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Elimelec

II paese natìo di Elimelec era Bethlehem di Giuda, una cittadina che sarebbe stata resa importante perché lì sarebbero nati il re Davide e il Re dei re (Luca 2:11).

È costruita su due colline di Giuda e vi si producono in prevalenza cereali. Per questa ragione Bethlehem è chiamata "la casa del pane". Ai tempi di Elimelec, però, quel luogo era diventato "la casa della carestia", motivo quest'ultimo che spinse quest'uomo e la sua famiglia ad emigrare.

Il nome "Elimelec" significa "Dio è il mio Re".
Un nome certamente non scelto a caso. In un tempo difficile come quello dei Giudici, quando "non c'era re in Israele" (Giudici 21:25), quando non si riconosceva nemmeno l'autorità Divina e "ognuno faceva quel che gli pareva meglio", una coppia di genitori stavano riconoscendo Yahweh come loro Re e vollero che il loro figlio fosse una testimonianza vivente della loro fede.
Mentre questo ragazzo cresceva e viveva fra un popolo che stava respingendo la sovranità di Dio, egli, con il suo nome, testimoniava della sua scelta.

In un altro momento difficile della storia d'Israele, quello della dominazione romana, Pilato disse ai Giudei, presentando Gesù:

"Ecco il vostro Re! Allora essi gridarono: Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare". (Giovanni 19:14-15).

È possibile che anche noi possiamo diventare degli "Elimelec", se Dio è veramente il nostro Re (Salmo 141:1), se il Suo regno è nei nostri cuori (Luca 17:21), se Dio ha il controllo di tutte le vicende della nostra vita.

La "fuga" dalla volontà di Dio.
A questa "carestia" c'era una spiegazione.

"Se vi conducete secondo le mie leggi, se osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica, io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti, e gli alberi della campagna daranno i loro frutti. La trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia ... e abiterete in sicurtà il vostro paese. Ma se non mi date ascolto e se non mettete in pratica tutti questi comandamenti ... La vostra forza si consumerà invano, poiché la vostra terra non darà i suoi prodotti ..." (Levitico 26:3,5,14,20).

Elimelec cercò di risolvere il problema trasferendosi in Moab, e in una zona particolarmente fertile. Lì avrebbe aspettato un tempo migliore per Israele prima di farvi ritorno. Non sono,le carestie a far vivere in povertà i figli di Dio! (1Re 17:4-9; Salmo 37:25). Ciò che fa vivere in povertà è il peccato (Apocalisse 3:17).

Come Elimelec, anche noi siamo propensi ad evitare i problemi, ma a volte Dio li permette perché impariamo ad avere fiducia in Lui e a conoscerLo meglio (Matteo 8:23-27).
Quante volte la storia di Elimelec diventa la nostra, quando pensiamo che "altrove" ci sia un Dio "più generoso".

Non è importante evitare i problemi, quanto domandarci se stiamo vivendo nella volontà di Dio.
Una biografia senza opere degne del ricordo.

La Scrittura ricorda Elimelec per il nome importante e per l'emigrazione verso Moab; di lui non è evidenziato altro. Certo, Dio annota tutto di tutti!

"Allora quelli che temono l'Eterno si sono parlati l'uno all'altro e l'Eterno è stato attento ed ha ascoltato: e un libro è stato scritto davanti a Lui, per conservare il ricordo di quelli che temono l'Eterno e rispettano il Suo nome" (Malachia 3:16).

La Bibbia ci presenta uomini che hanno dato seguito alla loro fede con le buone opere, uomini e donne che hanno lasciato delle tracce nel mondo, tracce che si riflettono nell'eternità (ricorda la donna che unse i piedi di Gesù, il ragazzo dei cinque pani d'orzo e i due pesci) ed altri che con superficialità hanno compiuto il loro cammino di fede.
Nel tempo dei Giudici sono notate opere di eroismo e di fede (Gedeone, Jefte), ma Elimelec non può essere ricordato per altro che per il suo nome.
Anche noi lasciamo delle tracce nella nostra famiglia, nella comunità cui apparteniamo, nella società.
Saremo ricordati nobili o ignobili? Noi desideriamo essere ricordati per l'assiduità alle riunioni, per l'onestà sociale, per opere di fede, di santità, per una vita dedicata ed impegnata per il Signore (2Corinzi 5:10).
Prendiamo esempio dagli uomini di Dio ed essere concreti nella nostra vita, essendo

"ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio" (Filippesi 1:11).
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