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"AI PIEDI DEL MAESTRO"

Il nostro Maestro è Gesù!
E questa dichiarazione non viene dagli apostoli.
Essa viene direttamente da Cristo, che appunto disse: "UNO SOLO È IL VOSTRO MAESTRO". Lo disse ed ebbe il diritto di dirlo. I discepoli, che vissero con Lui, riconobbero che Egli era il Maestro per eccellenza: "Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

Anche noi, che siamo stati e siamo tuttora alla scuola del Vangelo, possiamo dire, parafrasando quanto Gesù disse di sé "Uno solo è il nostro Maestro": LUI!

Un nuovo comandamento

Gesù ha detto: "Vi dò un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri" (Giovanni 13:34).



La vicinanza evidenzia i difetti: la stella del cinema, truccata ed elegante, può far perdere la testa a molte persone.
Ma vista da vicino, senza la maschera dei cosmetici, si rivela ben diversa da come appare sugli schermi cinematografici o televisivi.

È facile innamorarsi di persone con cui si hanno solo contatti occasionali e casuali: l'oggetto del nostro desiderio si manifesta sempre sotto il suo aspetto migliore, e pensiamo: "Sarebbe meraviglioso avere sempre vicino una persona simile, così gentile, comprensiva ed affascinante".
Ma l'abbiamo sempre vista con l'abito della festa!

Il contatto quotidiano ci mostra invece i lati più nascosti, i difetti del carattere, le manìe e le debolezze.
Quando la luna di miele finisce e sono già state sussurrate tutte le paroline dolci, ritorniamo alla vita di tutti i giorni, ed ecco comparire i bigodini, le pantofole; il trucco seducente ed i vestiti alla moda sembrano così irreali ... .
Ovviamente la stessa constatazione vale anche per gli uomini.

L'amore vero non è quel disdegno pieno di condiscendenza con quale, una volta, una donna disse ai suoi famigliari: "Ho pregato il Signore di darmi la forza di sopportarvi per un altro giorno".

Non c'è bisogno di dire che la donna non vide mai esaudita la sua preghiera.

Il vero amore è quello di coloro che ci conoscono sotto il nostro aspetto peggiore e, ciononostante, continuano ad amarci!
Questo è vero in famiglia, al lavoro ed in qualsiasi altra relazione che richiede contatti fra le persone.

Non c'è bisogno di intelligenza per scoprire i difetti di chi lavora alla scrivania accanto alla nostra.
Spesso tendiamo a mettere insieme tutti i suoi difetti, a classificarlo come "incompetente" ed indulgiamo nel pensiero autogratificante: "Ti ringrazio, Signore, perché non sono come lui" (Luca 18:13).

Però spesso dimentichiamo che i sentimenti espressi verso gli altri giudicano noi anziché loro!

Il migliore esempio di quanto ciò sia vero è fornito da Dio stesso.

L'amore che Egli ha per noi ci parla più di Lui che di noi.
Dio non ci ama perché ne siamo degni, ma perché Lui lo è!

Nello stesso modo le osservazioni sarcastiche sul nostro prossimo non evidenziano i loro difetti , ma la nostra debolezza!

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