Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

I MARTIRI DI LIONE (Verso l'anno 177).

Vari dettagli concernenti la persecuzione dei primi cristiani di Gallia (Francia), ci sono stati conservati in una lettera che essi indirizzarono ai loro fratelli dell'Asia.

L'autore della lettera dice come, dopo essere vissuti a lungo in pace, furono improvvisamente perseguitati dalla popolazione pagana, la quale costrinse le autorità ad infierire contro di loro.
Fra tutti quelli che soffrirono, nessuno brillò maggiormente per fede, costanza e fermezza, di una giovane schiava, dal corpo debole e gracile di nome Blandina.

La sua padrona, anch'essa cristiana, che morì martire (ricordiamo che 'martire' significa "testimone"), tremava per lei, temendo che la sua fede potesse soccombere sotto il peso dei tormenti. Ma il Signore si tenne accanto alla sua giovane testimone, e manifestò in lei la Sua forza.

I carnefici provarono su di Blandina ogni genere di supplizio: la frusta, il cavalletto sul quale le membra venivano tese fino a slogarsi, la sedia rovente sulla quale i martiri venivano fatti sedere. La giovane sopportò tutto senza cedere, ripetendo soltanto: "Sono cristiana; noi non commettiamo alcun male".
Legata ad un palo nell'anfiteatro, fu data in balìa delle belve; ma queste, meno crudeli degli uomini, non la toccarono.
I carnefici pensavano che, essendo una debole donna ed una schiava, sarebbero riusciti a farle rinnegare la fede in Cristo; ma la giovane possedeva quella fede che rende vittoriosi del mondo.

La lettera già citata così continua:

"Blandina fu rivestita di una tale forza che quelli i quali la torturavano dal mattino alla sera, dovettero ammettere, sfiniti, che erano stati vinti. Erano stupiti, dopo aver provato su di lei tutte le torture, che potesse ancora vivere, pur avendo il corpo lacerato in ogni parte."

Blandina venne ricondotta in prigione. Qui un nuovo dolore l'attendeva: alcuni cristiani imprigionati, erano terrorizzati dal pensiero delle torture e avevano rinnegato il cristianesimo. Ma, d'altra parte non avevano guadagnato nulla: erano sempre prigionieri, accusati di altri crimini mai commessi.

La fine di Blandina era ormai vicina. Fu condotta per l'ultima volta davanti al giudice, insieme ad un giovane di 15 anni di nome Ponticus. Fu loro ordinato di "giurare" per gli Déi, ma rifiutarono di farlo con molta fermezza. Furono allora sottoposti a torture crudeli ed inimmaginabili!
Il giovane Ponticus, incoraggiato e sostenuto dalle preghiere e dalle esortazioni della sua sorella in Cristo, soccombette e si addormentò in Cristo.
A Blandina, rimasta sola, fu riservato l'ultimo giorno dei giochi. Poteva esser detto di lei, come disse Paolo disse di sé e degli altri apostoli:

"Io stimo che Dio ha messo in mostra noi, gli apostoli, ultimi fra tutti, come uomini condannati alla morte; poiché siamo diventati uno spettacolo al mondo ..." (1Corinzi 4:9).

Blandina fu dapprima frustata a sangue, poi subì di nuovo il terribile supplizio della sedia rovente. Infine fu messa in una rete e data in balìa di un toro selvaggio che la colpì con le corna facendola soffrire crudelmente. Da ultimo, un soldato fece cessare le sue sofferenze trafiggendola con una lancia.

La ricompensa di questi fedeli sarà grande nei cieli!
(Vangelo di Matteo 5:12).
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