Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

Perché proprio a me Dio? (Ve lo siete mai chiesto?)

Non vi viene mai di gridare a Dio? Suppongo che molti di noi abbiamo, in un certo momento, desiderato gridare a Dio che ne avevamo ... abbastanza!
Il fatto che - in determinati periodi della nostra vita abbiamo dovuto sopportare la sofferenza per ovvi motivi. Questo fa parte della nostra umanità; fa parte cioè del fatto che noi esistiamo insieme in un mondo comune.
Noi non possiamo sfuggire all'influenza e alle azioni degli altri o alla tensione del mondo fisico ... Siamo tutti coinvolti nel gioco complesso dell'universo.
Noi ci influenziamo l'uno con l'altro, in tutto ciò che facciamo, e a nostra volta siamo influenzati dagli altri. Questo è il prezzo da pagare per la nostra natura umana.

La domanda è, ad ogni modo, come reagiamo di fronte a Dio quando passiamo per le esperienze dolorose? Suppongo che la prima reazione sia quella di chiedere "il perché", e questa è una domanda legittima.
Perché succedono certe cose? Perché c'è della gente che sembra sia destinata a soffrire?

Sfortunatamente esiste in molti ancora l'antico concetto ebraico che il giusto debba prosperare ed il malvagio debba soffrire in questa vita terrena, per il bene o il male fatto.
La quintessenza del libro di Giobbe è che il giusto soffre e che l'ingiusto prospera, contrariamente a quanto molti possano pensare. Perché? Non ce ne è data spiegazione.
A Giobbe non è stata data la spiegazione, rimane a riflettere sulla maestà di Dio in questo universo che egli (Giobbe) conosce molto poco.
Non credo ci sia qualcuno che possa dare una risposta soddisfacente al perché della sofferenza in questo mondo.
Qual è dunque una delle reazioni? Per alcuni è di gridare e maledire Dio, un po' come un accesso di collera di un bambino che si sfoga nell'incapacità di comprendere ciò che gli succede intorno. Ve lo siete mai chiesto?
Non credo che questa sia la reazione che il nostro Creatore si aspetti da noi.

Gli apostoli Paolo e Giacomo, ciascuno nel loro proprio modo, dicono che la sofferenza porta allo sviluppo del carattere del credente. Chi vuol sentire parlare di una maturità da venire quando non si riesce neppure a vedere fuori dal piccolo cerchio nel quale ci si trova?
La risposta alla sofferenza è la capacità individuale di uscirne fuori per mezzo dell'esperienza ed aiutarsi con la comprensione e l'amore.

Perché imprecare contro Dio? Permettete piuttosto che Dio vi aiuti a superare quell'esperienza.
Invece di schierarvi contro Dio, arrendetevi alla Sua volontà. Uno scrittore disse: "La cosa più importante ... non è quella di trovare una spiegazione; ma di trovare una vittoria". Dove trovare questa forza?

Cristo affrontò una simile situazione.
Sapeva che avrebbe dovuto passare attraverso la sofferenza prima della fine della Sua giovane vita. Sul Monte degli Ulivi Egli pregò: "Padre, se è possibile, allontana da me questo calice. Ma non la mia, ma la tua volontà sia fatta" (Luca 22:42).

Cristo vinse quindi la sofferenza sulla croce.

Troppo spesso ci ribelliamo alla volontà di Dio e questo ci porta solo ad una confusione spirituale ed alla frustrazione. Noi abbiamo la vittoria per mezzo della croce di Cristo; nella croce noi troviamo la forza di cui abbiamo bisogno per la nostra vita.

La via della sofferenza non è una strada facile da seguire, e dire il contrario è semplicemente ridicolo. Soltanto quando passiamo attraverso questa esperienza possiamo renderci conto che Dio è con noi.
Nel permettere a Dio di camminare con noi attraverso la sofferenza, abbiamo la vittoria e la nostra fede sarà fortificata.

Non imprecate contro Dio. Attraversate con Lui la valle del dolore.
Egli non vi lascerà soli a ... soffrire!

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