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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

Non giudicate!

Gesù da a tutti un ottimo consiglio, dicendo:

"Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati" (Matteo 7:1-2).

Dio non vuole che ci ergiamo a giudici.
Dobbiamo distinguere fra il bene ed il male, ma non dobbiamo giudicare o pronunciare sugli altri i giudizi di Dio. Solo Lui lo può fare; Gesù ci proibisce di assumere il ruolo di giudice per due ragioni molto ovvie.

1) - NON CONOSCIAMO ABBASTANZA PER POTER GIUDICARE CON OBIETTIVITÀ.

Se non si conoscono tutti i fatti e se non si ha la capacità di analizzarli oggettivamente, non si possono pronunciare giudizi.
È molto facile trovarsi in una situazione compromettente e non essere in grado di fornire valide giustificazioni.

Facciamo un esempio.
Un uomo entra in un grande magazzino; cerca un quaderno che stia nella tasca della sua giacca. Senza pensarci, ne prende uno e se lo infila in tasca, per vedere se è delle giuste dimensioni.
Per fortuna non lo vede nessuno e così può rimettere il quaderno a posto senza problemi.
Ma supponete che qualcuno lo vede e, falsamente, lo accusa di voler rubare il quaderno. Come avrebbe potuto giustificarsi?

Se non conosciamo ogni dettaglio, non siamo in posizione tale da poter giudicare.

Un famoso rabbino ebreo, Hillel, disse: "Non giudicate nessun uomo se non siete nella sua stessa situazione".

2) - NON ABBIAM0 LE QUALITÀ NECESSARIE PER GIUDICARE.

Gesù ha portato l'esempio di un uomo che ha una trave nel suo occhio, eppure cerca di togliere il granellino di polvere dall'occhio del suo prossimo.
Quale diritto abbiamo di cercare le colpe degli altri?

Colui che è severo ed ingiusto nei suoi giudizi sugli altri, si pone in una situazione insostenibile.

Con la sua condotta irritante suscita rancore ed animosità e spinge gli altri a cercare le sue colpe.
Nessuno può lamentarsi di essere giudicato se è lui il primo a giudicare gli altri.

Se spargiamo "veleno", possiamo essere certi che riceveremo veleno. Non sediamoci quindi in giudizio; solo Dio è il Giudice!

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