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I frutti della "prova"

È difficile dire con esattezza quali siano i frutti della prova. Iddio li conosce e, quanto a noi, dobbiamo chiedere al Signore che la prova non passi mai invano nella nostra esistenza.

La sofferenza è un'occasione che Dio ci dà di conoscerci intimamente e di pensare anche alle sofferenze altrui.

Ci sono tante sofferenze attorno a noi; ogni persona ha la propria pena e non è sempre facile "piangere con quelli che piangono" (Romani 12:15).

Tuttavia il tempo della prova suscita "simpatia" nel senso vero di questo termine. Molte persone, proprio nella loro infermità, hanno incontrato Dio o sono state visitate da Lui.
Quell'incontro è stato determinante per loro; hanno compreso che Egli è la grande realtà della vita, Colui che dà un senso alla loro fatica quotidiana, ed hanno cambiato mentalità, cioè si sono convertite al Signore.

Dopo la sua esperienza sulla via di Damasco, l'apostolo Paolo diceva di sé:

"Io rendo grazie a Colui che mi ha reso forte, a Cristo Gesù, nostro Signore dell'avermi egli reputato degno della sua fiducia, ponendo al ministerio me, che prima ero un bestemmiatore; ma misericordia mi è stata fatta, perché lo feci ignorantemente nella mia incredulità; e la grazia del Signor nostro è sovrabbondata con la fede e con l'amore che è in Cristo Gesù" (1Timoteo 1:12-14).

La via della prova può anche diventare la nostra via di Damasco.
Dio voglia che su quella via non ci ribelliamo, con animo presuntuoso.

Il frutto della prova appare soprattutto in una vita profonda, aperta verso Dio e verso gli uomini, per il servizio che il Signore ci affida.
"Noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento" (Romani 8:28).

Invochiamo la presenza del Signore nella nostra vita e con il Salmista (119), diciamogli:

"Tu hai fatto del bene al tuo servitore, o Eterno, secondo la tua parola.
Dammi buon senno e intelligenza, perché ho creduto nei tuoi comandamenti.
Prima che io fossi afflitto, andavo errando; ma ora osservo la tua parola.
Tu sei buono e fai del bene; insegnami i tuoi statuti.
Io osservo i tuoi precetti con tutto il cuore ... io mi diletto nella tua legge.
È stato un bene per me l'essere afflitto, ond'io imparassi i tuoi statuti".
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