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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

"Non temete coloro che possono uccidere il corpo" (Matteo 10:28)

Tutti gli uomini temono. Con questa differenza: che chi ha la Fede teme soltanto Iddio, e chi non ha la Fede teme il destino, la cattiva stella e la iettatura, le fattucchiere e le chiromanti, il numero "17" e un gatto nero che traversa la strada ... .

Chi teme Dio teme per riverenza filiale, ma chi teme il fato teme per istinto animale. Chi teme Iddio vive nella speranza, ma chi teme la sorte vive nell'incubo. Temere Iddio è saggezza, temere il malocchio è ignoranza. Il timor di Dio è un timore virile, il timore degli uomini, delle ombre e delle cose è un timore infantile.
Tutti dicono di non avere paura di nulla e di nessuno; tutti si mostrano sicuri di sé e si dichiarano tranquilli e imperturbabili; ma solo chi ha Fede e vive con Dio non ha paura.
Chi vive senza Dio si sente intimamente e profondamente solo, e l'uomo solo ha paura. Perché anche a cinquanta o a sessanta anni l'uomo è un bimbo bisognoso di tutto, in balìa di forze immani e sconosciute; un bimbo che ha sempre bisogno di un Padre da invocare tacitamente, nel segreto dell'anima sua.

Lettrice, Lettore:
Se non hai Fede devi temere; temere per la vita che diventa l'unico bene, temere per la salute, temere per il pane e temere per la casa. Temi per il "posto" di lavoro, e perciò hai paura di chi è al disopra; temi la concorrenza, e perciò hai paura di chi è a fianco. Temi per te e temi per i tuoi: per il presente e per l'avvenire.
Ti fa paura la stagione e l'epoca, la politica e l'economia, la vecchiaia che avanza e il cancro che si diffonde ... . Ti sembra che il cerchio si stringa sempre più intorno a te; che l'assedio delle contrarietà, dei mali, delle sventure si faccia sempre più minaccioso.
Ti sembra di essere come un topo in soffitta, fra gli artigli della sorte che si prende gioco di te fino a quando essa, stanca di divertirsi, non ti divora. Il pensiero che tutto quello che credi e che ami è sospeso al filo del destino, contro il quale non puoi lottare, dal quale non ti puoi difendere, ecco ciò che ti opprime.

Tutto ti fa paura. Perciò ti carichi di cautele, controlli il cuore, la pressione; paghi le polizze di assicurazione; sei conformista per salvare la greppia e fai l'arrivista per la carriera.
Prigionieri della paura, gli uomini tormentano se stessi e gli altri fino alla ferocia e alla pazzia; e oggi, quantunque più potenti, sono tuttavia più paurosi. Perché la forza materiale è un coltello a due tagli: può salvarci come può perderci.
La Fede invece, che è la forza dello spirito, ci salva sempre. Non c'è proiettile che possa colpirla, né barriera che possa arrestarla, neppure quella della morte.

Dove c'è Fede non c'è dunque paura: ti possono strappare il pane dalla bocca, ma non la verità dall´┐Żanima; ti possono togliere un posto in terra, ma non quello in cielo! Possono frodarti il salario quotidiano, ma non la mercede eterna; possono rubarti un capitale, ma non rapirti la Speranza. «Possono uccidere il tuo corpo ma non possono toccare la tua anima»; possono cioè strapparti l'abito, ma non possono afferrare te. Possono colpirti nel tempo, ma non raggiungerti nell'eternità.

Per questo Gesù ancora una volta vi ripete: "Non temete coloro che possono uccidere il corpo"!

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