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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

La beatitudine nel linguaggio biblico

Le cosiddette "beatitudini" che introducono la predicazione pubblica del Maestro divino e che, nella prospettiva dell'annuncio del veniente Regno di Dio, proclamano in maniera stupefacente e sconcertante la fonte della felicità vera e duratura, NON SONO LE SOLE contenute nella Sacra Scrittura.
Essa ne contiene molte altre anche se quelle contenute nel "sermone del monte" debbono essere considerate le beatitudini per eccellenza.

L'uso di dare forza a delle proclamazioni di particolare importanza facendole precedere dalla dichiarazione "beati..." si trova frequentemente già nell'Antico Testamento ed in particolare nel Libro dei Salmi ed in quello dei Proverbi.
Vi sono però altre beatitudini negli stessi Vangeli, come possiamo trovarne nelle epistole e nel libro dell'Apocalisse.


Salmo 1:

"BEATO L'UOMO CHE NON CAMMINA SECONDO IL CONSIGLIO DEGLI EMPI"

Abbiamo già ricordato che il primo discorso pubblico di Gesù si apre con la parola "beati ...".
Anche i Salmi si aprono con questa stessa proclamazione.
Vogliamo rileggerlo insieme questo primo inno del Salterio?

"Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori, né si siede sul banco degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge dell'Eterno e su quella legge medita giorno e notte.
Egli sarà come un albero fruttifero piantato presso a rivi d'acqua il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e la cui fronda non appassisce. E tutto quello che fà prospererà.
Non così gli empi; anzi sono come pula che il vento porta via. Perciò gli empi non reggeranno dinanzi al giudizio; né i peccatori nella radunanza dei giusti. Poiché l'Eterno conosce la via dei giusti, ma la via degli empi conduce alla rovina".

"Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi". MA CHI SONO GLI EMPI?
Nel linguaggio biblico essi non sono degli uomini particolarmente malvagi, anzi possono apparire come degli uomini che vivono secondo gli schemi propri ad ogni tempo e secondo i canoni della morale comune.

Ma sono uomini che non fanno dipendere la loro vita dalla Parola di Dio, quindi dalla fede.
Essi la fanno dipendere dalle parole e dagli schemi degli uomini, quindi dagli interessi di ordine materiale.
"Camminare" secondo il consiglio degli empi significa, nel linguaggio biblico, "lasciarsi determinare" da coloro che non tengono in alcun conto la volontà di Dio.

Quale severo monito per noi che permettiamo tanto facilmente alle nostre opinioni, ai nostri atteggiamenti, ai nostri giudizi, al nostro agire di essere determinati da coloro nei quali ogni preoccupazione di ordine superiore è assente e la Parola di Dio è ignorata!

Costoro, dice il salmista, "sono come pula che il vento porta via". Cioè recano in sé stessi il germe della precarietà. Ma chi non cammina secondo il loro consiglio, cioè non si lascia condizionare dai loro schemi, è beato perché ha un sicuro punto di riferimento ed affonda le proprie radici in un suolo ricco di linfa vitale.
Il riferimento sicuro è la Parola di Dio; il suolo ricco di linfa vitale è la comunione con l'Eterno.

E chi della Parola di Dio si ciba giorno dopo giorno e ad essa fa costante riferimento, "sarà come un albero piantato presso dei rivi d'acqua, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e la cui fronda non appassisce".

Certo, è una immagine poetica. Ma essa esprime con straordinaria efficacia quella situazione di vita che è situazione di fede e dalla quale "il consiglio degli empi" cerca continuamente di distoglierci.

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