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1 - La realtà della Vita
Esperienze tristi e dolorose fanno parte della nostra esistenza umana. Esse interrompompono il corso normale
della nostra vita e ci costringono ad entrare nella via delle infermità, della sofferenza e del lutto, non senza far sorgere
in noi gravi pensieri.
Possiamo essere colpiti dalla "prova" quando ci troviamo in uno stato di debolezza fisica piena
d'incertezze; altre volte, invece, siamo costretti a fermarci all'improvviso, in modo sconcertante, nella pienezza della nostra
attività quotidiana.
In tutti i casi, la nostra vita ne rimane sconvolta.
Nel silenzio della nostra casa o in un ospedale, i giorni passano insieme con i nostri sospiri ed i nostri
affanni, mentre a poco a poco comprendiamo che, come dice il profeta biblico: "Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza
dell'Eterno" (Lamentazioni 3:26).
Tu che leggi, forse conosci la "prova" in una delle sue svariate manifestazioni.
Non affrettarti a dire che la tua sorte è ingiusta o, peggio ancora, che Dio non prende cura di te. Rientra piuttosto in te stesso
e rifletti in silenzio dinanzi a Lui.
Lo stesso profeta ha scritto da parte di Dio: "Poiché io sò i pensieri che medito per voi,
dice l'Eterno: pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi m'invocherete, verrete a pregarmi e io
vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; ed io mi lascerò
trovare da voi ..." (Geremia 29:11-13).
Lasciarsi guidare dalla Parola di Dio è anche motivo di profonda fiducia. Per questo non dobbiamo
scoraggiarci del tutto.
D'altra parte, la sofferenza non è soltanto una prova, è anche una tentazione. Dobbiamo vegliare dunque, affinché
in quell'ora l'ombra del dubbio e dell'irritazione non scenda sul nostro cammino.
Soprattutto ricordiamoci che la nostra "prova", come anche la nostra liberazione, è nelle mani
del Signore. Per questo l'apostolo Pietro ha scritto:
"Umiliatevi sotto la potente mano di Dio, affinché Egli v'innalzi a suo tempo, gettando su Lui ogni vostra
sollecitudine, perché Egli ha cura di voi" (1Pietro 5:6).
Ci sia di conforto e di sprone la preghiera del Salmista, e con lui preghiamo: "O Eterno, non abbandonarmi; Dio mio, non
allontanarti da me; affrettati in mio aiuto, o Signore, mia salvezza!" (Dal Salmo 38).
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