Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Consolatori

Siamo chiamati ad avere un comportamento cristiano non per la nostra gloria, ma in vista di una testimonianza in mezzo agli uomini.

Durante la malattia, quando siamo accanto ad altre persone inferme come noi, possiamo avere l'occasione di parlare della nostra fede e della consolazione che da essa riceviamo.

Dopo avere affermato che Iddio ci consola in ogni nostra afflizione, l'apostolo Paolo aggiunge: "Affinché, mediante la consolazione onde noi stessi siamo da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione" (2Corinzi 1:4).

Il servizio cristiano della consolazione non è dato unicamente ai conduttori della chiesa; esso riguarda altresì ogni credente in Cristo, nella sua particolare situazione.
Chi ha conosciuto per esperienza la divina consolazione, troverà modo di consolare anche i suoi fratelli e li aiuterà a volgersi verso Cristo, il quale, mediante la potenza che opera in noi, "può fare infinitamente al di là di quello che domandiamo o pensiamo" (Efesini 3:20).

In questa testimonianza, il cristiano non sarà un parolaio, ma un umile messaggero dell'Evangelo di Cristo.
Consolatori nella misura in cui siamo stati consolati da Dio: ecco il compito che il Signore ci assegna.
Possiamo assolverlo con semplicità nelle corsie o nelle camere dell'ospedale, mentre leggiamo per conto nostro la Parola di Dio o ci intratteniamo con i vicini di letto sui problemi della vita e della sofferenza umana.

Siamo consolatori con la parola, ma anche nel modo in cui accettiamo la vita quotidiana con i suoi pesi e le sue incognite.
A questo riguardo è opportuno ricordare l'ordine di Gesù Cristo:

"Voi siete la luce del mondo ... Risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli" (Matteo 5:14-16).

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A questo punto notiamo la meravigliosa testimonianza del Salmista, che esclama:

"Io amo l'Eterno perché egli ha udito la mia voce e le mie supplicazioni. Poiché Egli ha inclinato verso me il suo orecchio, io lo invocherò per tutto il corso dei miei giorni. I legami della morte mi avevano circondato, le angosce del soggiorno dei morti mi avevano colto; io avevo incontrato distretta e cordoglio. Ma invocai il nome dell'Eterno: Deh, o Eterno, libera l'anima mia!

L'Eterno è pietoso e giusto, è il nostro Dio misericordioso. L'Eterno protegge i semplici; io ero ridotto in misero stato, Egli mi ha salvato.
Ritorna, anima mia, al tuo riposo, perché l'Eterno ti ha colmata di beni. Poiché tu hai liberata l'anima mia dalla morte, gli occhi miei da lacrime, i miei piedi da caduta.
Io camminerò nel cospetto dell'Eterno, sulla terra dei viventi.

Io ho creduto, perciò parlerò.
Ero grandemente afflitto. Dicevo nel mio smarrimento: ogni uomo è bugiardo. Che renderò io all'Eterno?
Tutti i suoi benefici sono sopra di me. Io prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome dell'Eterno."
(Dal Salmo 116).

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