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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

La lampada

Luca 8:16-18

"Nessuno, accesa una lampada, la copre con un vaso o la mette sotto il letto; anzi la mette sul candeliere, perché chi entra veda la luce".

Una lampada accesa serve per illuminare.
Solitamente non ci si ferma a contemplare una lampada accesa. Nessuno, infatti, si sofferma a guardare una luce.

L'unico scopo di una lampada è illuminare tutto quello che le è vicino; mettere in evidenza e far vedere quello che, senza di lei, non sarebbe ben visibile.

Una luce ci permette di vedere i particolari di una persona, la bellezza di un ambiente, persino i pericoli da cui dobbiamo guardarci.
Essa, quindi, ha una 'umile' funzione: illuminare e, al tempo stesso, distogliere lo sguardo da sé.

In Numeri 8:2-3, troviamo le seguenti parole:

"Parla ad Aronne e digli: Quando collocherai le lampade, le sette lampade dovranno proiettare la luce sul davanti del candelabro. E Aaronne fece così; collocò le lampade in modo che facessero luce sul davanti del candelabro, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè".

Il candeliere metteva in evidenza tutto ciò che si trovava nel santuario e rischiarava il luogo santo.
Se fosse stato tenuto spento, sarebbe stato soltanto un bel soprammobile. Acceso, invece, avrebbe consentito di apprezzare la bellezza del santuario.

Il credente è come una lampada accesa, la cui testimonianza di vita deve mettere in evidenza la presenza di Dio.
Gesù ha detto:

"Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli" (Matteo 5:16).

La luce è evidenziata dalle buone opere: la correttezza, la bontà, la dolcezza, l'amore.
Una vita che manifesta tali virtù è l'opera per eccellenza, che testimonia della grandezza di Dio. L'apostolo Pietro diceva:

"Avendo una buona condotta fra i Gentili; affinché laddove sparlano di voi come di malfattori, essi, per le vostre buone opere che avranno osservate, glorifichino Iddio nel giorno che Egli li visiterà" (1Pietro2:12).

Quando visitiamo una pinacoteca, solitamente prima di giungere ad un capolavoro, si attraversa un corridoio oscuro, quindi ci si immette in una sala dove una luce mette in risalto quel quadro.

La nostra condotta cristiana e le nostre parole devono mettere in risalto Cristo, perché Egli sia glorificato ed accettato (Giovanni 3:26-30).

Non dobbiamo mai dimenticare che "siamo" soltanto una luce per testimoniare di Dio e del Suo Regno, che questa luce non è stata accesa per evidenziare i nostri personali pregi.
Come una lampada illumina l'ambiente familiare, così la luce della Grazia deve mettere in evidenza Cristo (Atti 14:10-15).

Una lampada deve essere mantenuta accesa.
Poiché la terra di Israele produceva abbondanza di olio (Giosué 24:13), tutti ne avevano a sufficienza anche per le lampade, che tenevano accese anche durante la notte.
In Proverbi 31:18, troviamo questa testimonianza:

"La donna virtuosa si accorge che il suo lavoro rende bene; la sua lucerna non si spegne la notte".

Dormire al buio era anzi un segno di estrema povertà:
"Nella tenda di convegno, fuori del velo che stà davanti alla testimonianza, Aronne e i suoi figliuoli lo prepareranno, perché le lampade ardano dalla sera al mattino davanti all'Eterno" (Esodo 27:21).
La luce che si spegne è perciò simbolo di maledizione.

A riguardo Giobbe (18:5-6) dice:

"Sì, la luce dell'empio si spegne, e la fiamma del suo fuoco non brilla. La luce si oscura nella sua tenda, e la lampada che gli stà sopra si spegne".

Chi aveva acceso una lucerna si aspettava che questa avesse illuminato la sua casa per tutto il tempo in cui c'era l'oscurità, perciò egli provvedeva a rabboccare il serbatoio della giusta quantità di combustibile.
È triste ritrovarsi improvvisamente al buio, ma lo è ancor di più quando dipende dalla nostra negligenza!

Nella parabola delle 10 vergini, viene fatto notare che:
"Le stolte, nel prendere le loro lampade, non avevano preso con sé dell'olio ... E dissero alle avvedute: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono" (Matteo 25:3-8).

Una lampada, per continuare a garantire la luce, ha bisogno di cura (Esodo 30:7) e per questo c'erano gli "smoccolatoi" (Esodo 25:38). Questi strumenti, simili a forbici, servivano per sistemare gli stoppini e tagliarne le parti bruciate. Infatti, quando lo stoppino era consumato, emanava nell'aria un olezzo maleodorante e la luminosità della lampada si riduceva.

Come cristiani non dobbiamo essere indulgenti verso "gli stoppini" bruciacchiati e maleodoranti del vecchio uomo, che anzi devono essere spuntati!
In Matteo 18:8-9, Gesù ha detto:

"Ora, se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di peccato, mozzali e gettali via da te; meglio è per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se l'occhio tuo ti è occasione di peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella geenna del fuoco".

In ogni caso la luce deve essere mantenuta accesa.
I discepoli, perciò, devono vigilare perché la luce che è in loro e che influenza quanti vivono nelle tenebre non sia oscurata in alcun modo!

Gesù in Luca 11:35, ci fa notare:

"Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre".

È triste vedere uomini di Dio, che un tempo hanno mostrato la luce della Grazia, emanare dapprima un cattivo odore e poi spegnersi!

Il Signore ci chiama ad ardere incessantemente fino al mattino, fino a quando diventi "giorno perfetto" e, fino a quel giorno, riverberare sugli uomini la luce dell'Evangelo. Gesù ha detto:

"I vostri fianchi siano cinti, e le vostre lampade accese" (Luca 12:35).

Il Signore aveva chiamato Israele ad essere la luce fra le genti (Isaia 42:6; 49:6), ma quella lampada non è stata da loro curata ed è stata spenta dall'infedeltà e dalla disubbidienza.
Dio, allora, ha voluto accendere altri strumenti per diffondere la Sua luce e lo ha fatto nei credenti e nella Sua Chiesa; infatti stà scritto: "Mentre avete la luce, credete nella luce affinché diventiate figliuoli di luce" (Giovanni 12:36).

La luce della Grazia si accende per mezzo della fede nell'Evangelo, che è la potenza di Dio, perciò chiunque ascolta la Parola e la riceve nel cuore è paragonato ad una lampada accesa, che irradia la luce nell'ambiente in cui si trova.

Anzi, quanto più grande è l'attenzione prestata all'Evangelo, tanto maggiore è la rivelazione concessa da Dio. Gesù ha detto: "Badate dunque come ascoltate: perché a chi ha sarà dato".

Chi riceve la Parola crescerà nella conoscenza della verità. Chi, di contro, la respinge, si troverà nelle tenebre più fitte, perché "a chi non ha, anche quello che pensa di avere gli sarà tolto".
Il Signore ci ha salvati per risplendere, e la luce di Dio si manifesta sempre praticamente (Salmo 18:28; Matteo 13:43).

Ricordiamo che la condotta cristiana, la coerenza di vita, l'integrità, la testimonianza di fedeltà sono per noi dimostrazioni della Grazia, ma per gli altri sono segnali di richiamo per venire alla salvezza. Una lampada accesa non passerà mai inosservata!

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