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Beati i mansueti
Fra i molti termini che l'uso comune ha svilito dando ad essi un significato deteriore, vi è
quello di "mansueto".
Per questo, anche la terza beatitudine "beati i mansueti perché essi erederanno la terra"
(Matteo 5:5), ha un suono strano che la fa relegare fra le proclamazioni destinate a non trovare pratica applicazione nella vita
di tutti i giorni.
Alla parola "mansueto", si usa annettere un'idea di debolezza, di rassegnazione passiva, di
ingenua tolleranza, di assenza di lotta per tutto quanto riteniamo giusto e buono.
"Mansueto", per l'uomo comune, è sinonimo di "antieroico", dimenticando che
mansueti furono un Ghandi, un Tolstoi, un Luther King; dimenticando soprattutto che Gesù stesso disse di sé:
"imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore" (Matteo 11:28).
La mansuetudine è una virtù cristiana che mantiene l'uomo calmo e sereno di fronte ad ogni
evento contrastante della vita. È prova di forza interiore, non di debolezza e di passività.
La mansuetudine è quella forza segreta che rinuncia a far valere se stessa, che non ricorre alla
costrizione per raggiungere i propri fini, che non cerca di cambiare il corso delle cose con la violenza, che non si
irrigidisce nei rapporti personali.
Di fronte alla tendenza fondamentale del nostro mondo e del nostro tempo di far valere il diritto nostro o
altrui con la violenza, la mansuetudine addita un atteggiamento che se può dare talvolta la sensazione del fallimento
è destinato invece alla vittoria finale.
Così, come la croce fu lo scacco apparente e temporaneo che Gesù accettò, ma che era preludio alla
vittoria della resurrezione.
La violenza, antitesi della mansuetudine, non genera mai gioia. Il violento non è mai un essere
felice. Uno scrittore contemporaneo diceva che: "la violenza è nulla in se stessa. Viene meno dinanzi allo spirito,
alla libertà, al diritto. Viene meno soprattutto davanti alla sofferenza per una causa di giustizia".
L'uomo, anche quando soffre per la violenza altrui, non dovrebbe liberarsi dall'oppressione della
violenza usando la stessa arma.
L'Evangelo ci insegna che solo la mansuetudine può essere assunta come correttivo efficace e
salutare.
L'uomo pensa poter possedere la terra con la forza. Il Vangelo ci ricorda che la forza destinata a
possedere la terra è la forza interiore che ha dalla sua parte non solo il domani eterno, ma anche il domani storico. Quel
domani che ci è stato promesso con l'annuncio del Regno.
Per questo la terza beatitudine è per noi e per il nostro tempo: "Beati i mansueti,
perché erederanno la terra".
E per noi e per il nostro tempo è l'esortazione accompagnata dalla promessa che giunge fino a noi attraverso il
canto del salmista che scrive:
"... non ti crucciare per colui che prospera nella sua via, per l'uomo che riesce nei suoi malvagi
disegni ... Cessa dall'ira e lascia lo sdegno ... Perché i malvagi saranno sterminati ... ma i mansueti erederanno
la terra e godranno abbondanza di pace" (Salmo 37:7-11).
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