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I due scorpioni

Pietro Leopoldo, illuminato duca di Toscana nel Settecento, scherzosamente, diceva di non conoscere nessuna distinzione di classe tranne che le donne e gli uomini. Oggi l'uguaglianza totale ha cancellato il muro delle discriminazioni tra Adamo ed Eva. Rimane però una struttura divisoria: alcuni lavorano per la pace, altri per la guerra.
Non lavorano per la pace coloro che investono in armi omicide e suicide le risorse colossali, che Iddio aveva creato per la fame dei poveri.
I sapientoni della politica affermano che l'equilibrio del terrore e il miglior deterrente contro la guerra. Ma Napoleone osservava: "una volta che ci sono, i cannoni sparano da sé".
Neppure lavorano per la pace coloro che organizzano cortei pacifisti a senso unico. Sono i farisei del pacifismo e sotto la maschera della dolcezza nascondono il volto dell'odio.
Non contribuiscono alla pace coloro che nella vita quotidiana imitano le mosche invece che le api.
Le mosche si posano sulla sporcizia. Le api cercano la dolcezza dei fiori e succhiano la parte migliore per farne scarsissimo miele.

Invece gli uomini che somigliano alle mosche vanno sempre a cercare i difetti degli altri, denigrano il prossimo, diffondono le informazioni malevoli, insomma gettano un seme di odio nel mare dell'umanità.
I veri costruttori di pace sono i seguaci di san Francesco, che mettono amore dove c'è odio, concordia dove c'è discordia, sorriso dove c'è tensione. Essere tollerante su chi ti schiaccia i piedi: questa è la pace.
Ma non occorre raggiungere le vette della santità.

Quel ragazzotto che, la domenica pomeriggio, diserta la discoteca e và a far ridere i vecchi nella solitudine del ricovero; il giovanotto che condivide la lotta per guidare i drogati fuori dal tunnel della droga; i due coniugi medici, che si recano per tre mesi d'estate a sfacchinare gratis in un ospedale d'Africa; un politico onesto; un giudice giusto; un operaio capace e generoso: ecco l'esercito della salvezza, ecco il drappello della civiltà dell'amore. Infine chi capisce che è ottuso e criminale litigare per stare peggio.

Racconta una favola dell'Uganda: "In un fiasco mezzo pieno d'acqua due scorpioni si arrampicano per uscire; se si scontrano e fanno battibecco, cadono ambedue e annegano; se invece s'agganciano l'uno all'altro e lavorano in buona armonia, si salvano ed escono a vedere le stelle."
ANDIAMO A SCUOLA DAI DUE SCORPIONI!!!!!

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