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Un Dio nascosto

"Non sò se esiste Dio".

I sondaggi dicono che oltre un miliardo di persone si dichiarano atee. Ma è proprio vero? Se uno muore di fame e l'altro mangia due polli, le statistiche dicono che hanno mangiato un pollo a testa. Le inchieste vanno sempre prese con un beneficio d'inventario.
Sentiamo che cosa dice un ateo che per di più è un bestemmiatore incallito.

Il protagonista è l'abbé Pierre, noto in tutto il mondo per le case dei senzatetto. È un prete francese, che ha rischiato la vita nella Resistenza contro i nazisti. Nel 1945 è eletto deputato di Parigi a furor di popolo. Dopo pochi mesi abbandona il parlamento, perché è un gran "pollaio di chiacchiere inconcludenti".
La gente muore di fame, i "clochards" dormono sulle panchine della stazione, molte famiglie non hanno neppure una stamberga.
Il prete deputato decide di fare il muratore per costruire gratis le case dei poveri. Il suo primo collaboratore è un ubriacone, che ha tentato il suicidio e non c'è riuscito.

L'abbé Pierre gli dice: "Non ho nulla per te, ma tu puoi dare tutto per i senzacasa". Il mancato suicida diventa il pilastro della organizzazione di carità.
Il progetto fiorisce non solo in Francia, ma a livello mondiale. Le case degli indigenti fioriscono come segno di una primavera d'amore.
L'abbé Pierre prova la felicità di dare la gioia a tante famiglie: la gioia di una casa propria, la soddisfazione di vivere nell'amore sereno.

Ma un sabato pomeriggio l'abbé ha una crisi di tristezza. È pronto un appartamento e pregusta la letizia di render contenta una famiglia, che vi trascorrerà la domenica. Ma purtroppo mancano le piastrelle del pavimento, e tutto si dovrà rimandare a lunedì, perché i negozi sono chiusi. Vedendo il volto malinconico dell'abbé Pierre, un suo collaboratore gli suggerisce un'idea: "Padre, c'è un vecchio muratore italiano che vende le piastrelle.
Ma è così ateo che appena vede un prete, vomita bestemmie come un vulcano in eruzione".
L'abbé Pierre replica: "Le bestemmie sono giaculatorie, se sono accompagnate da atti d'amore".

Infatti il muratore lo accoglie con un uragano di parolacce e gli racconta due esperienze di quartiere: "È crepato un padrone, che era peggio dei delinquenti, perché succhiava il sangue degli operai e buttava via i soldi al casinò. La famiglia ha fatto una ricca offerta alla parrocchia, e il parroco ne ha tracciato un panegirico come di un santo.
È morta una vecchietta, che per quarant'anni ha curato il marito paralitico. Il parroco ha fatto un funerale clandestino. Sembrava che si vergognasse di lei".

Dopo una mitragliata di sfoghi anticlericali, il muratore cambia volto, diventa dolce nella voce ed esclama: "Io non sò se Dio esiste. Ma se esiste, è quello che voi state facendo". E gli diede il materiale.

Questa dichiarazione del muratore blasfemo ha lo spessore di una definizione teologica.
Voleva dire: Dio è Amore. E dunque il lavoratore sedicente ateo viveva Dio, quando compiva il gesto d'amore di dare le piastrelle per la casa in costruzione. Naturalmente non volle un centesimo. Dio è gratuità d'amore.

Alla luce di questo episodio, molti atei sono squisiti credenti. E invece chi non ama non entrerà nemmeno nei loggioni del paradiso!

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