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Cristo, Marx e i bambini

La figlia prediletta di Carlo Marx, Eleonor, riferisce:

"Il papà mi raccontava spesso la vita del povero falegname di Nazareth oppresso e ucciso dai ricchi e dai potenti. E aggiungeva che molte cose si possono perdonare al cristianesimo, perché ci ha insegnato ad amare i bambini".

Il barbuto ebreo di Treviri non poteva centrare meglio tale acquisizione fondamentale del Vangelo.

Se Cristo fosse un semplice uomo, non si saprebbe come spiegare tale scelta.

Non poteva certo attingere dal filosofo Platone, il quale sosteneva che bisogna lasciar morire i figli delle famiglie povere; né dal filosofo Aristotele, il quale insegnava che bisogna proibire per legge di allevare i piccoli sciancati.

A Roma, come ad Atene o a Sparta, l'uccisione dei bambini deboli non era solo permessa, ma imposta!

Ma vediamo se Gesù ha potuto andare a scuola dagli esseni.

Il razionalista Joseph-Ernest Renan, volendo ridurre Gesù al livello di un genio religioso, ha sentenziato che: "Il cristianesimo è un "essenismo" ben riuscito" (?).

Tale ipotesi di lavoro poteva essere affacciata fino al 1946, oggi non più.

Nel 1946 un beduino del Mar Morto, mentre cercava una pecora smarrita, ha trovato in una grotta delle anfore. Qumram (la localit�) è stata una scoperta sensazionale, perché in tali manoscritti si trovano le regole, la spiritualità, gli indirizzi ascetici dei monaci esseni.
Fra gli altri spunti c'è l'esclusione dei bambini dalla comunit� e lo sprezzante sussiego verso il mondo infantile.

Siamo agli antipodi rispetto a Cristo, che dice: "Lasciate che i piccoli vengano a me. E guai a chi li scandalizza. Sarebbe meglio per lui che si legasse una macina da mulino al collo e si gettasse nel mare".

Non � questo l'unico muro divisorio tra Gesù e il "maestro di giustizia" (Essenico), che alcuni critici frettolosi avevano identificato con lui.

A Qumram il "maestro di giustizia" predica l'amore verso i membri di una setta religiosa ellenistico-giudaica, diffusa tra il secolo 2� a.C. e il 1� d.C., i quali vivevano raccolti in comunità di tipo monastico: "i figli della luce" e l'odio contro i "figli delle tenebre".

Non era certo in sintonìa con il discorso della montagna, che recita: "Amate i vostri nemici".

Il rispetto del sabato, la purità legale, la distinzione tra cibi leciti e illeciti, erano praticati con scrupolosità ossessiva presso gli esseni.
Gli ebrei più osservanti non mangiavano un uovo che la gallina faceva di sabato.

A Qumram, in tal giorno, sembra che ci si astenesse persino dai bisogni corporali.

Siamo agli antipodi di Ges�, il quale ci informa che l'amore fraterno, il servizio dell'uomo, è più importante dell'osservanza del sabato.

In altri passi Cristo stigmatizza con sarcasmo chi fa problemi di cibi, che finiscono tutti nella fogna, mentre il primato và aggiudicato al cuore che, a seconda delle intenzioni, è una fabbrica che sforna prodotti buoni o cattivi. Dagli alimenti escono gli escrementi. Solo dall'interiorit� scaturisce il bene (e il male).
Il seguace di Cristo non si riconosce da nessun altro distintivo, che non sia l'amore.
Ma l'amore è il più libero e interiore dei sentimenti.

Con queste idee, Gesù di Nazareth a Qumram sarebbe stato scomunicato.
Le radici del Vangelo non affondano sul terreno degli esseni.

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