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Attualità cattoliche:
Pio IX e Giovanni Paolo II divergono sul dogma di Maria

Fu il Pontefice Pio IX a promulgare il dogma cattolico della "Immacolata Concezione" di Maria con la Bolla "Ineffabilis Deus", il giorno 8 Dicembre 1854.

Da allora la devozione alla Madonna si è sviluppata nella Chiesa Cattolica in modo impressionante con la moltiplicazione di statue, pitture, immagini e santini raffiguranti Maria, rivestita di sole, avente sul capo una corona di dodici stelle ed eretta sul globo terrestre, mentre schiaccia con i piedi il capo al serpente infernale.

In tal modo l'autorità suprema della Chiesa Cattolica ha applicato a Maria due passi biblici che con Maria hanno nulla a che fare:

1) - Il primo passo è quello di Genesi 3:15 e di esso presentiamo il vero significato con quanto ha scritto il Prof. Ernesto Comba:

"È il protoevangelo, la promessa fatta da Dio, subito dopo il fallo nell'Eden, che la discendenza della donna avrebbe trionfato un giorno sul male schiacciando il capo del serpente. Il ben noto sbaglio di traduzione, commesso dalla Vulgata Latina, la quale ha reso il pronome maschile ebraico ("esso", cioè "il seme") col femminile "ipsa" ("essa", cioè "la donna"), fece sì che si immaginò che qui fosse preannunziata la vittoria non della discendenza ("ipse", cioè "il seme") di Eva e del perfetto suo discendente, Cristo, bensì della donna ("ipsa", che sarebbe la Vergine Maria), sopra il male.
Codesto grosso errore di traduzione, il quale, se anche non fu in origine volontario e consapevole, è stato mantenuto volontariamente con la sua errata applicazione, ricevette l'infallibile (?) sanzione di Pio IX, quand'egli - nell'Enciclica stessa scrisse che "Maria ha schiacciato il capo del serpente col suo piede immacolato"." (Tratto da: "Cristianesimo e Cattolicesimo Romano", pag.268).

2) - Il secondo passo è desunto da Apocalisse 12:1-18, che inizia con la visione, avuta da Giovanni, della donna e del dragone (o serpente):

"Poi apparve un gran segno nel cielo: una donna rivestita del sole con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Ella era incinta e gridava nelle doglie tormentose del parto. E apparve un altro segno nel cielo; ed ecco un gran dragone rosso che aveva sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi ... E il dragone si fermò davanti alla donna che stava per partorire, affin di divorarne il figliuolo ... E la donna fuggì nel deserto ...".

La Chiesa Cattolica ha veduto in questa donna la madre di Gesù, Maria, mentre quella donna simboleggia la Chiesa (e non Maria), fondata da Cristo, che fa nascere Gesù nel cuore dei credenti e che perciò Satana, il nemico implacabile, la perseguita.

Nonostante che da secoli sia evidente la manipolazione cattolica dei due passi - allo scopo del suo culto idolatrico - tuttavia la sua autorità gerarchica non ha fatto cosa alcuna per insegnare la verità su quanto viene realmente detto dai due riferimenti biblici.

Ma il Papa Giovanni Paolo II, durante una delle tradizionali udienze generali, ha sentito la necessità di fare presente che la versione Latina (o Vulgata) del protoevangelo "che ha ispirato molte rappresentazioni della Immacolata che schiaccia il serpente sotto i piedi" non corrisponde al testo ebraico, nel quale - ha detto il Papa - "non è la donna, bensì la sua stirpe, il suo discendente a calpestare la testa del serpente.
Tale testo attribuisce quindi non a Maria, ma a suo Figlio, la vittoria su Satana".

Questa presa di posizione del Papa è importante non solo perché dà ragione a coloro che da più di un secolo e mezzo parlano e dimostrano il grosso errore cattolico, ma anche perché mette in dubbio la realtà dell'infallibilità papale (infatti ci fa chiedere: fu infallibile Pio IX o lo è Giovanni Paolo II, oppure nessuno dei due?), ed anche perché avrebbe consentito di dare un buon colpo di scure alla mariolatrìa cattolica con la demolizione di molte statue della Madonna, con la distruzione di un'infinità di santini e col costringere a rifare o a ritoccare molti quadri o pitture.

Ma il Papa non se l'è sentita di permettere tutto questo ed allora ha continuato il suo discorso col dare "un colpo alla botte ed uno al cerchio" dicendo cioè:

"Tuttavia, poiché la concezione biblica pone una profonda solidarietà tra il genitore e la sua discendenza, è coerente con il senso originale del passo la rappresentazione della Immacolata che schiaccia il serpente, non per virtù propria, ma per grazia del Figlio".

E questo mostra più che a sufficienza l'uso che la Chiesa Cattolica fa della Bibbia, Parola di Dio.

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