che desiderano disporsi davanti al Signore e ricevere grazia per essere d'aiuto e di incoraggiamento per quanti sono nel dolore e nell'afflizione.

Barnaba viene citato per la prima volta in Atti 4:36, dove la Bibbia dichiara che il suo nome originario era Giuseppe.
Gli apostoli, invece, gli avevano dato il soprannome di Barnaba, che significa: "Figliuol di consolazione"; oppure reso in termini moderni, "Figliuolo d'incoraggiamento".

Il resoconto della sua vita, che si può rintracciare nelle pagine del Nuovo Testamento, dimostra che il soprannome attribuitogli dai fratelli era veramente indicativo del suo carattere.
Gli eventi che seguono questa prima citazione rivelano, infatti, che la priorità della sua vita era quella di incoraggiare il Corpo di Cristo nel suo insieme, come anche i credenti, individualmente.
Insieme, tutti questi episodi, costituiscono un modello utile ai cristiani, anche nei tempi difficili in cui viviamo.

Barnaba era generoso senza alcun vanto.

L'episodio della vendita della sua proprietà, con i profitti donati alla chiesa di Gerusalemme, si colloca in netto contrasto con quella di Ananìa e Saffìra. Quest'ultimi desideravano la stima per la loro generosità senza però essere disposti a pagarne il prezzo.

L'impegno con persone che hanno profonde ferite interiori, sia all'interno della chiesa che altrove, può a volte coinvolgere anche finanziariamente chi si dispone ad aiutarle.
L'apostolo Giacomo pone la questione in questi termini: "Se un fratello e una sorella sono nudi e mancanti del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: Andatevene in pace, scaldatevi e satollatevi, ma non date loro le cose necessarie al corpo, che giova?" (Giacomo 2:15-16).

Barnaba godeva della fiducia e del rispetto della sua chiesa.

Quando il nuovo convertito Saulo tentò di unirsi alla comunità di Gerusalemme venne accolto con scetticismo e sospetto.
In altri termini, i cristiani di Gerusalemme, conoscendo Saulo, pensavano che la sua conversione fosse nient'altro che un astuto tranello. Fu necessario allora l'opportuno incoraggiamento di Barnaba per inserire il futuro apostolo in un ministerio molto utile per la chiesa.
A volte chi può conoscere il potenziale esistente nella vita di molti credenti, che potrebbe rivelarsi di grande benedizione per la comunità, quando per scoprirlo e valutarlo si ha la grazia di avere a disposizione un ministerio come quello di Barnaba?
Il ministerio di "incoraggiamento" di Barnaba era adatto ai bisogni della chiesa.

Quando a Gerusalemme gli apostoli notarono che la nascente chiesa di Antiochia aveva bisogno di aiuto, inviarono Barnaba perché sostenesse i nuovi credenti nella fede. In Atti 11:23 leggiamo: "Ed esso (Barnaba), giunto là e veduta la grazia di Dio, si rallegrò, e li esortò tutti ad attenersi al Signore con fermo proponimento di cuore".
Il ministerio di Barnaba colmò un vitale bisogno nella comunità di Antiochia. Non era un egoista. Riconoscendo che i ministeri si completano a vicenda, viaggiò verso Tarso e portò con sé Paolo ad Antiochia per integrare il suo ministerio.

Come all'epoca del Nuovo Testamento, un generoso spirito di incoraggiamento oggi può coinvolgere credenti con doni differenti con l'unico scopo di edificare la chiesa tutta e i credenti individualmente.

Il ministerio di Barnaba era coerente e incoraggiante.

Non era come la luce abbagliante di una meteora di entusiasmo che subito scompare. Il libro degli Atti ripetutamente si riferisce al suo ministerio di incoraggiamento che fu di grande benedizione per la chiesa per un periodo di almeno 20 anni.
Il suo carattere era molto stabile ed equilibrato. Egli insieme a Paolo vengono ricordati con affetto dagli apostoli a Gerusalemme, come i "nostri cari Barnaba e Paolo, i quali hanno esposto la propria vita per il nome del Signor nostro Gesù Cristo".

Una coerente e ampia fedeltà nel servire Dio fornisce un esempio per altri cristiani, che non è possibile dimenticare. D'altro canto, invece, ministeri che rapidamente esauriscono la propria funzione e terminano nell'inattività tendono di solito a scoraggiare i credenti.

Barnaba dimostrò il suo ministerio di incoraggiamento dando a Giovanni Marco una seconda possibilità.

In Atti 15 leggiamo di Paolo e Barnaba che programmano un altro viaggio missionario.
La Scrittura ci dice che: "Barnaba voleva prendere con loro anche Giovanni, detto Marco. Ma Paolo giudicava che non dovessero prendere a compagno colui che si era separato da loro fin dalla Panfilia, e che non era andato con loro all'opera" (Atti 15:37-38).

La contesa fù così forte che si divisero in due gruppi e Barnaba prese Giovanni Marco con sé.

Quindici anni dopo Paolo aveva cambiato opinione su Giovanni Marco. Egli allora scrisse a Timoteo dalla sua prigione in Roma: "Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, poich'egli mi è molto utile per il ministerio" (2Timoteo 4:11).

In queste frasi vi è un buon messaggio per coloro che desiderano essere d'incoraggiamento, anziché animati sempre da uno spirito critico. Che ognuno di noi sia il primo a sostenere piuttosto che a censurare quanti, nel sincero ed onesto sforzo di servire il Signore, commettono degli errori.

Un tipo di ministerio come quello di Barnaba è a disposizione di quanti posseggono il senso della compassione e della partecipazione al dolore di tanti si trovano ad affrontare la malattia e la sofferenza.

Nella nostra società sembra progressivamente aumentare il numero delle persone che soffrono e portano con sé profonde ferite interiori. Alcuni soffrono fisicamente, altri a causa di lutti o di dolori dovuti a rapporti infranti. Hanno solo bisogno di qualcuno che li ami come si amano coloro che hanno sperimentato la grazia salvifica del Signore Gesù Cristo.

Vi è ampio spazio per ministeri come quello di Barnaba, capaci d'incoraggiare e sostenere coloro che soffrono a causa delle conseguenze del peccato.

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