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Giovanni Calvino

Giovanni Calvino nacque a Noyon (Francia) nel 1509. Subì molto l'influenza della madre anche se essa morì quando era ancora ragazzo. Suo padre nutriva grandi speranze su di lui, perché Giovanni si era rivelato straordinariamente intelligente.
Studiò all'Università di Parigi per intraprendere la carriera di avvocato, ma Dio aveva altri piani per la sua vita.
A 19 anni si legò d'amicizia con suo cugino Pierre Robert, detto l'Olivetano - colui che avrebbe poi completato la prima traduzione della Bibbia in francese - e questi gli parlò di una religione pura che lui stesso aveva sperimentato in Gesù Cristo, senza l'aiuto di religiosi, né l'ausilio di opere buone.

Calvino, giovane studente, che si ribellava ai professori di religione, si era dedicato a cercare diligentemente la luce di Dio per mezzo della Sua Parola.
Ma non fu che all'età di 25 anni che avvenne "l'improvvisa conversione", come egli stesso la definì. "Dio aveva piegato il mio orgoglio e aveva parlato alla mia coscienza. Avendo sperimentato la verità divina fui, da quel momento, infiammato da un forte desiderio di trarne tutto il beneficio possibile". E fu proprio così.

Non era ancora trascorso un anno che già aveva fama di istruttore della Parola di Dio. Ma venne in seguito dichiarato propagatore della "nuova idea" e dovette fuggire per salvarsi dalle persecuzioni.
Una volta fu costretto a uscire dalla finestra calandosi con una corda fatta di lenzuola, un'altra volta si finse un contadino. Si rifugiò prima a Strasburgo, poi a Basilea e quindi si stabilì a Ginevra.

La vita di Calvino si esprime nel simbolo che egli scelse per se stesso: "una mano e un cuore": un cuore sincero e devoto, una mano per esprimere il servizio a Dio.
Egli sentiva verso Dio un grande debito di riconoscenza per l'amore e la pazienza che gli aveva dimostrato dirigendo la sua vita sulla via della Vita. Con il simbolo scelto voleva significare la sua completa consacrazione e ubbidienza all'Altissimo, anche a costo di sacrifici.
Nel 1540 aveva scritto: "Io offro il mio cuore in sacrificio al mio Signore". Rimase fedele a questa dichiarazione fino alla fine della sua esistenza.

Calvino era conosciuto come uomo estremamente severo; esercitò la sua autorità nella Chiesa e nel Governo della città di Ginevra; eppure era di natura timida e modesta.

Benché fosse di salute cagionevole, era un lavoratore infaticabile e lasciava poco spazio per nutrirsi e per dormire. Per 25 anni egli organizzò e diresse, da Ginevra, un'opera universale.
Statista nato, come pure principe dei teologi, rimase sempre umile e dipendente dalla guida dello Spirito di Dio. Uomo di preghiera, la sua grande devozione non fu mai da meno dei talenti di cui Dio l'aveva dotato.

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