Rubriche mensili In questo mese... Vivere in Cristo Allo Specchio

La prova della storia

La prima pagina del Vangelo di Giovanni ci presenta uno scorcio potente.
Come al solito, il Vangelo con parole semplici ci enuncia realtà grandiose.
Ecco la frase semplice e potente: "Il Verbo era Dio".

Il Bambino della stalla, che non trova posto in un albergo, "in principio, era presso Dio, era Dio".

Esiste una montagna di prove, che è a favore della divinità di Cristo:

"l'attesa dei secoli" e la catena delle profezie;
"la raffica" dei suoi miracoli eccezionali e quasi clandestini;
la sua risurrezione dalla tomba di pietra;
"la forza dirompente" degli apostoli, che erano "conigli" e, nonostante lo scacco del Calvario, diventano "leoni";
la diffusione del cristianesimo in un ambiente perennemente ostile;
l'odio dei nemici e la fragilità dei cristiani e la nobiltà della sua dottrina d'amore.

Notiamo TRE punti essenziali:


Primo: l'etica dell'amore è riconosciuta sublime anche dai non credenti.

Il filosofo razionalista (non credente) Piero Martinetti demolisce frase per frase il Vangelo, ma poi scrive: "Occorre riconoscere in Gesù la più eminente delle personalità religiose, da cui anche oggi discende una forza spirituale nella storia".

Lo studioso razionalista Joseph-Ernest Renan giunge a sostenere che: "Quanto sarà tentato al di fuori della grande e pura tradizione biblica cristiana resterà, malgrado tutto, una teorìa sterile".

Un altro studioso, che nega persino l'esistenza storica di Cristo, riconosce che il suo messaggio è: "forza interiore che i secoli non hanno esaurito, il vino generoso che è sempre capace di inebriare, la legge suprema davanti alla quale tutto si è piegato".

Costoro, pur essendo eminenti storici non credenti, cadono in una contraddizione insolubile:
da una parte sostengono che Cristo è un semplice uomo (e quindi un truffatore, in quanto si presenta come Dio),
dall'altra asseriscono che il suo insegnamento è incomparabile per dignità, fecondità, universalità.

Secondo punto: La personalità di Gesù.

La personalità di Gesù è un miracolo vivente per equilibrio e completezza. Dolcissimo con tutti, specie con i deboli, e spietato con i farisei arroganti, mascherati di onestà. Amico dei peccatori e delle peccatrici, e nemico implacabile del peccato, per cui si lascia inchiodare alla croce. Pronto al sacrificio e alla vita ascetica nel deserto, ma pure partecipa con allegria ai festini e ai pranzi di nozze, tanto da essere qualificato dagli avversari come un mangione e un beone.
Sempre a contatto con la gente, premuroso verso la fame dello stomaco e il benessere del corpo, non perde il contatto con il Padre, dialoga con Lui in modo diretto.
Fedele alla tradizione giudaica, và al Tempio, supera il legalismo con l'amore e và controcorrente, amando i bambini, le donne, i lebbrosi.

Giustamente uno scrittore moderno ha scritto: Cristo, "insonnia del mondo".

Terzo punto: I frutti.

Oltre Duemila anni di vita dimostrano che Cristo non è una truffa sublime. Nessuna religione può vantare qualche milione di Martiri come il Cristianesimo.

Il vescovo CIPRIANO di Cartagine, prima di offrire il collo alla spada del carnefice, lo ringrazia in tono affettuoso e gli dà la mancia di due monete d'oro, definendolo come "il portinaio del paradiso"!
Non si può ricavare uva dolce dalle spine né fichi dai triboli.

La Chiesa di Cristo, che è la famiglia dei salvati e la madre dei Martiri, costituisce la convalida della divinità di Gesù. Il Cristianesimo ha superato la prova della storia.

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