Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

"Dio, se non lo vedo... non ci credo"!

Spesso si sente dire: "Non credo in Dio, perché non lo vedo!

Una mamma, che aspetta un bambino, non lo vede. Eppure lo sente così vivo che orienta tutta la sua vita verso di lui, prepara la culla, sogna già il futuro.

Il fatto che qualcosa non si veda non dimostra che non esiste. Solo, prova che si tratta di realtà invisibile.

Esiste una miriade di enti invisibili. Non si vede l'elettricità. Ma i suoi effetti sono innegabili.

Qualcuno ha chiesto allo scienziato Antonino Zichichi: "La scienza dimostra l'esistenza di Dio?".

Ecco la risposta molto equilibrata del fisico nucleare:
"La scienza opera nell'immanente, mentre Dio appartiene al trascendente. La scienza non potrà mai dimostrare che Dio esiste, o che non esiste. Ma la scienza è oggi l'unica prova che abbiamo per dire che la natura non è un libro scritto a caso da un pazzo. Le pare poco?".

Non è poco se persino un anticlericale come Giuseppe Garibaldi da massone osservante sottoscriveva la tesi del Grande Architetto dell'Universo.
Detestava il papa a motivo del Risorgimento scomunicato, ma amava Dio. Definiva Pio IX "un metro cubo di letame", ma scriveva: "Una fabbrica mi rivela l'Architetto. L'armonia dei mondi manifesta il grande Regolatore".

Il massone Garibaldi concordava in pieno con l'ispirato apostolo Paolo, il quale nel primo capitolo della lettera ai Romani scrive:

"L'ira di Dio si manifesta dal cielo contro l'empietà e l'ingiustizia degli uomini che tengono la verità prigioniera dell'iniquità, perché ciò che di Dio si può conoscere e palese in essi, avendoglielo Dio stesso manifestato".

L'universo è lo specchio visibile dell'invisibile Creatore.

Dice il poeta: "Ovunque il guardo io giro, immenso Dio ti vedo, nell'opre tue ti ammiro, ti riconosco in me".

Questi versi del Metastasio additano due strade di accesso alla fede: la grandiosità del mondo, la coscienza dell'uomo ("ti riconosco in me").

Gli occhi innocenti di un bambino, la maestà delle montagne, l'immensità del mare, la delicatezza di un fiore e mille altri fenomeni: ecco altrettante frecce segnaletiche della fede.

I grandi cervelli della filosofia (da Platone ad Aristotile, da Agostino a Tommaso d'Aquino) hanno così costruito la carta geografica per arrivare alla casa di Dio.

Recentemente dichiarava il compianto cantante Domenico Modugno: "Basta alzare lo sguardo al cielo la sera, e anche se ci sono le nuvole, che importa?"

Platone diceva di sentire le sfere celesti, quando camminava sulla spiaggia. Io dico che qualcosa c'è d'immenso e di misterioso. Il fatto che siamo qui a pensarci, a parlarne, è già una testimonianza".

Ma la grande scoperta non avviene, se l'uomo non rientra nella sua coscienza. Il silenzio della riflessione è il sentiero più diretto verso il Trascendente.

Perché cerchi lontano da te ciò che hai nel tuo cuore, nella tua esigenza di bontà, di perdono, di verità?

Dio stesso si definisce così: "Io sono colui che scruta i pensieri e gli affetti dell'anima" (Apocalisse 2:23).

Certo, la fede è un rischio, ma il rischio è come l'amore. Vale la pena di correre tale rischio.
È meglio amare sbagliando che non avere mai amato. "DIO È AMORE"!

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